Utente 100XXX
Gentili Dottori,
sono un ragazzo di 24 anni, e sono fidanzato da 4.
Vi scrivo in quanto pur avendo letto i numerosi consulti non ho trovato un caso che si addice perfettamente al mio.
Vi spiego meglio:
Durante il primo anno con la mia ragazza non ho avuto alcun tipo di disturbo, a parte qualche rara defaillance che a dir la verità non fu presa mai bene dalla mia ragazza, perchè la prendeva come una forma di rifiuto mio verso di lei.
Poi con il tempo, il nostro rapporto è diventato più maturo e all'improvviso ho iniziato a soffrire di ansia da prestazione, dovuta proprio alla paura di rivivere quei momenti di malessere tra me e la mia compagna. Da li in poi non ho più vissuto la sessualità in maniera spensierata e tranquilla, Anche quando ero molto eccitato,al momento di avere il rapporto sessuale sentivo il cuore che mi arrivava in gola e tutte le volte non riuscivamo a fare l'amore oppure una votla iniziato perdevo l'erezione. Certo non sempre andava così, le volte che riuscivo a superare questo scoglio acquisivo una sicurezza tale che in una giornata riuscivamo ad avere diversi rapporti. In teoria da quanto letto , generalmente una volta superata la prima volta si dovrebbe acquisire molta più sicurezza,ma non nel mio caso. Inoltre ci tengo a dire che io con la mia ragazza ho un bel dialogo quindi lei sa benissimo di questo mio problema.
Purtroppo e da 3 anni che convivo con questa situazione: facciamo l'amore tutto sembra ok, ma poi il problema ritorna puntalmente.
Capirete bene che questa situazione è snervante per entrambi, non siamo sereni, io vivo il rapporto sessuale quasi come una missione da compiere più che come un puro piacere, e in più mi dispiace troppo quando durante il rapporto non riesco a mantenere l'erezione perchè anche se lei cerca di non farmelo vedere so che ci sta malissimo.
A marzo dell'anno scorso durante la settimana della prevenzione andrologica andai in visita da una Andrologo qui a Milano, al quale parlai della mia situazione. Allora mi prescrisse il Cialis da 10mg da dividere in due. Mi disse che questo mi sarebbe servito per superare l'impatto emotivo, in quanto grazie al farmaco mentalmente ero sicuro di non fallire.. Le prime volte fu fantastico, in effetti riuscì ad ottenere una certa serenità,riuscivo ad avere rapporti anche senza farmaco, tanto sapevo che in caso di bisogno era li..insomma mi rassicurava. Poi verso ottobre ebbi di nuovo un ritorno da super ansia come la chiamo io, presi mezze pastiglia di Cialis, ma non mi servì a nulla..da allora anche questo mito mi è crollato... Infatti come voi avete detto questi farmaci aiutano solo dal punto di vista meccanico ma necessitano comunque della stimolazione psicologica,ebbene da quando capì di essere di nuovo "vulnerabile" tutto tornò come prima, infatti pensandoci bene il cialis non è il farmaco adatto al mio caso, in quanto non ho disturbi fisici ma tutto viene da uno stato emotivo.
Ho 24 anni e non voglio essere dipendente da nessun farmaco. Ho normali erezioni mattutine e mi eccito normalmente, insomma non ho problemi di erezione durante la masturbazione..il problema sorge solo quando devo avere un rapporto sessuale con la mia ragazza.
Il problema dell'ansia non è costante per tutto l'anno ci sono momenti in cui sto benissimo e mi sento un leone altri, tipo adesso che sono sotto stress da esami e per altri motivi si ripresenta puntuale.
Sta di fatto che per quanto io e la mia ragazza ci amiamo questa situazione ci crea uno stato di tensione che inevitabilemente come in un circolo vizioso si riperquote sul mio stato mentale.
Adesso attendo di nuovo la settimana della prevenzione che quest'anno inizia il 23 marzo per un nuovo consulto.

Quello che vorrei chiedere a Voi è: potete farmi luce sulla mia situzione? E nell'immediato cosa posso fare?
Vi prego datemi una mano, altrimento con questa situazione rischio di perdere non solo la serenità ma anhe la ragazza!

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[#1] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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PADOVA (PD)
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Caro signore,
personalmente bisognerebbe innanzitutto chiarire che origine ha il suo deficit erettivo: se è su base psicologica od organica. Se è su base psicologica il farmaco a poco serve, solo il 15% dei pazienti guarisce (si intende per guarigione rapporti sessuali spontanei sessuali senza ausili farmacologici), piuttosto propenderei per una strada psicoterapeutica.
[#2] dopo  
Dr. Edoardo Pescatori
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REGGIO EMILIA (RE)
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Gentile lettore,
mi sembra che lei abbia già le idee chiare. Molto verisimilmete si tratta di un problema di ansia da prestazione che, per essere risolto alla base richiederà un (breve) percorso psicosessuologico. Ne parli con l'Andrologo che la valuterà.