Utente 102XXX
il 15/02/09 sono stato sottoposto a prova etilometrica alle ore 02.30 del mattino. Premetto che, per un evento personale, sono in cura sia psicologica che psichiatrica da 5 mesi con Cipralex (10MG x 1,5 compr.giorno) e Lorazepam Dorom (2,5MG x 1/2 compr.giorno o in gocce) e, da circa un mese, a necessità assumo Bronchenolo sciroppo, per lenire gli effetti di una fastidiosa chiusura bronchiale dovuta al notevole fumo.
La sera precedente il fatto ho cenato verso le 21.30, bevuto due bicchieri di vino bianco ed assunto CIpralex (1,5 compr.) e Lorazepam (1 compr.). Poi sono uscito, frequentando un locale un pò caldo, al ritorno ho sentito la necessità di assumere bronchenolo (ore 02.00), che tengo in auto per necessità; non ne conosco la quantità, ma saranno stati 4/5 cucchiai. Lasciata un'amica, per lenire un pò d'ansia e preperarmi a dormire ho assunto circa 50 gocce di Lorazepam (ore 02,15), che porto in auto per necessità, a cento metri da casa.
Subito dopo sono stato fermato dalla pattuglia; ero assolutamente sobrio e tranquillo e mi sono sottoposto al test etilometrico; in duplice prova questo ha dato ben 2,00 e 2,04 G/L!!! I funzionari mi hanno chiesto se, quanto e quando avessi bevuto. RIsposta: due bicchieri a cena! Mi sono parsi anche loro molto perplessi. Tuttavia hanno proceduto al sequestro di patente ed automobile. Io, allibito, agitato dal fatto, inerme e stanco (vista l'ora) ignoravo e non ho nemmeno pensato a possibili interazioni dei farmaci che uso; cosa che mi ha citato l'avvocato il giorno seguente. Pertanto il verbale non annota nulla, se non trasgressione ai sensi dell'Art.186 comma 2 pt.c del Codice della Strada (Ritengo che anche loro avrebbero dovuto approfondire un pò di più... almeno chiedere se abbia assunto farmaci)
Ho contattato il mio psichiatra, un pneumologo, un gastroenterologo, ma tutti hanno risposte possibiliste e vaghe. Tuttavia ora attendo una citazione penale, la mia condizione depressiva è andata alle stelle (costringendomi a raddoppiare i colloqui psicologici) e vorrei capire se scientificamente tale evento è giustificabile o motivabile; non mi sento responsabile di tale accusa, forse un pò superficiale nell'uso di un "farmaco da banco" (Bronchenolo) ma non vorrei che il mio destino fosse legato esclusivamente ad un articolo di legge. Vi prego, se ne sapete qualcosa, fatemi sapere, grazie.
[#1] dopo  
Dr. Matteo Pacini
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Interazioni ci sono tra i vari farmaci ma non è previsto che aumenti l'alcolemia, aumenta l'effetto sedativo a parità di dose alcolica, ma lei parla comunque di una dose assunta tempo prima (quattro ore prima).
In ogni caso avessero fatto l'esame per i farmaci, anche quelli non erano compatibili (il lorazepam in particolare perché si trova facilmente).
Mi stupiscono però i suoi comportamenti all'atto della guida: lei assume 50 gocce di lorazepam e poi si mette alla guida, non dopo (aspettando cento metri per tornare a casa), prima aveva già assunto tutto insieme una dose di bronchenolo che è raccomandata ma nelle 24 ore, per motivi non chiari (è un sedativo della tosse, non un farmaco che cura la bronchite da fumo), e anche questo prima di mettersi alla guida. Il tutto dopo aver già assunto alcolici e una dose superiore a quella prescritta di lorazepam, già prima delle 50 gocce (in tutto ha preso l'equivalente di 3 compresse in poche ore).
E' anche possibile che con questo carico di medicinali la sua memoria sulle quantità di alcol assunto non sia molto affidabile. Non è una critica, è un'ipotesi basata su quello che aveva assunto e sulle modalità.
Faccia presente allo psichiatra così come le ha descritte qui le modalità di questo episodio di abuso di farmaci.

[#2] dopo  
Utente 102XXX

Iscritto dal 2009
Capisco tutte le obiezioni che lei avanza. Tuttavia, nonostante il mio stato psichico, conosco il mio corpo ed i limiti dei medicinali che assumo, proprio per averne abusato in precedenza. La mia condizione era normale, compatibilmente con l'ora ed una giornata impegnativa; quella sera, fino a cinque minuti prima del fatto mi trovavo in compagnia di un'amica, psicologa di riconosciuta fama (e non colei che mi segue professionalmente), che ha constatato tutta la normalità delle mie condizioni psico fisiche. Tutto ciò che lei adduce è condivisibile, ma la mia domanda era esplicitamente nel merito scientifico. Biologi, gastroenterologi, pneumologi e psichiatri (tra cui qualche primario) hanno confermato interazioni, ma non ne conoscono entità ed effetti. Per questo ho cercato un farmacologo; che presumo essere l'unica persona in grado di esprimere un opinione scientifica e non giudicare comportamenti seppur sbagliati, di cui ne farò sicuramente bagaglio. Il problema è che ad oggi sono accusato di guida in stato di ebbrezza alcolica! Ma non ritengo che ciò sia pienamente corretto; come se un medico, sepput attento, fosse colpevole perchè la protesi ortopedica ha causato un rigetto!
Il lorazepam in compresse è stato assunto dopo l'assunzione di alcool (questo alle 21,30, l'altro dopo le 22.30) e quello in gocce alcune ore dopo (h.02.15); comunque la somma delle due assunzioni rientra nei parametri previsti dal farmaco. Ed i tempi d'azione delo stesso, per mia esperienza sono di alcune decine di minuti, avrei avuto tutto il tempo di rientrare a casa.
In merito al Cipralex (h.22.30) non sapevo ahe altera i processi metabolici, rallentando l'assorbimento di quanto ingerito. Relativamente al Bronchenolo (h.02.00), è un prodotto da banco (che non considero NON farmaco) ma la cui azione non avrei mai ammaginato poter interagire con altri farmaci. Perciò, la ringrazio molto per l'attenzione, e le sarei grato se potesse esprimere un parere di puro carattere farmacologico su sequenzialità, cause ed effetti di quanto assunto.
Non voglio polemizzare, ma tutti ne fanno una questione comportamentale, di cui stò già pagando conseguenze gravi (ho difficoltà motorie a seguito di un incidente), e non affrontano il problema chimico.
Grazie, a presto
[#3] dopo  
Dr. Matteo Pacini
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Proprio biologicamente parlando, preciso questo:
- il lorazepam non è un farmaco da assumersi in dosi largamente superiori a quelle consigliate, lei alla fine ha assunto una dose tripla, di cui 5 mg in unica dose
- bronchenolo sarà da banco, ma contiene una sostanza per la quale sul foglietto è esplicitamente cointroindicata l'associazione a antidepressivi. Inoltre la dose nelle 24 ore suddivisa in più somministrazioni non è la stessa cosa che assumerla tutta insieme.
Biologicamente si può dire che:
a) assumere quei farmaci con quella tempistica può averle alterato la memoria recente;
b) almeno quella sera ha assunto i farmaci con una disinvoltura che non è comprensibile, oltretutto associandoli tra di loro e sapendo di dover guidare. E' un comportamento merita comunque di essere riferito allo psichiatra. I detti comportamenti non sono "sbagliati" ma meritevoli di attenzione.
Lei è accusato di ebbrezza alcolica e sulla base di questo le è stata sospesa la patente. Sulla base del metabolismo di queste sostanze non risulta che vi possano essere stati errori dovuti alle interazioni che possano avere aumentato il livello di alcol a quel livello dopo un'assunzione modesta quattro ore prima.
Tenga presente che quell'alcolemia di 2 è un livello che in un soggetto non abituato corrisponde ad una ebbrezza, ma in soggetto abituato può non corrispondere ad anomalie evidenti, salvo l'alito alcolico.
Quello a cui si può appellare è che chi rileva dovrebbe annotare se l'alito era alcolico, se la persona manifestava anomalie (camminava male etc), e il motivo del fermo (se la persona guidava male etc).
Se lei non aveva segni di alcun tipo e risultava quel valore lo strumento può aver sbagliato.
[#4] dopo  
Utente 102XXX

Iscritto dal 2009
La ringrazio della risposta.
Biologicamente la memoria recente ha avuto conferma di tutto quanto accaduto fino al momento in cui ho lasciato l'amica. Per la disinvoltura ho già conattato e comunicato con il mio psichiatra, che vedrò nei prossimi giorni; ma tengo anche settimanalmente al corrente la mia psicologa di quanto avviene, e la avviso immediatamente in caso di anomalie come quella accaduta.
In merito al Lorazepam, ho assunto:
H.22,45:compr.n. 1,5x2,5 MG = 3.75 MG
H.02,15:gocce n.50 (20g=1MG) = 2,5 MG (ma 3,5 ore dopo)
Il tutto desunto dal foglietto, che recita anche: 1 compr. 1/3 volte giorno o 20/50 gocce. Perciò 6,25 MG in due tranches. Perciò penso di aver abusato di mezza compressa, come tuttavia mi aveva consentito lo psichiatra per rari casi.
Relativamente al Bronchenolo, sono stato superficiale ritenendolo "semplicemente" uno sciroppo, che avevo già assunto in terapia, senza alcuna conseguenza fisica;
tuttavia il foglietto parla di 3/6 cucchiai in 24 ore:
H.02,00: n.5 tappi, equivalenti a 5 cucchiai.
Non sono un abituale consumatore di alcool, anche se l'unica "prova" risale alle analisi dell'ultimo intervento chirurgico di marzo 2008.
In merito al fermo gli Ufficiali non hanno verbalizzato nulla, ne dell'alito, ne anomalie sia motorie che nella guida.
Ma per dimostrare le anomalie di uno strumento, la vedo dura...!
A proposito dei farmaci, l'unica cosa che mi hanno comunicato un ricercatore biologico ed un gastroenterologo è che quelli usati rellentano notevolmente la metabolizzazione di quanto assunto; pertanto potrebbero essersi accumulati fattori alcolici dovuti al vino, alla modesta dose contenuta nel Lorazepam ed a quella del Bronchenolo; come se avessi assunto tutto nel momento della prova.
Ringraziandola per la risposta, attendo un'opinione.
[#5] dopo  
Dr. Matteo Pacini
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Gentile utente,

come le ho già spiegato, le dosi indicate sui foglietti hanno sempre uno scopo, non esiste una dose sempre valida. Se il suo psichiatra le aveva prescritto una dose (mezza da 2.5) e lei ne ha assunto circa 7.5 mg, è un sovradosaggio, concentrato in poche ore. Quei dosaggi sono indicati se si vuole mantenere copertura nei confronti di una condizione urgente, non "per preparare il sonno" e sicuramente non prima di mettersi alla guida.
La dose di bronchenolo è nell 24 ore ma non tutta insieme, altrimenti diventa un sovradosaggio.

La metabolizzazione dell'alcol non è influenzata dai farmaci. Lei parlava di assorbimento intestinale rallentato, ma se così è l'alcolemia avrebbe potuto essere ritardata, ma non più alta.