Utente 996XXX
Salve volevo chiedere un parere sulla mia situazione: Io ho un BAV di 3° completo e congenito. Mi hanno impiantato il primo pacemaker a soli 6 anni. Con il passare del tempo si è interrotto il catere e mi hanno impiantato un altro pacemaker con un altro elettrodo lasciando in sede il vecchio. Con il passare del tempo ho avuto delle infezioni prima alla vecchia tasca del pacemaker poi successivamente all'elettrodo abbandonato. Per questa motivazione sono stato sottoposto prima ad una cura di antibiotici, poi sono stato operato per 2 volte per togliere dei pezzetti di cateteri infetti. Mi hanno sempre fatto presente, i medici chi mi seguivano, che c'era la possibilità di estrarre il vecchio catetere, ma l'operazione era rischiosissima e per questa motivazione non mi hanno mai sottoposto a questo intervento. Sono arrivato al punto di trovarmi in setticemia e con la vena cava superiore chiusa. Viste le condizioni, il cardiologo presenta la mia situazione ad un altro ospedale, specializzato in questi interventi di estrazione di cateteri. Per fortuna l'intervento dopo molte ore e moltissime difficoltà riesce. Mi ritrovo però con un pacemaker epicardico, la vena cava superiore e con il mio BAV di 3°. Le mie domande sono le seguenti: 1)Socondo lei qualcuno ha qelle responsabilità? 2) Cosa posso fare per convivere meglio con la cava superiore chiusa? 3) A quali sforzi non mi devo sottoporre? Grazie e buon lavoro.

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[#1] dopo  
Dr. Andrea Annoni
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Gentile utente,mi dispiace molto innanzitutto per le sue vicissitudini.Accertare se esistano delle responsabilità è una faccenda complessa che va considerata alla luce della documentazione completa,delle cartelle cliniche,degli esami strumentali e dei referti vari etc. che naturalmente non può essere fornita e realizzata da un servizio come medicitalia;tuttavia se ritiene che le cose non siano andate in maniera trasparente può rivolgersi ad un medico specialista in medicina legale che saprà indicarle i passi da compiere per fare eventualmente chiarezza se esista qualche forma di responsabilità;per quel che concerne la chiusura cronica della vena cava non vi è nulla di particolare che si possa fare al dilà di sottoporsi ai controlli cardiologici che rutinariamente starà già facendo;il nostro corpo ha la possibilità di creare circoli collaterali che permettono il drenaggio del sangue che normalmente viene fatto dalla cava superiore per la parte superiore del corpo;a volte si possono avere episodi di edema a mantellina,overo un edema dovuto al mancato drenaggiodel sangue dalla cava che si estendono solo alla parte superiore del corpo,ma questo capita di solito per chiusure acute,nel suo caso la situazione pare stabilizzata e se non sente sintomi particolari vuol dire che il circolo collaterale che si è creato svolge il suo lavoro a sufficienza,pertanto non c'è nulla che per il momento le è precluso di fare a causa di questo problema,sempre nella massima prudenza di una situazione cardiologica particolarmente complessa come la sua;al limite potrebbe sentire anche il parere di un chirurgo vascolare per il problema dell'occlusione della cava.
A disposizione per ogni ulteriore chiarimento,cordialmente la saluto
dr.Annoni
[#2] dopo  
Utente 996XXX

Iscritto dal 2009
Grazie mille per la sua pronta risposta gentilissimo Dott.Annoni Andrea. A risentirci. Buona vita
Gerardo Bellissimo