Utente 107XXX
sono una ragazza di 23 anni. Due anni fa mi è stato diagnosticato un pfo con aneurisma del setto e floppy e shunt dx-sx.
Essendo mio padre medico in un primo momento ci eravam rivolti ad un suo collega di milano, che non aveva dato una risposta certa su un eventuale operazione. Aveva detto solo che, poteva decidere mio padre dal momento che era cardiologo e che sapeva perfettamente i rischi di un eventuale intervento. Il problema era dunque stato rimandato fino al dicembre 2007 quando mio padre ha avuto un ictus cerebrale causato dal pfo.
Forse colpiti dall'evento ero finalmente riuscita a convincere mio padre che era meglio affrontare il problema anzichè posticiparlo.
A questo punto però il medico di milano, non avendo io segni di ictus o ischemie al risultato della risonanza, si è rifiutato di operarmi.
Mio padre, forse per paura di vedere di nuovo sua figlia in ospedale, ha accantonato il problema.
Per me tuttavia il problema esiste ed è una paura costante. Non mi capacito di come i medici possano dire di voler aspettare ictus o ischemie per operare.
Mi hanno anche detto in un ospedale cittadino dove mi sono recata, che potrebbe esserci una familiarità ed avendo avuto un ictus mio padre potrebbe succedermi lo stesso. Oltretutto essendo io donna, tra qualche anno spero di avere dei figli e non voglio precludermi questa possibilità.
C'è un centro serio nel quale possa rivolgermi per risolvere il mio problema?
la ringrazio anticipatamente.
cordiali saluti

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[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
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Gentile utente, nel suo racconto non è chiaro chi ha avuto l'ictus, se lei o suo padre e soprattutto che tipo di ictus, emorragico o ischemico? E' stata effettuata una ecocardiografia transesofagea? Già è in atto una terapia farmacologica? Ci dia notizie.
Saluti
[#2] dopo  
Utente 107XXX

Iscritto dal 2009
Mi scuso se il mio racconto è stato poco chiaro. Mio padre ha fatto un ictus ischemico, e l'ultimo specialista dal quale mi sono recata mi ha detto che potrebbe esserci familiarità e che verosimilmente potrebbe accadermi lo stesso, quindi ho preferito chiarirlo, forse errando.
Si mi è stata fatta un ecocardiografia transesofagea e il buco è risultato 3/4 cm.
La terapia farmacologica alla quale sono stata subito sottoposta è stato il Plavix, ma dal momento che non lo tolleravo mi è stato dato il flupid.
La ringrazio per la sua risposta e mi scuso se le ho fatto perdere tempo con notizie poco chiare.
Grazie ancora.
[#3] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
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Continui con la terapia prescrittale. Stia serena.