Utente 194XXX
Buongiorno. Scrivo su questo forum che già da tempo conosco e leggo con interesse per la crescente preoccupazione destata dalla situazione clinica di mia mamma. Ha quarantasei anni ed è già nota al mondo ospedaliero per Edema di Quincke (allergia definita incurabile, trattata per anni con cortisone e che saltuariamente ricompare), Cisti ovariche, protusioni discali e da un po’ di anni ipertensione cronica. Dopo un periodo curato con Moduretic è passata a una serie di medicinali quali, in ordine, Enalapril, Norvasc, Triatec, Atenololo, Lobivon e Angizem. L’Atenololo era l’unico ( insieme a Moduretic ed Enalapril ) che non le dava nausea o vomito ed effettivamente funzionava ma, nel periodo in cui lo assumeva, accusava sempre dolori forti a braccia, spalle e gambe, dolori che sono cessati con la sospensione del farmaco. Il foglio illustrativo non parla di tali effetti collaterali, che le impedivano persino di girarsi nel letto la notte, portare la borsa o compiere altre attività domestiche.Il Cardiologo nega un legame tra farmaco e dolori, ma ha deciso comunque di cambiare terapia e di passare ad Angizem (mezza compressa x 3 volte al di’), che però dal giorno dopo la prima assunzione le dà gli stessi dolori agli arti e alle spalle. La sua pressione senza pastiglia si aggira sui 180/105. Vi chiedo quindi cosa potremmo fare, considerando che spesso i rialzi di pressione si fanno più forti e frequenti quando si presentano le emorragie dovute alle cisti ovariche, che non si possono operare per l’ipertensione e il suo problema allergico, accompagnati a volte da vampate di calore che provocano sudore. Un fatto singolare è che lei dice di stare bene quando ha la pressione alta, mentre ha giramenti di testa e malessere quando la pressione viene “aggiustata” e riportata nei normali valori(120/80 di solito) dalla pastiglia.
Ci sono correlazioni tra farmaci beta-bloccanti e non per l’ipertensione e dolori articolari? Abbiamo fatto diverse analisi del sangue che non evidenziano problemi reumatici. Può esserci un legame tra menopausa e un’ ipertensione che pare “incurabile”? Cosa potremmo fare, visto che la situazione diventa seria e mia mamma non riesce a trovare una terapia? Come agire? Ci sono altre analisi da fare?
Vi ringrazio molto per la cortese attenzione

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Dr. Vincenzo Martino
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Gentile utente, le forme ipertensive resistenti alla terapia farmacologica richiedono purtroppo svariati tentativi di associazioni terapeutiche spesso non facili da trovare. Vista la complessità, almeno in base alla sua descrizione, del caso in esame, le consiglio di contattare un centro anti-ipertensivo universitario, tale da poter aver la possibilità di una consulenza multidisciplinare.
Cordialmente,