Utente 106XXX
Buongiorno Dottore,
nel dicembre del 2008 mi sono fatto asportare con diatermocoagulazione un nevo della fronte di tipo spugnoso, a cupola, con un diametro non più grande di 6/7 mm e bordi perfettamente regolari. Il chirurgo che ha eseguito l’operazione mi ha comunque prospettato l’eventualità che lo stesso potesse riformarsi dopo la cicatrizzazione, dal momento che “per non lasciare cicatrice evidente preferisco non effettuare una pulizia più profonda”. Nel caso si fosse presentata l’eventualità prospettata mi è stato assicurato che si poteva nuovamente procedere ad una seconda pulizia, sempre in diatermocoagulazione. Ciò si è effettivamente verificato. Il nevo ricomparso è sì di dimensioni più piccole ma dai bordi irregolari (poco più che semicircolare); è piatto e non più a cupola. Allarmato di ciò ho l’ho fatto controllare da una dermatologa presso l’ospedale la quale, dopo un’esame dermatoscopico in epiluminescenza, mi ha parlato di nevo melanocitario invitandomi ad eseguire quanto prima possibile una escissione chirurgica con esame istologico. La dottoressa ha peraltro aggiunto che, a suo parere, i nevi non vanno assolutamente asportati con diatermocoagulazione bensì mediante escissione chirurgica. Ha escluso tuttavia che possa trattarsi di un melanoma, sollecitandomi però a non tardare l’intervento. Le chiedo, dunque, se possa considerarsi normale che un nevo trattato in diatermocoagulazione possa riformarsi a seguito di una pulizia non profonda, e se tale eventualità sia da ritenere pericolosissima.

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[#1] dopo  
Dr. Luigi Laino
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ROMA (RM)
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gentile utente,

il "nevo persistente o pseudo-melanoma di Ackerman" è una lesione che ricorre dopo un incongruo intervento di laseterapia o diatermocoagulazione in sede di una lesione melanocitaria: concordando - ma in termini generali vista la sede telematica - con la collega dermatologa, consiglio di seguire l'iter proposto in ambito dermatologico, ricordando che una incorretta escissione di lesioni melanocitarie può reliquare con una ripresentazione (con aspetto clinico e spesso istologico problematico anche se benigno) della medesima lesione.

cari saluti
[#2] dopo  
Dr. Giampiero Griselli
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BRESCIA (BS)
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Gent.le pz
stia pure tranquilla !
Evidentemente il nevo non era stato asportato integralmente e quindi "dalla base" si è riformato. Se non era maligno prima non sarà maligno neppure ora.
La regola da seguire è questa; davanti ad una lesione di cui non si conosce l'esatta natura conviene fare la chirurgia tradizionale perchè permette l'esame istologico che ci dà la sicurezza diagnostica.
Se invece il medico è sicuro della diagnosi e non ritiene utile l'istologico, può provvedere con gli altri metodi distruttivi (DTC, crioterapia, laser, etc) alla rimozione , al fine di ottenere un risultato più estetico.
Quindi se il nevo era un banale nevo dermico, moriforme, benigno alla precedente osservazione dermatoscopica, non vedo rischi; può tornare ad asportarlo cercando magari stavolta di essere più radicale, e non pensi a possibili viraggi al maligno.
Cordialità
[#3] dopo  
Dr. Emanuele Di Pierri
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MATERA (MT)
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Gentile utente,
il fenomeno del nevo ricorrente è abbastanza frequente.
E' pur vero che spesso all'occhio del medico che lo osserva mostra aspetti che non sarebbero da considerare normali in assenza di storia di trattamento con DTC o laser.
é il pigmento che "trascinato" dalla cicatrice mostra aspetti non "naturali", ma non per questo deve farla allarmare.
Un nevo che sia tale, tale rimane anche se recidiva dopo DTC o Laser, tali trattamenti è dimostrato che non ne provocano la trasformazione.
se il medico che ha eseguito il trattamento è un dermatologo, si confronti con lui su questa vicenda e certamente vedrà che nel caso fosse necessario la sottoporrà ad ulteriore trattamento anche più radicale e chiarificatore come ad esempio una escissione con esame istologico.
Cordialità