Utente 411XXX
Buongiorno, vorrei sottoporre il mio caso.
Il 1o settembre 2008 sono stata operata di ernia del disco L5 S1 asportazione per via interlaminare.
Essendo allergica a molti farmaci, ho subito fatto presente più volte sia ai medici che all'anestesita che ero allergia al TEMGESIG (shok anafilattico) OKI, ASA, COEFFERALGAN e ad alcuni antibiotici (questi farmaci mi danno solo problemi di eritema o disssenteria). Ho fatto presente che mi ero spaventatta molto quando ho avuto lo shok anafilattico a seguito di un'iniezione intramuscolo di TEMGESIC.
Dal rientro dalla sala operatoria ho avuto subito difficoltà respiratorie, mio marito ha più volte chiamato gli operatori affinchè potessero verificare che era tutto normale, ed è sempre stato rassicurato.
Io continuavo a paggiorare e dopo circa 3 ore io non riesco più a comunicare pur senttendo tutto. A quel punto intervengono medici anestesista e sanitari del 118. Tutti i parametri vitali sono presenti ma io non reagisco neanche a quelle che io chiamo tuorture (strzzate ai capezzoli, dita negli occhi ecc) sento un male cane ma non posso dirlo). A quel punto visto che le pupille risultano miotiche dicono a mio marito che sono in coma e mi portano a fare accertamenti TAC e RMN. Sento che i medici discutono su cosa possa essere successo ma non ne hanno idea. Vengo sempre più volte torturata, ma non c'è modo di comunicare con loro. Gli esami sono negativi per cui vengo trasferita nel reaparto di neurorianimazione. Decidono finalmente di provare una nuova tecnica. Mi toppano naso e bocca, a quel punto cerco di spostare la mano ma non riesco a comunicare sono sempre assente. Dopo circa 4 ore dall'accaduto (per me erano passati al massimo 20/30 minuti) spontaneamentte riprendo conoscenza.
Sono spaventata e racconto tutto quello che ho sentito. Rimango in neurorianimazione tutta la notte e vengo sentita da uno pscichiatra che fa la seguente diagnosi: Pt lucida, orientata, collaborante; non disturbi ideo-percettivi; affettività normalmente indirizzata. Si conferma la natura nevrotica funzionale dell'episodio legato anhe ad una situazione di stress-terapia farmacologica. Il miio quesito è: può una persona provocarsi il coma o sono stati i farmaci che mi hanno somministrato per l'intervento dalla cartella clinica risulta che sono stata morfinata!
Ringrazio anticipatamente.

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[#1] dopo  
Dr. Stelio Alvino
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Cara Utente, vi sono degli aspetti poco chiari nella sua descrizione ma cercherò di interpretarli anche se sicuramente farà delle ulteriori precisazioni in seguito.
Accertato che già in passato ha avuto problemi di allergia (shock anafilattico)e intolleranza ai più comuni analgesici sicuramente qualcosa doveva pur essere somministrato per una terapia antalgica post operatoria!
Quale migliore alternativa allora se non la buona vecchia ed efficace morfina (santo farmaco!).
Quello che è accaduto poi dalla descrizione che mi fa avvalora però l'ipotesi del consulente psichiatra (sarebbe stato interessante essere presente). E le spiego il perchè. Le pupille miotiche erano frutto della morfina somministrata. Lo stress post-operatorio e i farmaci anestetici possono aver slatentizzato una sua ansia, paura o non so che, che ha avuto il risultato di portarla in questa fase di "assenza" che però non può essere identificata come coma. Perchè lei percepiva tutto pur non potendo reagire (il coma non dà questi effetti) perchè mantiene il ricordo dell'evento e soprattutto messa alle "strette" con naso e bocca tappate ha istintivamente messo una mano (segno di reattività) per liberarsi le vie aeree (una persona in coma non l'avrebbe fatto).
Penso che, complice un quadro di tipo farmacologico, accompagnato dall'evento stressante operatorio e dei precedenti di queste sue paure per le allergie passate sia sia potuto slatentizzare, come già detto,una certà fragilità psichica che si è manifestata con questo quadro che tuttosommato non è poi così raro. Se ne vedono anche in Pronto Soccorso.
Quindi venendo alla sua domanda la risposta è: NO non ci si riesce a provocare il coma volontariamente ne tantomeno uscirne quando si vuole, e infatti il suo non lo è stato. Ma in certe forme psicopatologiche (uso forse il termine impropriamente perchè non sono psichiatra) ci sono situazioni che possono mimarlo. I meandri della nostra psiche sono ancora in molta parte imprescrutabili...
Poi, perchè usa un punto esclamativo per il fatto di essere stata "morfinata", come fosse scandalizzata del fatto? Ha usato un farmaco normalissimo efficacissimo che purtroppo ancora sopporta il peso di molti vecchi retaggi culturali e invece dovrebbe essere più rivalutato per i benefici che comporta come accade anche in altri paesi dove ci sono molte meno ritrosie al suo utilizzo da parte di molti colleghi. E poi era l'unica alternativa alle sue allergie...
Piuttosto con una pletora di medici di reparto accorsi da lei come mai vi era pure personale del 118 intervenuto?
Spero di averle chiarito in parte qualche dubbio dandole però una interpretazione limitata per la mancanza di osservazione clinica diretta del caso. Rimango comunque a disposizione per ulteriori domande.
Cordialmente
[#2] dopo  
Utente 411XXX

Iscritto dal 2007
Ringrazio per la risposta ma vorrei fare una premessa.
Quando mi hanno portato in sala operatoria, ero tranquilla anche perchè nel 2000 ero stata operata di ernia ingiunale in anestesia generale e non avevo avuto problemi per cui non avevo motivo di essere agitata. (non so che tipo di anestesia avessero usato l'altra volta).
Mi spiace ma non so perchè so dirle perchè sono intervenuti gli operatori del 118, mio marito ha detto che avevano delle apparecchiature speciali, so solo che secondo me di hanno dato pugli sul petto infatti i giorni successivi ero piena di lividi.
So che mi hanno dato anche un antidoto appena avuta la crisi ma non ha fatto effetto (dalla cartella clinica non riesco a leggere il nome).
Mi spiace che la mia cartella clinica consta di ben 144 fogli.
Il mio ricovero è stato di 22 giorni: mi hanno procurato una TVP al braccio dx, Herpes Zoster arto dx, infezione alle vie urinarie; attualmentte sono in TAO con COUMADIN 5 mg.
Mi piacerebbe solo fare chiarezza anche perchè nella malaugurata ipotesi che dovessi subire un altro intervento di qualsiasi matura, non sarei per niente tranquilla e non so se mi farei operarare.
Grazie
[#3] dopo  
Dr. Stelio Alvino
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Beh! Dai particolari in più che mi racconta (e che magari avrebbe dovuto descrivere anche nella sua prima) si ipotizza qualcosa di grave in quel frangente. Come se avesse avuto un arresto cardiaco e quei segni sul petto esiti di un massaggio cardiaco. E poi da quel che mi dice nella prima stride il fatto che lei afferma di ricordare tutto anche se non poteva comunicare, quindi come non ricordare quei "pugni"...
Comunque a distanza è un po difficile fare il punto della situazione per cui le consiglio se ha già la sua cartella clinica di farla visionare al suo curante.
In modo che si possa vagliare ogni dato dello scritto.
Ogni intervento chirurgico è un'incognita, anche il più semplice, non si può decidere con leggerezza, ipotizzo che se ha dovuto subire l'intervento, sia stata una necessità. Per cui è ovvio che comunque la decisione di operarsi o meno vada ben ponderata in base alla necessità reale e l'urgenza.
I miei più cari saluti