Utente 998XXX
Egregi dottori,
Sono un ragazzo di 24 anni, vi illustro il mio problema:
Circa 4 anni fa ho iniziato una relazione con una ragazza. Al momento di avere il nostro primo rapporto mi è capitato di non riuscire ad avere un'erezione sufficiente per il coito. Questa circostanza si è ripetuta svariate volte, ma inizialmente imputavo tutto ciò ad una mancanza di esperienza e allo stress derivante dalla paura di esssere sorpresi dai miei o dai suoi genitori. Tale mancanza di tranquillità ci induceva spesso a velocizzare il rapporto, con conseguente assenza di attenzione verso i preliminari. Dunque, al momento della penetrazione, il mio pene non era quasi mai rigido. Anche le volte in cui siamo riusciti ad avere il rapporto, mi è capitato di perdere la tumescenza dopo poche spinte. Insomma, ben poche volte siamo riusciti a completare l'atto sessuale con piena soddisfazione di entrambi. Dopo qualche tempo sono stato lasciato dalla ragazza in questione. Questo evento ha provocato in me una sorta di trauma e da quel momento è iniziato un periodo che definirei molto buio. Temendo di essere esclusivamente io e le mie defaillances la causa che ha portato alla rottura del nostro rapporto, ho deciso di affrontare il problema. Dopo essermi rivolto al mio medico curante, ho effettuato, su suo consiglio, un esame ecocolordoppler penieno, il quale ha escluso possibili problemi di circolazione nei vasi sanguigni del pene. Sentendomi rinfrancato dall'esito dell'esame, ho continuato la mia vita serenamente, pensando che il problema fosse solo di origine psicologica e che, con la ragazza giusta, tutto si sarebbe risolto spontaneamente. Dopo qualche tempo ho conosciuto una nuova ragazza, con la quale ho adesso una relazione abbastanza intima. Pur non avendo mai avuto un rapporto completo con lei, credo di avere timore di un mio possibile fallimento nel caso in cui dovessimo provare ad averlo. Per tale motivo sono riemerse le antiche paure derivanti dalla mia precedente esperienza col sesso. Per dirimere totalmente i miei timori ho deciso di rivolgermi a un urologo specialista nella mia zona. Ho sostenuto nuovamente l'ecocolordoppler, ho effettuato delle analisi ematiche per stabilire i livelli ormonali e, su mia esplicita richiesta anche la rigidometria notturna. Tutte queste indagini sono risultate perfettamente nella norma e il dottore, nel quale ho piena fiducia, mi ha prescritto una terapia a base di cialis da 10mg per sei mesi, da assumere in dosi via via ridotte dal momento a partire dal quale inizierò ad avere rapporti sessuali. Veniamo adesso al dunque. Le mie ansie attuali derivano dal fatto che riscontro, durante la masturbazione, una certa difficoltà a raggiungere e, delle volte, anche a mantenere le erezioni. Vorrei capire se questi episodi si verificano poichè magari sono inconsciamente portato a praticarla per "mettere alla prova" la consistenza e la durata delle mie erezioni o essi sono sintomo di qualche problema organico che tuttavia a questo punto dovrebbe essere stato escluso dagli esami ai quali mi sono sottoposto. Inoltre ho delle perplessità circa l'assunzione del cialis, perchè mi rifiuto di pensare che un ragazzo sano, che non fuma, che pratica sport e di 24 anni abbia bisogno di ricorrere a dei farmaci per completare un rapporto sessuale con una ragazza che lo attrae molto e con la quale, nelle poche occasioni in cui abbiamo fatto petting, l'erezione è stata ottimale e duratura. Vorrei chiedervi cosa ne pensate del mio caso e, se possibile, qualche suggerimento. Vi ringrazio e vi porgo i miei saluti.

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[#1] dopo  
Dr. Edoardo Pescatori
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REGGIO EMILIA (RE)
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Gentile lettore,
-penso che la sua supposizione sul perchè con la masturbazione non riesce a rahggiungere una buona rigidità ("sono inconsciamente portato a praticarla per "mettere alla prova" la consistenza e la durata delle mie erezioni")sia corretta: eviti di avere erezioni per fare la prova, ma le abbia solo se ne ha voglia.
-Circa l'opzione del trattamento farmacologicio che le è stato suggerito: penso che sia molto importante come lei "se lo sente addosso". Sembrerebbe non molto bene. Il suggerimento è di riparlarne con chi la segue, poichè ci sono strade alternative, ad esempio un (breve) percorso psicosessuologico.
Ci faccia sapere.
[#2] dopo  
Utente 998XXX

Iscritto dal 2009
Grazie per la solerte risposta. Vorrei sapere se, sulla scorta della vostra esperienza, la serie di esami cui mi sono sottoposto sono in grado di escludere, se non del tutto, almeno in buona parte un problema organico.
[#3] dopo  
Dr. Edoardo Pescatori
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REGGIO EMILIA (RE)
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Iscritto dal 2007
Direi di si
[#4] dopo  
Utente 998XXX

Iscritto dal 2009
Egregi dottori,
continuo a essere abbastanza perplesso, non capisco perchè tramite la masturbazione non riesco ad avere un'erezione decente. Questo fatto mi preoccupa non poco, perchè ho letto che nei casi di DE psicogena durante la masturbazione non dovrebbero esserci problemi, mentre nel mio caso molto spesso si verifica di non riuscire ad avere erezione. Inoltre accuso un forte calo del desiderio sessuale e credo che ciò sia dovuto allo stato depressivo in cui mi trovo. Potreste darmi qualche consiglio per risolvere questa situazione?
[#5] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,

le osservazioni da lei fatte non sono precise perchè in molti problemi anche in presenza di una causa psicologica non si hanno erezioni dopo una masturbazione.

A questo putno bisogna riconsultare l'andrologo che la sta seguendo nel frattempo, se desidera poi avere più informazioni dettagliate su queste tematiche, le consiglio di consultare anche l’articolo pubblicato sul nostro sito e visibile all'indirizzo:

http://www.medicitalia.it/02it/notizia.asp?idpost=22450.

Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
www.andrologiamedica.org
www.centromedicocerva.it
www.centrodemetra.com

[#6] dopo  
Utente 998XXX

Iscritto dal 2009
Gentili dottori, dato che non più di un mese fa ho eseguito un esame ecocolordoppler penieno dopo farmacostimolazione, mi chiedevo se la modalità con cui il mio andrologo di riferimento lo ha effettuato fosse corretta, mi spiego meglio: mi è stata iniettata una dose bassissima di farmaco tale da non avere un'erezione, ma una semplice tumescenza e dopo, tramite un sondino, lo specialista ha visualizzato su un piccolo monitor lo stato delle mie vene e arterie. Per questo tipo di esame non si dovrebbe indurre un'erezione completa?