Utente 907XXX
A dicembre 2008 nel sistemare accuratamente l'angolo del copridivano ho "incastrato" l'indice della mano sinistra nella stoffa ed ho sentito uno scatto. Il risultato è stato che non sono più riuscita ad estendere il dito completamente. Al Pronto Soccorso dopo aver fatto una radiografia mi hanno diagnosticato una lesione al tendine estensore e me lo hanno steccato. Ho trascorso 30 giorni con un primo splint, ma verso gli ultimi giorni ho notato che il dito si era leggermente arcuato. Mi hanno messo un secondo splint per altri 15 giorni e con questo il dito è stato decisamente in posizione. Adesso ho un 3° splint che porterò per altri 15 giorni ma noto che anche questo sta prendendo la posizione arcuata del 1°.
Le mie domande sono:
1. è sufficiente la sola radiografia per diagnosticare una lesione al tendine?
2. l’immobilità con lo splint è sufficiente? Questo blocca l'articolazione del dito a livello di falangi, ma non impedisce il movimento di tutto il dito..
3. nel caso il problema non si risolvesse non sarebbe stato meglio intervenire subito?
4. nel caso di intervento a cosa vado incontro?

Vi ringrazio anticipatamente per l’attenzione

Saluti,
LB

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[#1] dopo  
Dr. Riccardo Busa
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MODENA (MO)
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Egr. Sig. ra LB,
Un esame clinico e radiografico sono generalmente sufficienti per fare diagnosi in caso di lesione tendinea dell'estensore. In tali casi il trattamento è effettivamente nella grande maggioranza dei casi di tipo incruento (non chirurgico), con applicazione di tutori di vario tipo e modello a seconda della sede di lesione. In oltre l'80% dei casi è possibile ottenere una accettabile risoluzione del deficit estensorio. Il trattamento con ortesi rigida deve essere controllato e coordinato da un bravo terapista che eviti la formazione di rigidità delle articolazioni adiacenti. Certamente a Milano troverà ottimi chirurgi della mano e terapisti esperti che potranno seguirLa adeguatamente! Per il momento non consideri la soluzione chirurgica, che è COMUNQUE disponibile qualora i risultati conservativi siano non soddisfacenti!
Mi faccia sapere!
Cordiali Saluti,
[#2] dopo  
Utente 907XXX

Iscritto dal 2008
Sono a chiedere un ulteriore consiglio.
Finalmente il 23 febbraio ho tolto l'ultimo tutore. Il medico di turno mi ha detto di cominciare ad usare il dito ed eventualmete di ritornare qualora giudicassi il risultato non soddisfacente. Visivamente era subito evidente che il risultato estetico fosse pessimo ma avendomi dato la speranza che qualcosa poteva ancora migliorare, ho aspettato... Nel frattempo ho fatto una visita privata ma questo medico mi ha sconsigliato l'intervento perchè la piega a martello del mio indice non supera i 30° ed i risultati non sarebbero maggiori dei benefici. Il tempo passa è più non sopporto questa idea di tenermi il dito in questa maniera: possibile che questo sia il consiglio migliore?. Al di là dell'aspetto a collo di cigno che ha assunto, non capisco perchè la gnocca tra la 1° e la 2° falange non se ne va e se la premo fa anche male. In questa maniera finirò per non usare più il mio dito!
Ritornare all'ospedale dove mi hanno seguito con il tutore non ho molta fiducia poichè mi è sembrato poco serio non fare ulteriori indagini (p.e. risonanza) ed aver demandato a me la facoltà di giudicare il risultato... Mi resta inoltre sempre il dubbio che tutto questo tempo passato abbia ormai compromesso il buon risultato di un'ntervento.
Confidente di un Vs. utile consiglio, saluti
LB
[#3] dopo  
Dr. Riccardo Busa
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MODENA (MO)
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Cara Sig.ra,
se la flessione non supera i 30° il ricorso all'intervento può essere un pò "eccessivo". Il rapporto rischi/benefici può essere lievemente sbilanciato verso i "rischi". Concordo con l'atteggiamento di prudenza dei colleghi. Ovviamente tutto va commisurato con la sintomatologia e la funzione. Se c'è dolore, deformità a "collo di cigno" e disagio funzionale che non migliorano con il trattamento rieducativo l'intervento può essere giustificato. Ovviamente occorrono una valutazione e un colloquio dettagliati.
Cordiali Saluti