Utente 167XXX
Sono una signora di 44 anni, sono ormai tre mesi che ho dei disturbi dovuti quasi certamente ad un allergia procuratami dall'assunzione di un farmaco il "Reparil". Questi disturbi si presentano con arrossamento degli arti superiori e inferiori e al petto, con un senso di bruciore che si proprae anche sul collo, sulle spalle e sulla lingua.
Mi era venuta anche una dermatite sulla caviglia destra e sulle mani, che però è guarita
Ho fatto una serie di esami che escludere altre patologie, tra cui la ricerca di Herpes simplex e zoster, l'emocrmo con la fornula leucocitaria, l'epatite B e C, l'esami della tiroide, alcuni marcatori tumarali: ca125, ca19.9 e Cea, poi Ena, Asma e anca e la ricerca dell'H.Pylor nelle feci. Sono risultati tutti negativi.
Ho fatto anche i test allergici ai materiali dietro la schiema, anche quelli negativi. E poi l'ige, igc, l'igm ecc... anche quelli negativi.
Ho provato a cambiare tre tipi di antistamnici, ma senza buoni risultati adesso stò prendendo lo Xyzal e questo mi allevia un pò il fastidio.
Ho preso anche per una settimana il deltacortene, ma non mi risolto il problema.
Quale il vostro pare e che cosa posso fare per risolvere il problema?
Grazie per la vostra risposta.

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[#1] dopo  
10161

Cancellato nel 2009
Egregia signora, sarebbe che riferisse i valori riscontrati e quelli di riferimento, il "tutti negativi", non mi piace, perché spesso ho riscontrato che negativi non erano, era sbagliato il ragionamento applicativo di lettura.
Con ogni probabilità, il Reparil, ha semplicemente messo in evidenza una situazione che preesisteva silente.
Il mancato risultato ottenuto con i farmaci antistaminici e cortisone, indica che la risposta del sistema immunitario è rivolta verso i linfociti Th2, allergia; quindi la bilancia di risposta Th1/Th2, si è spostata verso questi ultimi. Questo accade quando è presente una infiammazione persistente, asintomatica, subclinica, che chiaramente va cercata.Per questo sono molto importanti i minimi spostamenti nell'ambito dei valori considerati normali. Mi spiego, se i globuli bianchi hanno come riferimento 4.0--10, un valore di 4.4, si avvicina molto veso la diminuzione, questo indica moltissimi motivi che aiutano a risolvere le sue problematiche.
Come vede, è molto importante riferire i valori degli esami eseguiti, insieme a quelli ritenuti normali dal laboratorio.
Saluti alberto3691@aliceit
[#2] dopo  
Utente 167XXX

Iscritto dal 2006
grazie per la sua risposta, non ho qui con me i risultati degli esami, il mi dermatologo mi ha assicurato che erano tutti quanti nella norma
che cosa sono i linfociti th2?
che cosa intende per bilancia di risposta th1/th2?
[#3] dopo  
10161

Cancellato nel 2009
Mi dispiace, ma ormai per esperienza, non mi fido del "tutto normale", troppe volte una attenta lettura degli esami, mi ha condotto alla diagnosi. Inoltre in studio eseguo esami di medicna convenzionale e biologica, che mi aiutano nel proseguimento del ragionamento diagnostico e terapeutico, in tempo reale ho la possibilità di accertare, scartare, cofermare i dubbi diagnostici che possono sorgere e rispondere alle domande poste dalla persona in esame.
Una infiammazione persistente subclinica, asintomatica, porta ad una alterazione di risposta dei linfociti Th1, Th2. Questi, molto succintamente e saltando alcuni passaggi, sono i linfociti Helper, che rispondono ad alcuni processi. I Th1 alle infiammazioni, i Th2 alle allergie; esiste un equilibrio fra i due. Ogni infiammazione rispondono i Th1; ogni allergia rispondono i Th2; come su una bilancia. Ma la persistenza di questa infimmazione, soprattutto per la produzione costante di Interleuchina 4, sposta queste risposte verso i Th2. Così, per un meccanismo perverso, ad ogni infiammazione, invece di avere una risposta infiammatoria, si ha una risposta allergica. Da qui i suoi disturbi che non passano con l'assunzione di antistaminici e cortisone, perchè il problema risiede in altri meccanismi diversi da quelli su cui agiscono questi farmaci.
Si deve sempre agire sulle cause che determinano il sintomo, non sul sintomo, altrimenti non si avrà mai un risultato duraturo. Per eseguire questo, chiaramente, si devono avere i mezzi idonei per agire, ma non solo anche il ragionamento, deve essere immunologico e molecolare.
saluti

[#4] dopo  
10161

Cancellato nel 2009
Mi dispiace, ma ormai per esperienza, non mi fido del "tutto normale", troppe volte una attenta lettura degli esami, mi ha condotto alla diagnosi. Inoltre in studio eseguo esami di medicna convenzionale e biologica, che mi aiutano nel proseguimento del ragionamento diagnostico e terapeutico, in tempo reale ho la possibilità di accertare, scartare, cofermare i dubbi diagnostici che possono sorgere e rispondere alle domande poste dalla persona in esame.
Una infiammazione persistente subclinica, asintomatica, porta ad una alterazione di risposta dei linfociti Th1, Th2. Questi, molto succintamente e saltando alcuni passaggi, sono i linfociti Helper, che rispondono ad alcuni processi. I Th1 alle infiammazioni, i Th2 alle allergie; esiste un equilibrio fra i due. Ogni infiammazione rispondono i Th1; ogni allergia rispondono i Th2; come su una bilancia. Ma la persistenza di questa infimmazione, soprattutto per la produzione costante di Interleuchina 4, sposta queste risposte verso i Th2. Così, per un meccanismo perverso, ad ogni infiammazione, invece di avere una risposta infiammatoria, si ha una risposta allergica. Da qui i suoi disturbi che non passano con l'assunzione di antistaminici e cortisone, perchè il problema risiede in altri meccanismi diversi da quelli su cui agiscono questi farmaci.
Si deve sempre agire sulle cause che determinano il sintomo, non sul sintomo, altrimenti non si avrà mai un risultato duraturo. Per eseguire questo, chiaramente, si devono avere i mezzi idonei per agire, ma non solo anche il ragionamento, deve essere immunologico e molecolare.
saluti

[#5] dopo  
Utente 167XXX

Iscritto dal 2006
Una domanda molto banale perchè questi sintomi che si presentano durante il giorno scompaiono al momento in cui vado a letto e dormo?
[#6] dopo  
10161

Cancellato nel 2009
Bella domanda!, per rispondere, devo indagare il suo sistema immunitario e il suo ciclo circadiano, con questi elementi, si può vedere come funziona il suo organismo, vedere gli errori, correggerli, riportarlo ad un funziuonamento fisiologico.
Saluti
[#7] dopo  
Utente 167XXX

Iscritto dal 2006
questi sono i risultati dei miei esami:
globuli bianchi 7,5 val rif. 4,2-10
globuli rossi 4,33 " 4,00-5,40
emoglobina 13,3 " 12-16
emoglobina% 82,61
ematocrito 38,8 30-47
Vol.corp.medio 89,61 79-96
valore globulare 0,95 0,90- 1,10
hg%ml eritrociti 34,28 30-37
neutrofili 70 40-75
eosinofili 1 0-5
basofili 0 0-1
linfociti 22 20-40
monociti 7 1-12
piastrine 178000 150000-400000
lhd 288 135-460
ige totali 26,19 10-180
iga 201 74-399
igg 1437 690-1684
igm 157 49- 202

triodotironina libera 3,9 2,3-4,2
tiroxina libera 1,4 0,89 -1,76
ormone tireostimolante 1,85 0,35-5,5
anticorpi antiperos tiroid 15 < 35
anticorpi antitireoglobul <20 < 40
[#8] dopo  
10161

Cancellato nel 2009
Se lei non presentasse alcuna sintomatologia, questi esami potrebbero essere considerati normali, anche se non lo sono, infatti:
neutrofili 70 40-75 tendenti all’aumento
linfociti 22 20-40 tendenti al ribasso
monociti 7 1-12 tendenti all’aumento
piastrine 178000 150000-400000 basse

esiste una infezione virale latente, cronica, che persiste da diverso tempo, che ancora non ha provocato danni seri, l’organismo riesce a compensare le cellule che vengono distrutte, nel momento in cui non ne sarà più capace, esploderà la patologia. Attualmente, l’organismo sta mandando sintomi per comunicare il suo disagio, io devo interpretare questo, per poter attuare una diagnosi e una terapia. Anche l’alternanza giorno notte, può avere questo significato. Pertanto, visti questi risultati che le ho evidenziato, vanno eseguiti altri esami più specifici. Per individuare precisamente questi, cercare l’agente patogeno che sta provocando la patologia iniziale, seguire il ragionamento diagnostico e terapeutico, in tempo reale, in studio ho esami strumentali di medicina convenzionale e biologica. Quindi, come le dicevo, l’origine della sua patologia può essere individuata, con la possibilità di attuare una terapia adeguata agendo sulle cause che l’hanno iniziata.
saluti



[#9] dopo  
3962

Cancellato nel 2010
In effetti l'ipotesi di infezione virale pregressa e latente  molto accreditabile. Occorre verificarla e se presente eliminarla attraverso l'omeopatia di risonanza. Saluti.
[#10] dopo  
Utente 167XXX

Iscritto dal 2006
che altri accertamenti devo fare per verificare e ricercare questa infezione e che cosa è l'omeopatia di risonanza?
grazie
[#11] dopo  
3962

Cancellato nel 2010
Ab. anti-EBV, Ab. anti-CMV, Ab. anti-ADV, TOXO TEST.
L'Omeopatia di Risonanza, per la scelta del preparato e della diluizione, è in grado di "catturare" ed eliminare frammenti virali, batterici e micotici sia dal nucleo che dal citoplasma o dalla membrana cellulare. Inoltre consente lo sblocco della matrice interstiziale ripristinando il fisiologico equilibrio fra la fase "sol" e la fase "gel". Da ultimo fornisce un "sostegno" all'organo che si decide di attivare quale emuntore. - Comprendo la difficoltà del tema, ma non ho saputo far di meglio... spero Le sia risultato comprensibile, almeno in linea generale. A presto.
[#12] dopo  
10161

Cancellato nel 2009
Con gli esami di medicina convenzionale e biologica che eseguo in studio, posso, in tempo reale, saper quale o quali, agenti patogeni le stanno provocando la infezione cronica attiva persistente che ha indotto la risposta alterata dei linfociti Th1/Th2; questa è una integrazione con la medicina convenzionale, la immunologia, l’ormesi, la medicina biologica, in modo da poter sapere subito i responsabili ed instaurare una terapia adeguata, successivamente, per controllo, si possono eseguire esami più specifici, ma questa mirati alla patologia esistente, altrimenti si rischia di girare come trottole e come al solito, non trovare niente. Implicati nel determinare l’insorgenza delle patologie allergiche, sono moltissimi virus e batteri, che persistono, in forma latente nell’organismo, si mangiano alcune cellule, che l’organismo riesce ancora a ripristinare, (linfociti 22; 20-40), nel momento in cui non riesce più, si manifesta la malattia conclamata, ben più grave della stessa allergia. Per fare una buona prevenzione, si devono individuare questi agenti patogeni, eliminarli con diverse tecniche di medicina molecolare, incidere sulla malattia che ne ha permesso l’ingresso. Alcuni, apparentemente, possono sembrare importanti, ma si deve sempre andare all’origine del problema, in maniera profonda, altrimenti si rischiano ricadute. Come nell’allergia, si cercano gli allergeni, ma il problema iniziale sussiste in posizione diametralmente opposto, se si rincorre l’allergene, si conclude poco, rimanendo sempre sul superficiale. La letteratura internazionale, con la ricerca immunologica, ormesi, mi forniscono informazioni importantissime, che possono essere applicate.
Saluti
[#13] dopo  
3962

Cancellato nel 2010
A proposito di tecniche non convenzionali, utilizzo da tempo il BIOTEST, un test di biorisonanza in grado di accertare - in tempo reale - i seguenti parametri fisiologici:
* Livello di ossigenazione e pH cellulare
* Presenza di probabile blocco mesenchimale
* Discriminazione fra allergia e intolleranza
* Coefficiente reale di capacità immunitaria
* Indice del livello di stress psicofisico puntuale
* Mappatura dei distretti corporei in sofferenza
* Rilevamento cronobiologico della catena causale
Tutto ciò consente un ampliamente nei criteri dell'indagine clinica e permette di orientare la scelta degli esami convenzionali necessari ad ottimizzare sia la diagnosi che il trattamento nelle patologie croniche.
A presto.
[#14] dopo  
Utente 167XXX

Iscritto dal 2006
gli esami che mi aveva suggerito lei sono risultati negativi.
Ho anche consultato un omeopata da cui mi ero rivolto questo inverno per i miei problemi di colite e mi ha consigliato di prendere una confezione di Lycopodium 200K, lo stesso che mi aveva prescitto per la colite, l'ho preso ma i sintomi sono rimasti gli stessi
[#15] dopo  
10161

Cancellato nel 2009
Come al solito, mette risultati negativi, senza indicare i valori.
Come le avevo detto precedentemente, la valutazione va sempre eseguita, poiché il tutto “normale” soprattutto nel suo caso, non esiste.
Il famaco omeopatico va prescritto in base ad una diagnosi esatta, che deriva da una integrazione fra ricerca scientifica recente, la medicina convenzionale, immunologia, ormesi, medicina biologica, sintomi del pziente.
Come le dicevo, lei ha un virus che le sta provocando una infiammazione persistente e attiva. Questo va individuato e portato via, con una attenta analisi di tutte le componenti che hanno influenza sull’allergia. La ricerca dell’agente che sta provocando l’infiammazione attiva, persistente, non è facile, molto più facile è soffermarsi sugli allergeni, per cui la persona continua ad eseguire ricerche fini a se stesse, che non portano a conclusione. Esami specifici per individuare l’agente patogeno scatenante, mi vengono offerti dalla integrazione della medicina convenzionale, immunologia, ormesi e medicina biologica. Con questi, in tempo reale, è possibile rilevare l’agente patogeno responsabile, che poi ha permesso anche l’ingresso agli altri agenti patogeni, seguire il ragonamento diagnostico e terapeutico, aiutare il sistema immunitario a portarli via, stabilire una terapia personalizzata, indirizzata non soltanto alla eliminazione degli agenti patogeni, ma anche al ripristino delle condizioni fisiologiche di risposta dei linfociti interessati. Oltre a questo, ha la sua importanza il MALT, cioè di Tessuto Linfatico Associato alle Mucose; il sistema MALT è formato da circa 150-200 stazioni linfatiche disseminate soprattutto nell'intestino, denominate placche di Peyer, che formano 1'80% delle cellule del sistema immunitario. La presenza della candida o di altri funghi, ma, come dicevo precedentemente rivestono solamente un carattere importante ma superficiale. Anche l’asse HPA, Hypothalamic Pituitary Adrenal axis nelle sue funzioni, e la PNEI, psiconeuroendocrinoimmunologia, hanno la loro importanza. Come vede, la ricerca è ampia e va eseguita in maniera accurata, per risolvere la patologia allergica, ma anche molte altre patologie croniche.Lo studio della ricerca scientifica, conduce a trovare soluzioni risolutive, se ben integrato con tutta la medicina.Come vede, anche l’omeopatia deve integrare la più recente ricerca scientifica della medicina convenzionale e della immunologia.
Saluti
[#16] dopo  
3962

Cancellato nel 2010
Pregevole e saggia l'esposizione del Collega Moschini, tuttavia capisco che per il paziente resti difficile comprendere la genesi dei suoi disturbi in un'ottica così complessa ed articolata. Dopo decenni di misinterpretazione della patogenesi, occorre tempo e pazienza per riconvertire la dinamica dell'impostazione diagnostica, anche se ciò è intuitivamente indispensabile.
Comunque l'esonerazione dei patogeni, specie virus e miceti, ha una sua ragione di esistere, considerati i danni morfofunzionali che producono... Certo un'adeguata reinformazione immunitaria, specie letta in chiave PNEI, resta la "conditio siune qua non" per adivenire ad una eradicazione della sindrome, anche qualora si presenti con caratteristiche cronico-recidivanti.
Questa almeno è la mia esperienza clinica in un quarto di secolo di professione. Caro Moschini, l'impresa è ardua, ma vale perseverare visto che siamo nella giusta direzione. Un caro saluto.