Utente 101XXX
nel 2006 dopo infarto miocardico in sede inferiore mi sono sottoposto a trattamento a angioplastica ( PTCA "ad hoc" con stenting su IVA media stenosi pre 80% post 0% + PTCA su CX media stenosi pre 99% post 10%).
I successivi controlli non hanno mai rivelato altri problemi cardiaci.
Ho sempre condotto vita regolare sia prima che dopo l'infarto e non ho mai avuto colesterolo etc. ma secondo i medici è derivato da ereditarietà famigliare.
Da qualche periodo soffro di dolori acuti a livello toracico, agli arti superiori, formicolii alle mani e sporadiche difficolda respiratori, non necessariamente quando sono sotto sforzo, ma principalmente in momenti di tensione nervosa.
Mi sono recato al pronto soccorso, ma dopo qualche controllo ( enzimi eletro cardiogramma e rx toracee analisi sanguigne generali) la diagnosi è stata sospetta ernia iatale riacutizzata da curare con consigli terapeutici, con un farmaco contenente sodio alginato e potassio bicarbonato la sera e la mattina una compressa di lansaprozolo da 30mg, non ostante la terapia i dolori continuano a comparire in moduo saltuario e con intansità variabile a volte anche forte.
La cura cardiologica che sto seguendo è:
acido actelsalinico e sinvastatina.
Cosa ne pensate? può essere un problema di tipo cardiaco o è veramente ernia iatale? quali maggiori controlli e cure posso fare?
Cordialità


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Dr. Vincenzo Martino
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Gentile utente, per la sua storia clinica, il dolore toracico diviene purtroppo sempre fonte di indagini suppletive per il rischio cardiologico che la contraddistingue. Allo stato la diagnosi di certezza richiede due esami fondamentali quali gastroscopia e successivamente se negativa test da sforzo.
Cordialmente,