Utente 106XXX
Gent. Dottore
Sono un uomo di 36 anni. Da circa 5 mesi ho notato un ingrossamento della mammella sinistra che mi da fastidio e a volte dolore. Ho consultato un endocrinologo che mi ha prescritto degli esami ecografici e di laboratorio.
Nello specifico ho eseguito:
Ecografia mammaria, ai testicoli, ai surreni e addome e alla tiroide. Da queste ecografie non è emersa nessuna patologia particolare se non un nodulo di 1 cm alla tiroide (ritenuto tranquillo) da tenere sotto controllo nel tempo e il fegato un po’ ingrossato.
E in un secondo momento ho fatto esami del sangue (valori tiroide, prolattina, progesterone, beta estradiolo, testosterone plasmatico e libero, SHBG, PTH, calcitonina, beta HCG, GOT, GPT, GAMMA GT ) i cui risultati sono nella norma, a parte un lieve spostamento del valore GPT e GT.
Diagnosi: ginecomastia vera sinistra idiopatica.

Mi rivolgo all’andrologo quindi, che mi prescrive:
antiinfiammatorio Aulin 2volte/die per 5 gg. + antiestrogeno NOLVADEX per 30 gg.
In caso di insuccesso continuare per altri 30 gg. e nel caso prevedere mastectomia sottocutanea.
Le pongo finalmente il mio dubbio profondo: è opportuno e giusto tale farmaco viste le indicazioni terapeutiche e gli effetti indesiderati così importanti e il non sicuro successo? Aggiungo che a me importa solo risolvere il fastidio; non ho nessun problema di natura estetica.
Mi scuso se mi sono prolungato e confido in un suo chiarimento
Grazie

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[#1] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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Caro signore,
le controindicazioni del Tamoxifene sono per lo più dovute alla eliminazione di estrogeni nelle donne, per cui a un maschio fa poco: tranne nausea e cefale. Una modica ipercoagulabilità è stata descritta nei soggetti anziaqni ma non nei giovani. Continui il suo iter con fiducia e sappia dire.
[#2] dopo  
Dr. Diego Pozza
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caro lettore,

non riesco a capire il motivo per cui le sia stato proposto il Nolvadex che non ha la capacità di ridurre le dimensioni di una ghiandola mammaria ipertrofica ??) in un mese
cari saluti
[#3] dopo  
Utente 106XXX

Iscritto dal 2009
Ringrazio vivamente per la tempestività con cui avete risposto ma continuo ad essere perplesso sul fatto di assumere tale farmaco o limitarmi all'uso di Aulin per risolvere l'infiammo e il dolore e sopratutto funzionerà?
Grazie ancora
[#4] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,

per rispondere a tutte le sue domande in modo corretto dovremmo essere il clinico che ha potuto valutare la sua situazione clinica in diretta.

Per cui, con il collega Cavallini, le consiglio a questo punto di seguire attentamente tutte le indicazioni terapeutiche ricevute senza inutili ansie e paure e poi infine monitorizzare con il suo andrologo la sua situazione clinica nel tempo.

Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
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[#5] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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Caro signore,
faccia quello che vuole, noi di qua possiamo solo condividere quanto detto da colui che l' ha visitata.
[#6] dopo  
Utente 106XXX

Iscritto dal 2009
scusate il ritardo con cui rispondo ma nel frattempo, ho consultato un altro endocrinologo che ha ipotizzato come causa rara del mio problema l'uso di pomate a base di albero del the (pianta australiana)che io ho fatto, che ne pensate voi? comunque il dolore è passato senza alcuna cura.A livello estetico il problema sussiste...
Grazie mille
[#7] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore,

specifichi meglio cosa è questo the australiano.

Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta

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[#8] dopo  
Utente 106XXX

Iscritto dal 2009
Il the tree è un albero che cresce in australia e che viene utilizzato nella produzione di pomate a base naturale che serve per alleviare eritemi, infiammi, escoriazioni della pelle... Io ne ho fatto uso prima della comparsa della ginecomastia per curare un infiammo associato a un forte prurito al basso inguine e il medico, scartate con i dovuti controlli le altre cause più comuni ha diagnosticato che quasi certamente è stato l'uso protratto di questa pomata.
Grazie per l'ascolto
[#9] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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Confesso laq mia totale ignoranza.
[#10] dopo  
Utente 106XXX

Iscritto dal 2009
Grazie mille lo stesso. Cordiali saluti
[#11] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,

in effetti sembra che gli olii essenziali ricavati dalla lavanda e dall'albero del tree tea abbiamo in vitro un'attività simile a quella degli estrogeni e degli antiandrogeni e che questa attività possa essere chiamata in causa in presenza di una ginecomastia non altrimenti spiegabile.

Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta

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[#12] dopo  
Dr. Salvo Catania
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Intervengo solo per curiosità professionale perchè concordo con il collega amico Beretta sul piano teorico
(ed infatti giustamente ha scritto "in vitro"), ma credo che questa condizione sia difficilmente realizzabile a meno che il nostro utente abbia fatto per lungo tempo il bagno in olio "alla Cleopatra" dando per scontato un assorbimento ottimale.

Tanto più che il nostro utente assume Tamoxifene.

Per questa ragione sono stato incuriosito dalla osservazione dell'utente che devo ammettere mi ha inizialmente spiazzato soprattutto dinnanzi alla diagnosi di certezza del collega consultato (>>
il medico, scartate con i dovuti controlli le altre cause più comuni ha diagnosticato che quasi certamente è stato l'uso protratto di questa pomata>>>>

Ma temo che non ci possa essere relazione perchè se così fosse ( MAGARI!!!! e per questo sono interessato) utilizzeremmo i fitoestrogeni per l'aumento del seno senza chirurgia per altre vie di somministrazione soprattutto nelle donne.

Esistono prodotti in grado di aumentare temporaneamente le dimensioni del seno non solo quello femminile.

Sono prodotti a base di fitoestrogeni, composti vegetali, che hanno una struttura simile agli estrogeni umani, ma hanno una azione ormonale molto più debole.

Una supplementazione dietetica ottimale di fitoestrogeni è di circa 60 grammi di proteine di soia (e quindi anche di the), corrispondenti a circa 60 mg di fitoestrogeni. Una dose tale è impensabile attraverso una pomata.

Su questo presupposto teorico, che proliferano con grande profitto anche sulla rete, le aziende venditrici di fitoestrogeni promettono l'aumento di una o due taglie di seno in virtù di una struttura simile a quella degli estrogeni, potendo sfruttare gli stessi recettori per gli estrogeni.

La differenza è che il legame che questi ormoni vegetali stabiliscono con i recettori degli estrogeni, è mille volte inferiore.
Pertanto per poter osservare risultati apprezzabili
OCCORRONO GRANDI QUANTITA'di fitoestrogeni.

Questo tema è discusso in continuazione nella mia attività professionale con donne che l'assumono per via orale. Pensare che addirittura possa dare tali effetti nei maschi e per via transdermica mi pare improbabile, ma sicuramente la segnalazione fatta dal nostro utente è da considerare interessante e merita la discussione che ne è seguita.

Sarebbe però importante almeno sapere si si tratta nel nostro caso di una ginecomastia vera o falsa ginecomastia.

http://www.medicitalia.it/02it/notizia.asp?idpost=42900

[#13] dopo  
Dr. Salvo Catania
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Mi scusi , come non scritto!

Rileggendo il suo post mi era sfuggita la diagnosi conclusiva ecografica

>>Diagnosi: ginecomastia vera sinistra idiopatica.>>
[#14] dopo  
Utente 106XXX

Iscritto dal 2009
Gentili medici
pur riconoscendo le competenze dello specialista a cui mi sono rivolto,spaventato dall'importanza del farmaco tamoxifene, l'ho assunto solo per tre giorni mentre ho fatto cura con antiinfiammatorio. Nel frattempo il fastidio è passato del tutto e il gonfiore è un pò rientrato ma rimane. Appurato che non c'è una causa patologica scatenante e che non mi interessa il lato estetico, posso ritenere la ginecomastia un problema superato o potrebbe ridarmi fastidio?
Vi ringrazio vivamente e mi scuso se sono stato troppo pesante.
[#15] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,

a questo punto, senza eccessive ansie, segua con il suo andrologo l'evoluzione del suo quadro clinico e ci temga comunque aggiornati.

Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta

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[#16] dopo  
Utente 106XXX

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Grazie per la disponibiltà!
[#17] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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Caro signore,
sono di principio contrario a che un paziente interrompa la terapia di propria iniziativa senza consultare il curantre. Gli effetti collaterali del tamoxifen si riferiscono alle donne, cui tolgono ormoni sessuali, ai maschi al più da nausea. Consulti il collega circa la sua decisone.