Utente 161XXX
Sono una ragazza di 30 anni da parecchi anni soffro di disturbi dell'alimentazione/depressione e bulimia.
Per un periodo di circa un anno ho seguito un ciclo di psicoterapia che non ha giovato alla mia bulimia.
Attualmente lo specialista al quale mi sono rivolta mi ha prescritto PROZAC 60 MG al giorno + ansiolin 10 gocce al giorno.
Il prozac lo prendo alle 9,00 e l'ansiolin la sera prima di andare al letto.
Sono sempre stata restia all uso di antidepressivi, ma alla fine mi son dovuta arrendere all'evidenza.

Il mio dubbio è...
Lo specialista mi ha detto che la cura che mi ha assegnato dovrò farla per 3 mesi dopodichè nel caso non ci fossero risultati soddisfacenti dovrò interromperla...

Ora mi chiedo... c'è la possibilità che la bulimia non passi neanche così?
Possono esserci degli effetti negativi con l'uso di Prozac?

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[#1] dopo  
10161

Cancellato nel 2009
Egregia, le riferirò le esperienze che ho con pazienti anoressici e bulimici, considerando che mi sono state fornite dalla letteratura internazionale, che ho seguito ed applicato con successo. Sicuramente esce fuori dai normali canoni che vogliono considerare la anoressia e bulimia come una malattia psichiatrica, mentre questo indirizza verso una concezione più immunologica. Non nego che possano intervenire condizioni ambientali, ma se queste sono aggravate anche da una situazione fisica, certamente può scattare la malattia. Pertanto la alterazione della assunzione del cibo, per un meccanismo autoimmune, che colpisce i nuclei della base, proprio quei centri deputati alla regolazione di un meccanismo così importante. Sicuramente poi intervengono altri meccanismi compulsivi, la cui origine viene individuata sempre in alterazioni create da antigeni, assimilabili ai PANDAS. Anche alterazioni ormonali possono intervenire, per una disregolazione del tessuto adiposo, che ormai deve essere considerato come un tessuto ormonale e non più come un semplice deposito in cu ci metto e ci levo a mio piacimento. Il tessuto adiposo produce ben 25 sostanze proteiche con effetto ormonale, che chiaramente intervengono sempre sulla regolazione dell’assunzione del cibo.Le più importanti, sono la leptina, adiponectina, resistina, che si possono modulare. Il lavoro da eseguire consiste nella individuazione degli agenti patogeni che hanno innescato la produzione di autoanticorpi rivolti contro i centri nervosi, nella regolazione degli ormoni alterati, nella regolazione dell’asse HPA, Hypothalamic Pituitary Adrenal axis nelle sue funzioni, e la PNEI, psiconeuroendocrinoimmunologia.Certamente non facile, ma possibile con gli strumenti offerti dalla medicina biologica, infatti in studio ho esami strumentali di medicina convenzionale e biologica che mi permettono di seguire il ragionamento diagnostico e terapeutico. Inoltre è una considerazione diversa, rispetto al solito utilizzo degli psicofarmaci. Ma un riportare le condizioni dell’organismo alterate, verso una funzionalità fisiologica, con la individuazione delle vere cause che hanno porto alla patologia della alterazione dell’assunzione del cibo, non più una malattia psichica e basta, ma anche fisica e quindi correggibile più facilmente.
Saluti

Autoantibodies against alpha -MSH, ACTH, and LHRH in anorexia and bulimia nervosa patients.
ANBN patients have autoantibodies that bind to alpha-MSH or adrenocorticotropic hormone, a finding pointing also to involvement of the stress axis.

Infection-triggered anorexia nervosa in children: clinical description of four cases.
some children with AN may have a pediatric autoimmune neuropsychiatric disorder associated with streptococcus (PANDAS), similar in pathogenesis to other hypothesized PANDAS disorders..... and possibly PANDAS obsessive compulsive disorder (OCD) and tic disorders....... CONCLUSIONS: There may be a link between infectious disease and some cases of AN, which raises the possibility of new treatment.
[#2] dopo  
Dr. Giovanni Ronzani
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Gentile Ragazza
I disturbi alimentari psicogeni sono uno dei motivi principali per i quali ci si rivolge ad uno psicoterapeuta o psichiatra. In genere le psicoterapie, se ben condotte riescono ad avere buoni successi. In alternativa è stata dimostrta l'utilità di alcuni antidepressivi. Questi farmaci possono avere diversi effetti collaterali, in genere maggiormente evidenti nei primi 15 giorni di assunzione del farmaco. Per quanto rigurda l'efficacia, occorre considerare che non è dato sapere in anticipo, con certezza assoluta se questa terapia funzionerà o meno, diventa pertanto un problema di scelte terapeutiche. Nel suo caso sarebbe comunque utile approfondire le cause del fallimento della psicoterapia, tenedo presente che il successo della stessa non dipende solo dalla formazione specifica del terapeuta ma anche dal tipo e dalla qualità del rapporto che si istaura con il terepeuta. A puro titolo informativo, i dati pubblicati dall'ultimo "Clinical Evidence - ediz. italiana" N° 3 anno 2005, a pag. 193 parlano di riduzione dei sintomi della bulimia e di altri sintomi non specifici, come la depressione, a seguito di terapia cognitivo-comportamentale.
[#3] dopo  
Dr. Silvio Presta
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La bulimia è un disturbo cronico che coesiste spessissimo con elementi ciclotimici di temperamento e con una complessa serie di dinamiche personologiche. In merito alla terapia con Prozac, questa può essere teoricamente corretta, ma non ha alcun senso dare un tempo definito di sospensione(i tre mesi del suo caso); va invece ricordato che l'Ansiolin può dare un fenomeno di assuefazione, perciò va usato per brevi periodi e poi sospeso lentamente. E' assolutamente opportuno, in caso di risposta assente o parziale, personalizzare il trattamento anche disegnando una combinazione dei numerosi farmaci attivi sul disturbo. Gli effetti negativi possono occorrere solo in caso di una intolleranza soggettiva al farmaco. In merito alle interpretazioni immunologiche, si entra nel mare magnum della fantamedicina.
Cari saluti
Silvio Presta

www.silvio-presta-psichiatra.tk
[#4] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero
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Gentile utente,

in accordo con il collega Presta, l'indicazione di soli tre mesi di terapia farmacologica non ha alcun senso, probabilmente vi e' stato un fraintendimento.
Inoltre, e' certamente necessaria una psicoterapia adatta al suo disturbo che prenda in considerazione anche gli insuccessi precedenti.

Cordiali Saluti
Dr. F.S. Ruggiero

http://www.francescoruggiero.it
[#5] dopo  
Dr.ssa Flavia Ilaria Passoni
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Gentile utente,
mi occcupo direttamente di disturbi della condotta alimentare in un servizio pubblico ospedaliero costituito da una struttura ambulatoriale preposta allo specifico trattamento di tale patologia.Posso dirle che al suo interno viene effettuato un lavoro di equipe gestito ad un triplice livello da tre diverse figure : una terapia farmacologica di tipo psichiatrico aggiornata costantemente,un monitoraggio periodico effettuato da un medico internista endocrinologo che si occupa del controllo della regolazione ormonale e dell'aspetto prettamento dietologico tramite prescrizione alimentari per un corretto bilancio calorico e infine una psicoterapia che consenta di effettuare un percorso personale e offra un autentico sostegno psicologico. Per quanto riguarda la prescrizione farmacologica ( che non può comunque risolveresi in tre mesi)è sicuramente utilissima per ottenere effetti antidepressivi e ridurre la compulsività del comportamento ma tenga presente che i disturbi alimentari psicogeni, per intrinseca complessità e multicausalità) in quasi nessun caso posso essere risolti con un semplice intervento farmacologico (solo in casi limite la disregolazione alimentare ha una base esclusivamente organica). le occore anche un duro lavoro psicologico che deve effettuare su di sè quantomeno inizialmente per riforzare la sua autostima e senso di autoefficacia, nonchè per effetuare una rieducazione del comportamento alimentare. Molteplici sono gli indirizzi efficaci (in genere più difficoltoso e sconsigliato il trattamento analitico per impostazione, eccesiva lunghezza e dispendiosità), per il resto più chiedere un consulto per verificare quale psicoterapia può essere più indicata per la sua struttura di personalità, anche in merito alla scelta dell'opzione individuale o di gruppo.

Con i migliori auguri
F.I.Passoni
studiopsicologia1@libero.it
[#6] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero
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AVELLINO (AV)
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Gentile collega Passoni la tua seguente affermazione: "le occore anche un duro lavoro psicologico che deve effettuare su di sè quantomeno inizialmente per riforzare la sua autostima e senso di autoefficacia, nonchè per effetuare una rieducazione del comportamento alimentare"

costituisce di fatto una malpractice.
Chi ti dice che l'utente debba rinforzare la propria autostima?
I pazienti sono Soggetti non classificabili in categorie predeterminate per i quali 'chi ha un distrubo alimentare non ha autostima e senso di autoefficacia'.
Mi batto in maniera molto aperta, creando anche qualche dissenso tra i colleghi, all'interno di questo forum, e di altri, proprio per evitare che i pazienti vengano considerati secondo i Nostri preconcetti piuttosto che persone con individualita' e problematiche differenti ogni volta.
Il fatto che Noi abbiamo fatto certi studi non ci consente di sentenziare nei confronti di altri che tali studi non li hanno fatti e che chiedono il nostro intervento giornalmente.
Dissento dalla tua interpretazione e piu' volte ho chiaramente detto che non mi sembra opportuno interpretare su persone che non si conoscono.
Gli schemi vanno mantenuti all'interno degli studi di psicoterapia dopo che si sono conosciuti i pazienti e si applichi qualche tecnica psicoterapeutica per guarirli.
Prima di allora e' il caso di astenersi dalle interpretazioni.

Grazie per l'attenzione
Dr. F.S. Ruggiero

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[#7] dopo  
10161

Cancellato nel 2009
Tengo a precisare che l’immunologia non è fanta medicina, ma una scienza che purtroppo, è molto sconosciuta, ma dalla sua applicazione pratica, si ottengono ottimi risultati. Può essere considerata un ventata di novità su una foresta ormai troppo vecchia. saluti
[#8] dopo  
Dr. Silvio Presta
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FOLLONICA (GR)
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Iscritto dal 2006
I dati di tipo immunologico in psichiatria derivano da studi non controllati e effettuati su campioni numericamente esigui. Nessuna azienda farmaceutica ha al momento immesso in commercio farmaci del genere, e non si capisce il perchè, anche dal pumto di vista strettamente commerciale, se davvero funzionassero così bene. Le 'sensazioni' personali potevano fare scienza 2 o 3 secoli fa, non nel terzo millennio. Evitiamo di confondere e far perdere tempo prezioso ad una persona che già sta soffrendo, pratica che purtroppo è assai diffusa nei mass-media (naturopatia, omeopatia, pseudopsicoterapie,etc etc).
Silvio Presta

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[#9] dopo  
10161

Cancellato nel 2009
Esistono molti studi controllati in letteratura internazionale, che confermano i risultati ottimi ottenuti con applicazione delle nuove scoperte scientifiche in campo immunologico. Le case farmaceutiche, non hanno nessun interesse a mettere in commercio farmaci, prima di aver ottenuto un buon incasso con quelli messi in commercio. Se si aspettano le case farmaceutiche, che sono in ritardo, rispetto alle scoperte scientifiche di almeno venti anni, non otterremo mai risultati con le persone. Basta pensare a quello che è successo, sta succedendo, con l’Helicobacter Pylori. Ognuno può constatare gli effetti estremamente pericolosi che derivano dall’uso degli psicofarmaci: Prozac: 30% di suicidi. A parte tutti gli altri. Ormai siamo nel 2006, non si può più fare a meno delle recenti scoperte scientifiche. I risultati, non sensazioni, derivano dalle persone che dopo anni di terapie con psicofarmaci, psicoterapia,non ottengono risultati, ma questo può benissimo essere riscontrato da qualsiasi psichiatra/psicoterapeuta. L’omeopatia è ormai una scienza, confermata dalla ricerca scientifica: Ormesi. La medicina convenzionale, a sua insaputa, sta confermando, con l’ormesi, l’efficacia dell’Omeopatia.
Le persone purtroppo stanno soffrendo per l’ottusità della medicina convenzionale.
La psichiatria non può più essere inchiodata a quaranta anni fa.
L’applicazione della immunologia e dell’Omeopatia, rivestono ormai, una novità scientifica, che ottiene ottimi risultati.
Saluti


[#10] dopo  
Dr. Silvio Presta
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1. Fornisca le referenza bibliografiche delgi studi a cui fa riferimento e il numero degli stessi
2. Le case farmaceutiche già producono farmaci immunologici, ma non per terapia neuropsichiatrica, perchè non ne è accertata l'efficacia
3. La teoria dell'helicobacter è oggi in discussione: si aggiorni con un gastroenterologo competente
4. Prozac=30% di suicidi. Il farmaco, in commercio da circa 20 anni, mai ritirato anche a scopo cautelativo, è stato assunto da alcune decine di milioni di persone. Lei perciò sta dicendo agli utenti di questo sito ed agli altri colleghi che può dimostrare con assoluta certezza che alcune decine di milioni di persone si sono suicidate durante il trattamento con prozac e che il rapporto causa-effetto è di assoluta certezza. Ma si rende conto di quello che scrive, anche da un punto di vista legale??
5. L'immunologia è una scienza seria, talune interpretazioni un pò meno (p.s. le sue teorie circa, ad esempio, Tourette e anticorpi anti-nuclei della base sono di 20 anni fa e già al tempo si sottolineava che erano riservate ad un ristretto sottocampione di pazienti...)
6. La psichiatria di 40 anni fa, caro signore, è quella che conosce (poco) lei. Anche su questo la invito ad aggiornarsi. Il fatto è che il metodo scientifico è rigoroso, accurato e perciò necessita di tempi corretti, talvolta lunghi, e questo evita, grazie a Dio, interpretazioni 'miracolistiche' e sperimentazioni di fantasia sulla pelle dei pazienti (Di Bella docet).
Saluti
Silvio Presta

www.silvio-presta-psichiatra.tk
[#11] dopo  
10161

Cancellato nel 2009
La terapia Di Bella, infatti, ha molti più effetti positivi della terapia oncologica tradizionale, almeno è priva di effetti collaterali e di accanimento terapeutico.
Per la letteratura può cominciare da questi, successivamente da uno viene un’altro, come le ciliege: Am J Psychiatry 1990; 147:207-210 Copyright © 1990 by American Psychiatric Association
REGULAR ARTICLES
Emergence of intense suicidal preoccupation during fluoxetine treatment
MH Teicher, C Glod and JO Cole Department of Psychiatry, Harvard Medical School, MA.
American Journal of Psychiatry 163:813-821, May 2006doi: 10.1176/appi.ajp.163.5.813© 2006 American Psychiatric Association
The Risk of Suicide With Selective Serotonin Reuptake Inhibitors in the Elderly David N. Juurlink, M.D., Ph.D., Muhammad M. Mamdani, Pharm.D., M.A., M.P.H., Alexander Kopp, B.A. and Donald A. Redelmeier, M.D., M.Sc.
Ribadisco che se si aspetta che le case farmaceutiche non hanno alcun interesse a fornire i farmaci che effettivamente guariscono le persone, andrebbe contro i loro interessi.In effetti, non è facile pensare che un granulino possa intervenire positivamente sull’organismo, ma così si verifica quotidianamente. Terapie eseguite con psicofarmaci che durano diversi anni, è scientificamente provato che non funzionano.La malattia deve essere debellata, l’organismo deve ritornare ad un funzionamento fisiologico; pertanto non vanno considerati solamente i sintomi che momentaneamente si attenuano, per valutare il funzionamento di un farmaco, ma le cause che hanno portato alla patologia devono essere completamente eliminate. Poiché la letteratura internazionale, fornisce tutte le spiegazioni, la medicina biologica fornisce i farmaci, il connubio è perfettoL’integrazione fra medicina convenzionale, la recente ricerca scientifica, l’immunologia, ormesi, con la medicina biologica, fornisce maggiori soluzioni risolutive.Molto importante è il benessere della persona in esame, rifugiarsi sempre dietro allo “non è scientificamente provato”, non è scientificamente valido. Infatti viene scientificamente provato tutto quello che conviene alle case farmaceutiche e non all’organismo umano.
Saluti