Utente 139XXX
Salve, in data 26.apr.2006 uno specialista urologo mi ha diagnosticato un varicocele di III°. Mi ha allora spiegato che sarebbe stato necessario l'intervento chirurgico in laparoscopia e mi ha prescritto uno spermiogramma ed un ecocolordoppler scrotale. Di seguito vi riporto la trascrizione dell'esito dello spermiogramma (ne ho fatto uno solo) e, successivamente, del referto ecografico.

ESAME LIQUIDO SEMINALE
(Microscopico)

Astinenza: 3 giorni

Caratteri fisici
Colore: Bianco-Grigiastro
Aspetto: Torbido
Coagulo: Presente
Liquefazione: Completa entro 26 minuti
Viscosità: Normale
Volume: 1,5 ml
PH: 7,8

Caratteri Microscopici
Numero nemaspermi: 43,5 milioni/mL
% Mobili all'emissione: 80%
% Motilità dopo 2 ore: 60%
% Motilità dopo 6 ore: 40%
% Motilità dopo 12 ore: 20%

Conformazione Nemaspermi
Forme normali: 96%
Teste ipotrofiche: 1%
Teste ipertrofiche: 2%
Teste rotonde: 1%
Teste doppie: 0%

Indice di Page-Holding: 50

Esame microscopico a fresco: Rari leucociti

------------------

Ecocolordoppler:
Esame condotto con sonda ad alta frequenza, focalizzata a 10 Mhz.
Entrambi i didimi sono in sede anatomica scrotale, regolari per morfologie, dimensioni ed ecostrutture.
Regolari i mediastinum testis e le regioni epididimarie.
Non versamenti idrocelici.
Ectasie varicose del plesso pampiniforme di sinistra.
All'indagine con color doppler non si apprezzano segni di reglusso venoso; modesti segni di reglusso si apprezzano durante la manovra di Valsala (varicocele di II° grado).

------------------

Oggi il dottore, dopo avere visionato tali esiti, ha detto che preferisce non intervenire chirurgicamente vista la mia età, 22 anni da compiere (ha detto che se avessi avuto 24-25 anni l'intervento sarebbe stato più necessario), visti i rischi che le anestesie comportano (sia generali, che locali) e considerato che il risultato dello spermiogramma (ne ho fatto solo uno, non ne ha richiesto altri) è stato buono.
Mi ha consigliato di rifare visita ed esami fra due anni.
La mia domanda è: vista la presenza del varicocele ed i problemi che questo potrebbe determinare a lungo andare, visti i risultati dello spermiogramma (buoni a quanto pare), non sarebbe meglio intervenire per evitare di ritrovarmi fra due anni con possibili problemi, quali uno spermiogramma disastroso?
Insomma, sarebbe più opportuno farmi operare piuttosto che aspettare sapendo delle conseguenze a cui può portare il varicocele ? Sono molto preoccupato

Inoltre, da cosa può essere stata causata questa dilatazione delle vene? Forse da eventuale attività sportiva? Io per 4-5 anni sono andato in palestra a fare pesi, può essere dipeso da questo o, per ipotesi, da altri eventuali sforzi?

Vi ringrazio anticipatamente per la risposta

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[#1] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
proprio non trovo nessuna argomentazione su cui essere d'accordo con il Collega che La sta seguendo clinicamente.
Lei ha uno spermiogramma, a mio modo di vedere non attendibile! E' "troppo brillante" come risultato. Andrebbe ripetuto. E non un a sola volta.
Diamo per assodato la presenza di un varicocele di II grado, ma l'esame ecografico non è completo perche non riporta il diametro delle vene ectasiche... e la volumetria testicolare.
Non condivido assolutamente, ma non sono solo, con me vi è il 95% di chi si occupa di terapia del varicocele, a proporre una tecnica chirurgica laparoscopica. Le motivazioni sono molteplici. Se vuole ne parliamo i altra sede.
Ma non solo...VORREI SOTTOLINEARE CHE NON E' L'ETA' DEL PAZIENTE CHE CONDIZIONA SE OPERARE O MENO UN VARICOCELE...questa è una affermazione di 25 anni fa!!!
Questo Collega vive chiuso nel Suo ambulatorio ed ha perso i contatti con la realtà scientifica.
Non è nemmeno corretto operarsi di varicocele in maniera profilattica...come Lei proprone. Se poi insorge qualche complicanza post-operatoria? Una orchite? Una ischemia del testicolo? Che fa? Con chi se la prende? Lei si leverebbe una appendice solo perchè in futuro potrebbe avere una appendicite acuta?
Concludo secondo quello che è il mio modo di comportarmi in tali evenienze.
Se il Suo liquido seminale è deciamente buono, se Lei non ha dolore o fastidi, io non La opererei.
I controlli a 2 anni sono uno strano consiglio. Io controllerei il liquido seminale ogni sei mesi per 2 anni, po una volta all'anno. Ecocolor Doppler ogni anno.
Questo è quanto.
Affettuosi auguri per tutto e cordialissimi saluti.
Prof. Giovanni MARTINO
[#2] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
ho voluto di proposito scrivere una mail a parte, per
SOTTOLINEARE CHE PURTROPPO LO SPORT CHE LEI STA PRATICANDO PROPRIO NON VA BENE PER IL SUO VARICOCELE. DOVREBBE SOSPENDERLO AL PIU' PRESTO.
Mi dispiace.
Ancora un saluto.
Prof. Giovanni MARTINO
[#3] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore ,
concordo con il prof. Martino sulla necessità di ripetere almeno una volte l'esame del liquido seminale, possibilmente presso un Centro che segua le indicazioni date dall'Organizzazione Mondiale della Sanità ed eventualmente un ecocolordoppler delle vene spermatiche correttamente eseguito. Con queste indagini riconsulti un andrologo esperto in patologia della riproduzione umana.
Un cordiale saluto.
[#4] dopo  
Utente 139XXX

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Gentile Prof. Martino, intanto mi preme ringraziarla per avere risposto con tanta celerità!
Grazie anche al Dott. Beretta per il suo responso!

Sì, vorrei sapere quali sono le molteplici motivazioni che fanno ritenere la laparoscopia inidonea per questo trattamento: mi dica lei quando e come parlarne. Le confesso che sono un pò in apprensione, difatti il medico curante mi ha detto che l'altro centro presente

nella mia zona, una clinica privata questa volta, opera con la stessa tecnica il varicocele. A chi dovro rivolgermi?
Provvederò subito a farmi prescrivere un altro spermiogramma dal mio medico curante e ad effettuare un'altra ecografia presso un altro centro.

Riguardo ai dolori ed ai fastidi: ho sempre avuto dei doloretti proprio lì in particolare, nel testicolo sinistro che ho sempre sentito più "sensibile" dell'altro, però li ho sempre definiti normali. Doloretti che avverto in particolare quando faccio degli sforzi, anche piccoli (soprattutto quando sono coinvolte le gambe: es. accavallare le gambe, scendere dalla macchina, alzarsi da una sedia bassa. Ma anche prendere qualcosa con le mani da seduto:un bimbo) ma che restano sopportabili. Questi suppongo siano normali (VERO???).
In alcuni periodi, però, questi dolori aumentano fino al punto che quando cammino sento un forte dolore ai testicoli e ho poi la sensazione che questo si propaghi. Difatti, facendo un piccolo sforzo, con le mani o peggio ancora con le gambe, sento il dolore nei testicoli ed è quasi come se si diffondesse nelle parti circostanti (a volte quando è proprio forte non posso tenere, da fermo, le due gambe unite, soprattutto con i jeans, e ne alzo una in modo tale che quel dolore si calmi liberando i testicoli). Ma, appunto, sono dei periodi, 3-4 giorni, una settimana, poi passa.
Che ne pensa?

In verità, data la mia ignoranza in materia, ho sempre pensato si trattasse di una piccola forma di pubalgia (che il medico di famiglia aveva riscontrato circa 5-6 anni fa e che continuava a farsi sentire di tanto in tanto), ma non sono mai riuscito a capire bene perchè sentissi questi dolori soprattutto nei testicoli, in particolare quello sinistro, visto che sapevo che il dolore dovevo avvertirlo più su. Pensavo dipendesse da me, che tendevo ad avvertire il dolore più forte lì, in un punto sbagliato e più basso. Ero convinto insomma di non riuscire a percepire bene da dove partisse questo dolore, che sentivo in qualche modo "amplificato" in diverse parti.

Vorrei aggiungere un piccolo, oltre che poco utile, dettaglio:lo specialista spiegandomi come si sarebbe svolto l'intervento, ha specificato che si tratta di una tra le più moderne tecniche per la trattazione chirurgica del varicocele.

Infine, come faccio ad individuare e distinguere i laboratori analisi che seguono le indicazioni dell'OMS?

Grazie ancora
[#5] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
la normalità ...se così vogliamo dire...prevede che i testicoli NON siano sede di sintomatologia dolorosa, mai, nè lieve, nè saltuaria, nè a riposo, nè sotto sforzo. Questo è bene chiarirlo subito.
Per quanto riguarda la chirurgia laparoscopica, eccezionale vera grande novità nel campo delle tecniche chirurgiche, niente da comemntare in sè, ci mancherebbe altro.
Non la trovo, e con me l'assoluta maggioranza degli Operatori del settore, indicata per la correzione di un varicocele. Le motivazioni:
1) il tipo di anestesia necessario. Mentre con le tecniche chirurgiche tradizionali ma anche con quelle radiologiche interventistiche, l'intervento può benissimo essere eseguito in anestesia locale o locoregionale, per la via laparoscopica è necessaria una anestesia generale. Quindi con tutti i rischi connessi.
2) naturalmente la tecnica laparoscopica prevede rischi generici e complicanze, indipendentemente dal tipo di intervento che si vuole praticare (colecisti, rene, colon etc). Sono proprio connesse con la metodica.
3) Impossibile per via laparoscopica tattare la componente extra-funicolare del varicocele, e questa impossibilità si tramuta in una elevatissima percentuale di recidiva o persistenza della patologia in questione.
4) per effettuare un buon intervento per via laparoscopica occorrono sicure, provate e documentate esperienze da parte del Chirurgo che Opera, attenzione: specifiche in quel campo specifico. Io non sono un chirurgo laparoscopista ad esempio.
5) sempre più spesso mi capita di operare laparoceli (ernie della parete addominale) in corrispondenza dei fori della parete necessari al passaggio dei "trocars" (che sarebbero gli strumenti necessari all'intervento). Sto preparando una pubblicazione scientifica che raccoglie i casi che ho trattato sino ad oggi.
6) i tempi di ricovero sono più alti: il varicocele tattato chirurgicamente "open" si opera in day-hospital. Dopo una laparoscopica, almeno 24 ore di degenza sono obbligatorie, s enon di più.
7) tempi di recupero più lunghi per la laparoscopica.
8) costi più elevati sia che esegua l'intervento in una Struttura Pubblica (siamo tutti noi cittadini che paghiamo!), sia che lo esegua in privato...
E mi fermo qui.
Per quanto riguarda le Strutture affidabili per eseguire un buon esame del liquido seminale, beh...senta un Collega Andrologo...lui dovrebbe poterLa aiutare.
Per l'intervento, infine, mi sembra impossibile che in Sicilia non si eseguano tutte le tecniche chirurgiche e non ormai note per il trattamento del varcicocele.
Se così fosse...beh il mio consiglio è: non ceda a ricatti psicologici, faccia un borsone e si sposti..
Auguri affettuosi e cordialissimi saluti.
Prof. Giovanni MARTINO
[#6] dopo  
Utente 139XXX

Iscritto dal 2006
Gentile prof. Martino, Gentili Dottori,
scrivo di nuovo, dopo più di un mese di silenzio, per dare notizie della "vicenda".

Mi sono rivolto successivamente ad un andrologo-urologo che esercita la professione presso una casa di cura privata, visto che il precedente dottore lavorava in ospedale.
Questo ha controllato tramite ecografia che non ci fossero problemi ai reni, ha voluto visionare i referti del precedente medico, oltre che ovviamente dell'ecografia.

dopo avere controllato fisicamente lo stato del varicocele, definito "enorme", ha notato ed evidenziato una discrepanza tra quanto stava scritto nel referto dell'ecocolordoppler e quanto aveva personalmente rilevato nella visita. Ha, come voi, sottolineato che l'ecografia fosse incompleta. Peraltro, caso del destino, quell'ecografia l'avevo eseguita in quella stessa casa di cura (è molto conosciuta nella zona per la qualità delle prestazioni sanitarie, anche quindi ecografiche!!).
Ha allora deciso di risottopormi subito ad un'altra ecografia e, ci tengo a sottolinearlo, da un dottore diverso da quello che aveva effettuato quell'ecografia. Il risultato è stato che quell'ecografia è del tutto inattendibile: il varicocele è di III grado e i segni di reflusso sono tutt'altro che "modesti". Si è scusato per l'"incapacità" del collega della stessa clinica e ha detto che era necessario operare questo varicocele (non in laparoscopia!!). Di seguito vi riporto la diagnosi dello specialista(la scrittura è poco chiara in alcune parti, purtroppo. Vi riporto le parti comprensibili):
"Pronunzia di marcato varicocele che si accentua sotto i colpi di tosse. All'eco reni nella norma; notevole dilatazione del plesso panpliforme. Al doppler pronunzia di marcato reflusso in condizioni basali e sotto sforzo".

Un vostro parere?
Riguardo allo sport che pratico, è opportuno e necessario non farlo nemmeno dopo l'intervento o no? e dopo quanto tempo dall'intervento posso iniziare quantomeno a correre e a muovermi senza preoccuparmi?

Ancora:mi è stato detto che l'intervento viene eseguito con una incisione all'inguine. Che tipo di intervento è? qual'è la vostra opinione a tale proposito?

Ancora tante grazie per il servizio che ci fornite!
Grazie
[#7] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
direi che adesso si che la vicenda comincia ad assumere contorni chiari.
Sono totalmente d'accordo con la diagnosi e l'atteggiamento teraputico del Collega di Sua fiducia, scelto per effettuare la correzione del varicocele.
Ribadisco però che lo sport da Lei praticato non è indicato per chi è portatore di varicocele, nè per chi di varicocele è stato operato. Mi dispiace.
Auguri affettuosi per tutto e cordialissimi saluti.
Prof. Giovanni MARTINO