Utente 104XXX
gentilissimi medici avrei bisogno di aiuto... mia nonna ha scoperto nel novembre del 2004 di avere un calcinoma al seno sinistro e dei noduli sotto il relativo avambraccio... le è stata praticata una mastectomia al seno e uno svuotamento dell avambraccio... a dicembre 2004 ha cominciato la chemioterapia... 6 cicli ogni 21 giorni... nell aprile 2005 finì i cicli di chemio... da allora ha effettuato ogn 6 mesi gli esami di routine che hanno avuto sempre esiti buoni... a febbraio 2009 però effettuando i soliti esami è stato riscontrato qualcosa di sospetto... il referto della scintigrafia ossea è stato: l esame sistematico dello scheletro, eseguito in proiezione anteriore e posteriore "total body", evidenzia iperaccumulo del radiocomposto in corrispondenza dell estremità anteriore della 1° costa sinistra. utile controllo mirato. negativi restanti segmenti scheletrici esaminati. l esito dell esame R. EMITORACE S. è stato: in corrispondenza dell arco posteriore della 1° costa si rilevano alcune minute areole di radiotrasparenza della spongiosa di non univoca interpretazione.
abbiamo portato i referti al chirurgo che le ha effettuato la mastectomia il quale ha suggerito una PET... il referto è stato: l esame PET/CT ha evidenziato iperaccumulo del tracciante al livello della 1° articolazione sterno costale di sinistra (suv 2,14). si segnala diffusa captazione del compartimento osteomidollare come da fenomeni di rebound post-terapia. il chirurgo ha suggerito degli ulteriori cicli di chemioterapia ma a me non è chiaro mia nonna cosa abbia... vorrei saperne di più e avere un vostro relativo parere... vi ringrazio già da ora e confido in una vostra risposta
[#1] dopo  
Dr. Vito Barbieri
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Dovrebbe inserire altri dati per rendere comprensibile il caso:
1. età dell paziente,
2. stadiazione postopertoria (TNM), in particolare se c'era positività linfonodale,
3. stato dei recettori ormonali sul pezzo operatorio,
4. tipo di chemioterapia eseguita,
5. se ha fatto, o sta facendo, ormonoterapia,
6. andamento dei markers tumorali.
[#2] dopo  
Dr. Carlo Pastore
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Gentile Utente,

si tratta di una verosimile ripresa della patologia mammaria a livello osseo. Il farmaco più idoneo da impiegare è l'acido zoledronico. Si può pensare anche di abbinare un trattamento chemioterapico e/o ormonoterapico (in considerazione dello stato dei recettori ormonali).

Resto a disposizione, cari saluti

Carlo Pastore
www.ipertermiaroma.it
[#3] dopo  
Utente 104XXX

Iscritto dal 2009
ringrazio entrambi i medici per la risposta... riguardo agli altri dati che mi sono stati richiesti non li ho di preciso perchè non posso richiedere altri referti a mia nonna perchè non voglio allarmarla ma presso a poco sono:
1) 64 anni
2)si
3)non ne sono a conoscenza
4)rossa
5)no
6)nella norma
so che forse non miglioreranno il quadro che le ho dato ma spero possano essere migliori di niente la ringrazio anche se non potrà aiutarmi e ringrazio di nuovo l altro medico per le preziose informazioni
[#4] dopo  
Dr. Vito Barbieri
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Le informazioni che ha aggiunto in primo luogo indicano una malattia in partenza abbastanza aggressiva (linfonodi positivi, recettori ormonali probabilmente negativi, necessità di impiego già nel postoperatorio della chemioterapia "rossa") inoltre escludono ora la possibilità di impiego della terapia ormonale. Il collega Pastore infatti indicava la possibilità del trattamento ormonoterapico in caso di positività dei recettori che, anche se lei non ne è a conoscenza, quasi sicuramente erano negativi (visto che non ha eseguito l'ormonoterapia dopo l'intevento).
Escludendo quindi la terapia ormonale, non possiamo che oonfermare l'indicazione alla chemioterapia.
[#5] dopo  
Utente 104XXX

Iscritto dal 2009
vi ringrazio sentitamente per il tempo che state spendendo e per le informazioni utili che mi state dando... ma mi sorge un dubbio... visto che da quanto ho capito l unica cura è la chemioterapia, nel caso non dovesse bastare... significa che mia nonna è senza speranze? vorrei capire quanto è grave la situazione... so che sto chiedendo molto prometto di non arrecare più disturbi ma è importante... grazie di nuovo
[#6] dopo  
Dr. Vito Barbieri
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Esiste più di una linea di chemioterapia per questo caso. Bisogna però ammettere che più terapie si rendono necessarie e più è probabile che la malattia diventi resistente ed aggressiva.
[#7] dopo  
Utente 104XXX

Iscritto dal 2009
in parole povere?
[#8] dopo  
Dr. Vito Barbieri
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Se dopo pochi mesi da una chemioterapia o addirittura durante la stessa la malattia avanza e compaiono altre metastasi si potrebbe arrivare ad un certo punto ad una compromissione definitiva dell'organismo.
Non mi chieda quando questo può accadere.
Viceversa ci sono persone che portano avanti a lungo una storia di sole metatasi ossee (considerate un sito meno grave di altri) fino ad età avanzata e/o morte per altre cause.
[#9] dopo  
Utente 104XXX

Iscritto dal 2009
caro dottor barbieri innanzitutto volevo ringraziarla e chiederle un parere... mia nonna è andata a visita dal suo oncologo che le ha suggerito di aspettare altri 3 mesi dopodichè fare di nuovo le analisi per vedere se la situazione è cambiata... le ha fatto fare una TC TORACE... il responso è stato: accenttata sclerosi con lieve irregolarità delle superfici osteocondrali della 1° articolazione sternocostale bilateralmente ed in particolare a sinistra ove si rileva modico ispessimento della componente cartilaginea su presumibile base degenerativa (s. di Tietse?).
non visibili definite lesioni ossee a focolaio. in relazione ai reperti scintigrafici utile rivalutazione a breve distanza di tempo.
-non si apprezzano zone con valori tomodensitometrici a significato patologico in entrambi i campi polmonari;
-assenza di significative tumefazioni linfonodali mediastiniche
-esiti di mastectomia sinistra.

volevo chiederle in parole povere cosa significa e soprattutto mi farebbe piacere sapere da lei se l onocologo ha deciso bene di attendere ancora o se si dovrebbe agire subito. la ringrazio sentitamente e confido in una sua risposta
[#10] dopo  
Dr. Vito Barbieri
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Gentile Signora,
questo è uno dei casi in cui un consulto via web non può eguagliare la valutazione clinica di persona, con tanto di esami radiologici in visione diretta.
Dico questo perchè con le informazioni che sono state finora presentate e sottolineate, si arrivava a dedurre un quadro di ricaduta di malattia con metastasi ossee e necessità di nuove cure.
L'oncologo, che ha potuto valutare le immagini radiologiche oltre che tutti gli altri documenti in dettaglio, evidentemente non ha ravvisato diagnosi certa di metastasi ed ha richiesto la TAC. Da questo referto TAC (sempre perchè qui non possiamo vedere le immagini) il quadro, e quindi la eventuale presenza di metastasi ossee, è ancora più dubbio.
Quindi è giusto attendere e verificare tra qualche mese. Potrebbe anche essere tutto un falso allarme (la s. di Tietze non è neoplastica)!
[#11] dopo  
Utente 104XXX

Iscritto dal 2009
gentile dottore la ringrazio per la risposta ma volevo chiederle... se non si tratta di metastasi ossee cosa potrebbe essere?
[#12] dopo  
Dr. Vito Barbieri
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Se si tratta veramente della sindrome di Tietze, questa è una patologia reumatologica cronica benigna che colpisce le articolazioni tra sterno e prima costa/clavicola.
[#13] dopo  
Utente 104XXX

Iscritto dal 2009
se si tratta davvero di questa sindrome di tietse, è curabile?? e inoltre le hanno consigliato di fare una risonanza magnetica... è il caso o è meglio lasciar perdere dato che ha una certa età e sta facendo molteplici analisi??
[#14] dopo  
Dr. Vito Barbieri
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Non ci sono rischi a fare una risonanza magnetica. La Sindrome di Tietze non richiede cure perchè, anche se talvolta può dare dolore, è in genere un reperto radiologico occasionale.