Utente 106XXX
Illustri dottori sono una donna di 39 anni e soffro di vitiligine da vent'anni.
Sono in cura da tre anni con una terapia suggerita da un dermatologo. Alla prima visita mi sono stati prescitti degli esami relativi alla tiroide che sono risultati negativi, tranne il "TPOab" che era di "220" su um "100". Mi sono state prima prescritte delle compresse di acido "paraminobenzoico" che facevo preparare dal farmacista, con posologia di 3 al giorno e dopo sei mesi ho cominciato a fare del cicli col deflan da 30 mg per 40gg. Il ciclo era suddiviso con 8 gg una compressa, 16gg 1/2 e 16gg 1/4 , con successiva sospensione per 20 giorni dopo i quali ripetevo l'esame del TPO.
Nel corso di questi tre anni il valore del tpo è sceso a 24.8 su um50.Le macchie estese sui polsi e sui gomiti si sono leggermente repigmentate .
L'incontro casuale con altri medici mi ha fatto pero' sorgere seri dubbi sull'utilizzo del "cortisone", in quanto mi è stato spiegato che puo'creare decalcificazione ossea, diabete ed altro. A partire dal 01/04, secondo la terapia del dermatologo, dovrei riprendere l'assunzione di questo farmaco e non so, a questo punto, se anzicche' curare la vitiligine stia danneggiando parti vitali del mio organismo.
La mia domanda è se c'è un riscontro ufficiale sul tipo di terapia che sto seguendo e qual'è l'indice di rischio nel lungo periodo proseguendola.

grazie anticipatamente.
[#1] dopo  
Dr. Luigi Laino
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Gentile utente,

Non possiamo noi Specialsiti, dalla sede telematica commentare terapie altrui senza prendere in carico una situazione: la cosa migliore da fare è quella di determinarsi con il suo specialista e chiarire in suo diritto ogni aspetto che le crea dubbi in questo senso, ben sapendo che ad oggi la vitiligine si avvale di diverse ed innovative terapie.

cari saluti

[#2] dopo  
Utente 106XXX

Iscritto dal 2009
grazie