Utente 945XXX
Salve,

Due settimane fa cominciato a percepire un fastidio alla base del pene durante la masturbazione, nella parte inferiore (per intenderci sul versante che da verso lo scroto), sul lato sinistro. Tale sintomo si ripresentava ogni volta, quindi nei seguenti giorni ho evitato ogni attività sessuale. Nonostante la pausa, il dolore si è invece ripresentato la volta successiva, sempre solamente durante l'erezione; al che ho provato a verificare se il dolore comparisse effettuando pressione in quella zona, con esito negativo. Qualche giorno dopo invece, mentre controllavo ancora se detto dolore si presentasse alla pressione, premendo leggermente in un punto ho sentito una fitta abbastanza forte che ha interessato oltre alla base, anche il pene. Nei seguenti giorni, ho cominciato a sentire un fastidio sempre alla base anche saltuariamente durante la giornata, non necessariamente durante l'erezione, ed inoltre durante una masturbazione ho sentito una forte ma breve fitta che ha interessato sia la base che il pene stesso; la notte stessa dopo detta fitta, ho notato un certo bruciore/dolore al tatto della base.
Mi sono fatto visitare dal mio dottore il quale non ha notato alcuna anomalia esterna, ne allo scroto ne ai testicoli, quindi direi varicocele escluso. Ipotizzando una ernia inguinale, mi ha chiesto di fare un colpo di tosse ma non ho sentito alcun dolore, e inoltre il fastidio/dolore che sento non si presenta in concomitanza di particolari movimenti o posizioni. Il medico ha quindi suggerito di aspettare una settimana per vedere se il dolore persiste, ed in tal caso di tornare da lui per prescrivere una ecografia. In questi giorni di attesa ogni tanto noto del fastidio sempre alla base e a volte anche delle fitte abbastanza dolorose che si estendono dalla base al pene (sul lato sinistro).

Volevo quindi chiedervi, consapevole del fatto che è difficile eseguire una diagnosi a distanza senza visita, di cosa potrebbe trattarsi e se mi dovrei preoccupare o accelerare i tempi per eventuali controlli.

Vi riporto qualche altro dato che potrebbe esservi utile:
- ho 21 anni, mai avuto alcuna patologia dell'apparato uro-genitale
- non percepisco dolore alla minzione
- l'orgasmo fin'ora non è mai stato doloroso
- l'ultimo rapporto sessuale (protetto) risale a 3 mesi fa, durante il quale non vi è stato alcun trauma ne sforzo particolare
- al momento non pratico alcuna attività sportiva
- ho notato che il testicolo sinistro è spostato (decisamente) più indietro di quello destro (non verso l'alto, non ho mai sofferto di testicolo ritenuto), quasi come se si dovessero "mettere in fila", ma il dottore mi ha detto che non è nulla di anomalo, inoltre i testicoli non fanno male, nemmeno al tatto o alla leggera pressione
- ho eseguito delle analisi delle urine pochi giorni prima dell'insorgere del dolore e sono perfette

Vi ringrazio per i vostri pareri e consigli, ed in generale per questo servizio che fornite gratuitamente, a mio avviso molto utile.

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[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,

purtroppo queste situazioni complesse e particolari come la sua sono di difficile valutazione, senza un'indagine clinica diretta.

A questo punto, vista la sua "giovane" età, approfitti di questo problema e la presenza di questi "disturbi" e non sicurezze, per conoscere finalmente, se non ancora fatto, il suo andrologo di fiducia.

Impari dalle sue compagne e dalle donne che la circondano che sicuramente ,alla sua età, già conoscono il loro o la loro ginecologa.

Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
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[#2] dopo  
Dr. Edoardo Pescatori
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Gentile lettore,
suggerirei l'importanza di una valutazione diretta specialistica a livello del pene, eseguita da Andrologo o Urologo. In questi casi è importante l'esperienza specifica. Valuterei l'opportunità di un'ecografia solo alla luce della visita.
[#3] dopo  
Utente 945XXX

Iscritto dal 2008
Vi ringrazio per le gentili risposte e per la vostra celerità!
Concordo sul fatto che dovremmo imparare dalle donne per quanto riguarda la prevenzione, purtroppo o per fortuna non ho mai avuto necessità sinora di conoscere il mio (futuro) andrologo di fiducia, mi attiverò in tal senso.
Secondo voi mi conviene attendere come suggeritomi dal mio medico di famiglia e farmi consigliare da lui come muovermi successivamente, o contattare immediatamente un andrologo/urologo?
Inoltre ci terrei a chiedervi se dagli elementi che vi ho fornito si possono eliminare a priori patologie di maggiore entità, in quanto la faccenda mi sta suscitando qualche preoccupazione.

Grazie ancora per le vostre risposte!

Saluti
[#4] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,

è difficile darle una indicazione precisa e corretta.

Le ripeto, in questi casi, è fondamentale la visita in diretta della sua situazione clinica.

Aspetti qualche giorno ma ,se non passa il "disturbo", consulti, senza perdere altro tempo prezioso, un esperto andrologo.

Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta

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[#5] dopo  
Dr. Diego Pozza
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caro lettore,

a Bologna non le sarà assolutamente difficile trovare il numero di telefono di un valido andrologo da consultare privatamente oppure rivolgersi alle strutture andrologiche pubbliche con tempi sicuramente assai lunghi
cari saluti
[#6] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore,

fatta la valutazione andrologica poi ci tenga comunque aggiornati sull'evoluzione della sua situazione clinica, se lo desidera.

Ancora un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
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[#7] dopo  
Utente 945XXX

Iscritto dal 2008
Grazie mille per le numerose risposte! Approfitto ancora della vostra gentilezza per porvi una ulteriore questione.
Consultando il sito del cup online, ho notato che per le visite andrologiche o si va in struttura pubblica, con lunghissimi tempi di attesa (come accennato dal Dr Pozza), oppure in libera professione, purtroppo non accessibile per me dal punto di vista economico.
Ricercando invece la prestazione "visita urologica" ho notato vi sono cliniche private di Bologna che eseguono tale prestazione con tariffario ANISAP-AIOP, sensibilmente più economico e accessibile e con tempi veloci al pari della libera professione.
Il mio quesito è quindi se per la mia problematica è preferibile recarsi da un andrologo o da un urologo, o se sono sostanzialmente equivalenti!

Grazie ancora per la vostra disponibilità e il vostro interesse, non mancherò di informarvi sull'evoluzione della mia situazione clinica!
[#8] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore,

la differenza tra un andrologo ed un urologo è dovuta al fatto che generalmente il primo, anche quando affronta problemi nell'area uro-genitale o propriamente urologica, pensa sempre anche alle future conseguenze che possono avere le eventuali indicazioni diagnostico-terapeutiche sulla sfera sessuale e riproduttiva.

Fortunatamente molti urologi, come il sottoscritto, hanno anche la specialità di andrologia o viceversa.

Se desidera poi avere più informazioni dettagliate su questa "differenza", le consiglio di consultare anche l’articolo pubblicato sul nostro sito e visibile all'indirizzo:

http://www.medicitalia.it/02it/notizia.asp?idpost=69473

Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta

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