Utente 986XXX
Gentili Dottori,
gradirei sapere la Vostra opinione in merito ad un intervento che mi è stato consigliato.
Ho 28 anni e soffro di eiaculazione precoce praticamente da sempre. Ho già effettuato svariate visite urologiche, andrologiche ed esami per escludere eventuali cause e non mi è stato diagnosticato nessun problema.
Utilizzando una crema anestetica (Emla), anche in pochissima quantità, il problema non si presenta e posso avere un rapporto completo e soddisfacente. Mi è stato allora consigliato, dopo svariate "prove" con anestetico locale tutte rilevatesi positive, un intervento di desensibilizzazione parafrenulare senza circoncisione. La mia paura, però, è che non vorrei avere in seguito problemi di erezione (adesso mi capita ogni volta che utilizzo la crema e per ovviare al problema devo ricorrere a medicinali tipo Cialis).
Potrebbe verificarsi una situazione di questo genere dopo l'intervento? Si tratta di un operazione delicata?
Vi ringrazio in anticipo.
Cordiali saluti.

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[#1] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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PADOVA (PD)
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Caro signore,
l' intervento di desensibilizzazione del glande, attuato mediante neurotomia inferiore venne proposto nel 1999. Da allora non si sono trovate conferme nella letteratura circa l' efficacia di questo intervento. Personalmente preferisco fare diagnosi se il problema è psicogeno o organico (gli ansiosi hanno soglia di sensibilità bassa) e procedere quindi a terapia medico e/o psicologica.
[#2] dopo  
Dr. Edoardo Pescatori
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REGGIO EMILIA (RE)
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Gentile lettore,
mi trovo completamente d'accordo con le sue perplessità.
Tenga inoltre conto che un eventuale intervento determinasse un'eccessiva perdita di sensibilità o una difficoltà di erezione da ridotta sensibilità, non ci sarebbe la possibilità di tornare indietro.
[#3] dopo  
Dr. Giuseppe Quarto
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NAPOLI (NA)
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caro utente, ache io concordo con il colleghi e sospetto vista anche la sua DE legata all' uso della pomata che nel suo problema ci sia una forte componete psicogena.
[#4] dopo  
Utente 986XXX

Iscritto dal 2009
Gentili Dottori,
Vi ringrazio per le risposte.
Dopo le Vostre opinioni non credo che mi sottoporrò a questo tipo d'intervento.
Vorrei allora tentare un'altra "strada", quella della fisiochinesiterapia del piano perineale (magari associata ad un percorso psicosessuologo). Sapreste indicarmi, se esiste, un centro in provincia di Alessandria?
Grazie ancora.
[#5] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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PADOVA (PD)
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Caro signore,
francamente non sono aggiornato sulla possibilità fisichisioterapica della eiaculazione precoce, mi giunge assolutamente nuova. Come psicologo può bene guardare al nostro indirizzario oppure rivolgersi al suo medico di base.
[#6] dopo  
Dr. Giuseppe Quarto
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NAPOLI (NA)
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ci sono degli studi nei quali si hanno dei risluatati con la fisioterapia, però spesso deve essere coinvolto anche il partenr
[#7] dopo  
Dr. Diego Pozza
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ROMA (RM)
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caro lettore,

il problema della eiaculazione precoce è molto difficile da risolvere.
credo opportuna una buona valutazione per capire se alla base esista una ipersensibilità della mucosa del glande ( spesso presente in concomitanza con situazioni fimotiche) oppure se si tratti di una esagerata risposta neuromediata.
Molti miei pazienti non hanno mai visto importanti risultati con la terapia psicologica che però, quasi sempre, ha consnetito alle coppie di accettare serenamente e convivere abbastanza bene anche tempi eiaculatori abbastanza brevi.
Il concetto della neurotomia suoerselettiva ha i suoi basilari, Se si interrompono i nervi sensitivi che partono dal glande portando gli stimoli sensitivi si ottiene permanentemente una condizione simile a quella determinata dalla applicazione delle creme con lidocaina, sensa modificare sostanzialmente ilprocesso dell'erezione. Molto spesso ci sono buoni risultati in termine di tempistica eiaculatoria ma gli effetti collaterali potrebbero essere "antipatici", quindi sempre molta prudenza !!
cari saluti
[#8] dopo  
Dr. Daniele Masala
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POZZUOLI (NA)
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Caro signore a mio modesto parere se lei ha una buona e soddisfacente risposta erettile e di durata utilizzando l'anestetico locale è opportuno che lei continui ad utilizzarlo magari facendo dei periodi di test sospendendone l'utilizzo. Le tecniche chirurgiche in questo caso cioè per "desensibilizzare" non sono assolutamente codificate per cui meglio evitarle.
[#9] dopo  
Utente 986XXX

Iscritto dal 2009
Grazie mille per le Vostre risposte.