Utente 103XXX
Salve, mi è stato diagnosticato uno carcinoma di 2° stadio alla gola, questa è l'esatta diagnosi: "Carcinoma a cellule squanose corneificate moderatamente differenziato e superficialmente infiltrante la tonaca propria". Poi vi è la descrizione macroscopica di "frammento di cm 1 lato sinistra" . Vorrei per favore sapere quanto sia grave la mia situazione. Venerdì 13 dovrei subire l'intervento ed il medico mi ha opzionato due alternative ossia scegliere tra un intervento 'parziale', attraverso il laser con la possibilità che una svolta asportato il tumore e mandato ad analizzare per vedere se può incidere sulla contaminazione dell'organo (mi scusi ma non riesco bene ad esprimere il concetto) potrei nuovamente subire un secondo intervento asportando tutto l'organo, oppure fare, appunto, un intervento 'completo' asportando direttamente l'organo e mettendomi una sorta di tubo esterno. Secondo la sua esperienza e secondo il suo parere cosa dovrei fare? In via generica come è risolvibile il problema? Le dico anche che ho riscontrato il carcinoma da due settimane, tramite biopsia ed accertamenti vari, dopo quasi un anno di tosse cronica. Grazie.
[#1] dopo  
Dr. Vito Barbieri
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Gentile Utente,
il termine che lei ha interpretato come "contaminazione" si riferisce in realtà alla cosidetta "conservazione d'organo".
E' una strategia che si persegue sempre, se possibile, con un organo importante come la laringe.
Non conoscendo i fini dettagli del caso, devo considerare che, se lo specialista che la deve operare, le ha proposto la possibilità di salvare la laringe, sia pur con la modalità indicata, le ha offerto comunque una buona opportunità.

Cordiali Saluti
[#2] dopo  
Utente 103XXX

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Diciamo che il mio medico vuole basaresi su dati oggettivi, ossia ritiene una eventuale seconda operazione solo dopo l'eventuale esito negativo dell'esame del tumore. Ma ne vale la pena? Cioè, so che ogni persona giustamente è un caso a sè, ma secondo lei in linea generale questi tipi di rumori, specialmente trattandosi di carcinoma di II stadio, che esito possono avere? Vale la pena rischiare e fare due eventuali operazioni o tanto vale farne direttamente uno? La ringrazio ancora.
[#3] dopo  
Dr. Vito Barbieri
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Consideri bene che se il primo intervento risultasse adeguato, lei conserverebbe la laringe. Quindi non dovrebbe subire la tracheostomia (il tubo esterno di cui lei dice), inoltre potrebbe conservare la possibilità di parlare.
[#4] dopo  
Utente 103XXX

Iscritto dal 2009
Già.. ma per quanto lei possa esserne a sua conoscenza a livello medico, aggiungendo una buona dose di esperienza, questo genere di tumori maligni, carcinomi di II stadio, che genere di natura hanno? Il mio medico dice che dopo l'operazione entro massimo 10 giorni si saprà l'esito del tumore analizzato ed eventualmente subito dopo dovrò rioperarmi nuovamente. Io martedì 10 devo dare la risposta al mio medico dicendo che tipo di intervento ho scelto ed intedo fare, se parziale o totale, ed in verità non so assolutamente cosa fare perchè penso sia inutile fare una seconda operazione visto che credo che essendo un carcinoma è già maligno e quindi anche se asportato può contaminare e ritornare nuovamente e quindi sarei, ahimè, propensa a optare per l'intera operazione. E' per questo che volevo sapere se esiste anche una sorta di statistica sulla natura di contaminazione di questi tumori in questa zona specifica, in modo tale da poter prendere al meglio la mia decisione. Grazie!!
[#5] dopo  
Dr. Vito Barbieri
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La natura di un tumore è una cosa, lo stadio an'altra.
La natura è già chiaramente precisata dall'esame istologico che lei ha riportato: "Carcinoma a cellule squamose corneificate moderatamente differenziato e superficialmente infiltrante la tonaca propria".
La neoplasia biologicamente ed istologicamente è maligna. La prognosi però cambia in funzione dello stadio e della radicalità del trattamento.
Lo stadio consiste nell'estensione del tumore e questa, oltre che macroscopicamente (ritengo le abbiano fatto la laringoscopia ed anche una Tc o una ecografia del collo)va verificata microscopicamente dopo la resezione del tumore.
I rischi di ricaduta con l'intervento limitato anzicchè esteso, deve chiederli al chirurgo che la opererà, in funzione di come lui "vede" il tumore e della sua tecnica operatoria (ed anche della sua casistica personale).