Utente 100XXX
gentile dottore, sono una donna di 45 anni, all'età di 20 anni circa mi è stata diagnosticata la sindrome wpw che, con una frequenza di due o tre episodi annui, generava tachicardia per 20 o 30 minuti, risolti spontaneamente.Un anno fa, in seguito a un episodio di due ore trattato con adenosina con frequenza di 180 battiti, e ad un altro di 40 min., su consiglio del mio cardiologo ho eseguito un'ablazione transcatetere mediante crioablazione di circuito di tachicardia reciprocante atrio-ventricolare da via accessoria manifesta auricola- ventricolare decorsa con successo e senza complicanze, come da referto.Dopo un mese ho eseguito un holter che evidenziava alcune extrasistoli ventricolari monomorfe per lo più notturne.Nell'arco di sei mesi ho rilevato 4 o 5 episodi di brevissima tachicardia (5/6 battiti)perciò ad ottobre ho ripetuto l'holter che non ha evidenziato aritmie nè alterazioni.Questa notte però mi sono svegliata di soprassalto con una tachicardia di circa 120 battiti al min. che in 10 min. è decresciuta fino alla mia frequenza normale di 70/80 min., quasi come se avessi corso, mentre per i precedenti episodi pre- ablazione la cessazione era sempre improvvisa, quasi con un tonfo ( spesso la fermavo io trattenendo il respiro. Premetto che non ho mai assunto farmaci. E' normale tutto questo? ringrazio in anticipo

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[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
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Gentile utente, purtrppo una corretta diagnosi del suo stato richiederebbe l'esecuzione del tracciato durante l'evento aritmico vista la sporadicità delle sue crisi e la negatività dell'Holter ECG eseguito. Le consiglierei di effettuare un test da sforzo al treadmill, e nel caso gli eventi di tachicardia dovessero ripetersi, contattare il centro aritmologico di suo riferimento per un eventuale studio elettrofisiologico.
Cordialmente,
[#2] dopo  
Utente 100XXX

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Ringrazio per la tempestiva risposta e vorrei precisare che durante l'ultimo holter ho effettuato una "prova da sforzo casalinga" percorrendo ad alta velocità le scale per diversi minuti, senza riscontrare anomalie nè in fase di sforzo, nè in fase di recupero.Mi sorge una domanda: è possibile che il cuore reagisca all'ablazione creando una nuova via di comunicazione? Oppure si possono generare altre vie di comunicazione nel trascorrere del tempo anche se non congenite? Grazie ancora!
[#3] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
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In taluni casi e fortunatamente rari, purtroppo vi sono altre vie anomale di comunicazione atrio-ventricolare che possono rimanere latenti anche per tutta la vita e la cui scoperta è a volte del tutto occasionale, spesso in concomitanza di stress fisici o psichici particolarmente intensi. Ciò però non significa che la presenza di extrasistoli siano da imputare a vie anomale o siano in grado di scatenare eventi aritmici complessi.
Saluti