Utente 159XXX
Sono il padre di Chiara, una bimba di 8 anni che, gia' a questa eta'
presenta i segni di un'incipiente cellulite (pelle a buccia
d'arancia accennata sulle natiche e sulle cosce,
lievi smagliature). La cosa e' ovviamente ereditaria, essendo mia moglie
affetta da questo problema. Data la giovane eta' mi chiedo
se si puo' porre qualche rimedio sin da ora, per evitarle da grande
problemi piu' seri, ad esempio curando
l'alimentazione, ma senza privarla di quello che una bambina puo'
giustamente richiedere. Preciso che Chiara fa attivita' sportiva
moderata (piscina 2 volte a settimana).
Data nascita di Chiara: novembre 1998
Peso 30 kg, altezza 1,30m
Ringrazio molto chi voglia darmi un consiglio.

[#1] dopo  
Dr. Luca De Fazio
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PERUGIA (PG)
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Non è assolutamente strano.....purtroppo situazioni del genere sono assai frequenti io dal canto mio attacco il problema in più fronti e devo dire con risultati brillanti se non eccellenti.
In primis educazioe alimentare, poi movimento ed infine; visto che si tratta di bambini L'omeopatia. Per ulteriori informazioni non esiti a telefonrmi per avere un consulto più approfondito. Cordilmente la saluto Dr. Luca De Fazio
[#2] dopo  
Dr. Danilo De Gregorio
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NOCERA INFERIORE (SA)
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Non Posso che associarmi alle considerazioni del collega sulla multidisciplinarietà del problema, anche se mi permetta di dirlo stiamo parlando di una bambina di 8 anni,che ancora non ha ancora attraversato la fase dell'adolescenza, dove si sviluppano i caratteri secondari e sessuali dell'individuo.Quindi fermo restando che nella fase di sviluppo di ogni individuo ci sono delle modificazioni dovute alla crescita dei vari organi e apparati,le consiglierei di prevenire la comparsa di problematiche future(cellulite,buccia d'arancia, ect.)agendo sulla sua educazione alimentare(cose naturali ,sane e varie)sull'attività motoria(fa già piscina).Poi dopo aver concluso la fase di sviluppo qualora ci fossero prolemi o inestetismi potrebbero essere corretti.

La carichi di affetto e premure come già fa e vedrà che avrà dei risultati.

La saluto cordialmente.
[#3] dopo  
4869

Cancellato nel 2009
Oltre che il l'associazione sacrosanta alimentazione/sport/vita sana che dire di più? Non esiste che si intervenga con terapie mediche a questa età, scherziamo? Aspetti lo sviluppo e poi si vedrà...
[#4] dopo  
Dr. Marcello Stante
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TARANTO (TA)
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caro amico,
purtroppo la precocità di insorgenza della cosiddetta cellulite (in realtà PEFS: ovvero Panniculopatia Edemato-fibro sclerotica)fa presupporre che questa condizione nel suo caso abbia una fortissima componente ereditaria piuttosto che dovuta a fattori esterni. dopo aver attentamente - come già sottolineato - scartato i comportamenti e le abitudini scorrette, non resta che affidarsi allo specialista della pelle con competenze anche di medicina estetica (attenzione, quello della sua bambina non è un disturbo esclusivamente estetico ma medico prima di tutto)il quale deve saper valutare sia la gravità del disturbo che l'età della paziente (un approccio che non curi la malattia ma chi ne è affetto)e così impostare una terapia-se necessario - adatta al caso specifico.
non medicalizzi eccessivamente il problema ma lo tenga nella giusta considerazione senza farlo gravare sulla psiche della bambina.
molti cari saluti
[#5] dopo  
Dr. Alessandro Valieri
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BOLOGNA (BO)
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Caro Paziente,
l'approccio al problema deve essere multidisciplinare. Ad 8 anni è prematuro far terapie mediche mirate per inestetismi, benchè evidenti e fastidiosi.
Occorre una valutazione pediatrica internistica, supportata da consulenza nutrizionale e adeguato incremento di attività fisica mirata.
[#6] dopo  
Dr.ssa Emanuela Di Lella
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ROMA (RM)
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Concordo con i miei colleghi sulle regole alimentari e sull'attività fisica, da far svolgere a sua figlia. la "cosiddetta cellulite" può essere trattata oggi con molte armi (microterapia, carbossiterapia...). non esiti a contattarmi per ulteriori informazioni, fermo restando che i trattamenti che eseguo vanno effettuati dopo l'adolescenza: solo dopo lo sviluppo è possibile determinare la gravità del problema ed intervenire.
www.dermatologiaestetica.org
cordiali saluti
Emanuela Di Lella
ROMA
[#7] dopo  
Dr. Giuseppe Liardo
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CATANIA (CT)
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Egr. Signore,
in tutte le cose occorre saggezza e buon senso. Stiamo parlando di una bambina di 8 anni e non di adolescente. malgrado anch'io possieda armi non indifferenti a combattere la cellulite (carbossiterapia, laser, chirurgia e quant'altro) non mi sembra ragionevole impiegarLe su sua figlia. Ritengo piuttosto corretto inquadrarla da un punto di vista alimentare, fisico (attività motoria corretta-non esagerata) e qualche massaggio, fermo restando che la migliore attività fisica potrebbe essere il nuoto che consentirebbe l'associazione di attività motoria + "idromassagio". Non impiegherei medicamenti di alcun genere, aspettando un età differente.
Grazie
Cordiali saluti
[#8] dopo  
Dr. Leda Moro
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ROMA (RM)
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Ad epilogo di quanto gia' egregiamente affermato dai miei colleghi, vorrei aggiungere una delle piu' naturali ma efficaci terapie per la prevenzione degli inestetismi cutanei ( soprattutto le smagliature). La fitocosmesi. Insegni alla Sua bimba una abitudine igienico comportamentale semplice e quotidiana, che preveda "docce scozzesi",(alternanza di acqua fredda e calda nelle gambe) e, tutte le sere, creme emollienti ed elasticizzanti ( l'olio di mandorle dolci ,per esempio). Mi permetto inoltre di farLe notare che a volte,i buchini sulle natiche ,non sono vera e propria cellulite. Pensi a quei fantastici neonati che ne hanno tanti.... Cordialmente Leda Moro, www.brazilsystem.com
[#9] dopo  
Dr. Franco Vianini
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MILANO (MI)
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Aggiungo solo un'osservazione riguardo l'appoggio podalico, la postura e il corretto muoversi e camminare, eventuali dismetrie rilevabili tra i due arti.
dott. F. Vianini
[#10] dopo  
Dr. Daniele Zeggio
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VICENZA (VI)
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Potrebbe trattarsi di un comune problema alimentare cioè la predominanza dei carboidrati , ad alto indice glicemico , ed ecceso di calorie maldistribuite nella giornata
[#11] dopo  
10161

Cancellato nel 2009
Una bambina che ha quelle caratteristiche fisiche e che presenta cellulite evidente, potrebbe avere alterazioni endocrine, soprattutto tiroidee. Infatti la cellulite interviene per una infiammazione del tessuto adiposo, che non va considerato come un semplice tessuto di deposito, su cui può essere eseguita ogni azione senza provocare danno; è un organo endocrino che produce ben 26 sostanze ad effetto endocrino, fra cui soprattutto proteine proinfiammatorie, come l’Interleuchina 1 e il TNF, Tumor Necrosis Factor, quindi grande importanza nella infiammazione da cui inizia la iperinsulinemia e insulino-resistenza, che si può verificare anche nei bambini. Soprattutto il processo infiammatorio viene innescato da agenti patogeni che vanno cercati, poiché li stessi possono procedere alla sensibilizzazione della produzione di anticorpi contro cellule dell’organismo, attraverso il ben conosciuto meccanismo del mimetismo molecolare, errore che viene compiuto dal sistema immunitario in soggetti HLA predisposti, quindi rischio di una iniziale tiroidite. Questo è importantissimo per una prevenzione che è possibile attuare precocemente, la cellulite potrebbe costituire il primo avvertimento.
Quindi indagini accurate per stabilire la insulino-resistenza e la iperinsulinemia, alterazioni della tiroide.
Bisogna avere a disposizione esami strumentali che forniscano un reale stato delle condizioni dell’organismo e siano capaci di effettuare una elaborazione diagnostica nutrizionale. Questa permette di valutare oggettivamente l'effettiva risposta glicemica provocata dagli alimenti ed il risultato metabolico finale compresa la totale secrezione di insulina nel soggetto analizzato.
In pratica il sistema permette di valutare il comportamento del metabolismo glucidico a seconda dello stato di salute o di malattia, questo può avvenire in maniera esagerata e tale da abbassare i valori glicemici fino a procurare una ipoglicemia reattiva con il conseguente calo di energia.
Il carico glicemico (CG) e l'andamento nelle 24 ore del risultato metabolico finale (RMF) sono influenzati soprattutto, oltre che dalla sequenza dei cibi ingeriti, dalla presenza di processi infiammatori cronici, da alterazioni neuroimmunoendocrine, dal livello del metabolismo basale e dalla presenza dei MUS. (Medical Unexplaining Symptoms).
Il carico glicemico (CG) rappresenta l'effettiva risposta indotta dal carico routinario dei cibi. Valori del CG superiori a 50 favoriscono una forte secrezione di insulina che a sua volta tende a riportare la glicemia a valori normali. Questo può avvenire in maniera esagerata e tale da abbassare i valori glicemici fino a procurare una ipoglicemia reattiva con diminuzione dell'energia e desiderio irrefrenabile di mangiare, soprattutto nelle ore notturne.. Pertanto un eccessivo carico glicemico nelle ore precedenti le ore 23, conduce alle abbuffate notturne e all’autocannibalismo della massa magra, che favorisce la sintesi dei tessuti adiposi; per cui questa diminuisce, spiegando i bassi livelli di questa che si riscontrano nelle persone che non riescono a perdere peso e che non riescono a controllare l’assunzione del cibo, presentano cellulite.

Il risultato metabolico finale RMF è rappresentato dall'andamento nelle 24 ore dell'effettiva risposta metabolica finale compresa la totale secrezione di insulina.
Un corretto andamento del RMF prevede valori del CG più alti durante le prime ore del mattino, valori di CG sempre più bassi a mano a mano che passano le ore della giornata, fino ad arrivare a valori pressochè nulli entro le ore 24.
Inoltre la presenza di una infiammazione cronica, attiva, persistente crea una alterazione della produzione di cortisone endogeno, che fisiologicamente alto al mattino, gradatamente fa riducendosi fino ad essere nullo nelle ore notturne. Se dopo le ore 18, vengono assunti carboidrati in maniera non adeguata e calcolata, questi creano, in presenza di cortisone endogeno alto, patologico, un aumento del desiderio di assunzione di cibi, soprattutto carboidrati.
A tutto questo si aggiunge una iperinsulinemia e insulinoresistenza, che accentuano il disturbo, per cui lei svuota il frigo in maniera irrefrenabile.
. A questo si aggiungono i Sintomi vaghi ed aspecifici (Medically Unexplained Symptoms, MUS)
quali stanchezza cronica, disturbi del sonno o dell'appetito, irritabilità del colon o stipsi, disturbi del tono o dell'umore, sindromi dolorose aspecifiche ecc., sono invece spesso sottovalutati. Questi sintomi restano in gran parte non spiegati, non vengono cioè ricondotti alla precisa causa, patologia o disturbo. Nella letteratura anglosassone sono identificati con l’acronimo “MUS”, Medically Unexplained Symptoms. L'insorgenza dei MUS nei pazienti della medicina generale va facendosi sempre più frequente, ed in diverse occasioni sono state sottolineate le difficoltà insite nel trattamento di questi sintomi, sia da un punto di vista diagnostico che, conseguentemente, terapeutico. Diviene quindi rilevante sottolineare il rischio che può celarsi dietro ad una diagnosi di natura psicosociale che, determinata dall'oggettiva difficoltà dell'indagine medica, può far sì che vengano trascurate delle patologie nascoste.
La maggior parte delle pubblicazioni sull'argomento descrive una situazione la cui complessità ha inizio già dal colloquio con il paziente, che difficilmente riesce a comunicare in modo preciso i suoi stessi disagi e sintomi. Non sembrano particolarmente convincenti i vari strumenti di classificazione tradizionali, basati su interviste ai pazienti, che, proprio a causa dell'assenza di dati concretamente misurabili, difficilmente possono sfuggire alla soggettiva percezione del paziente.
Un significativo passo in avanti, nella valutazione dell'impatto dei MUS, può essere invece compiuto qualora a questo tipo di interviste si affianchino degli strumenti precisi in grado di fornire misurazioni oggettive come la Tomografia Elettrolitica Extracellulare e BIA-ACC – Analisi Clinica della Composizione Corporea e di parametri espressivi dello stato di salute del paziente. Conseguentemente, un ruolo molto importante viene indicato, in letteratura internazionale, nell'asse HPA (HPA, Hypothalamic Pituitary Adrenal axis nelle sue funzioni, e la PNEI, psiconeuroendocrinoimmunologia), e nell'infiammazione cronica Il ritmo circadiano della secrezione del cortisolo rappresenta per il corpo un importante fattore endogeno di sincronismo, e dovrebbe essere armonizzato con il contingente stato di ricettività delle cellule e con le esigenze dell'organismo. In un soggetto sano infatti, la secrezione di CRH (ipotalamo) ed ACTH (ipofisi) sono particolarmente sensibili all'abbassamento notturno del livello di cortisolo, in modo da indurre all' acrofase (momento di massima concentrazione) del ritmo circadiano del cortisolo circa mezz'ora dopo il risveglio, promuovendo la risposta e l'adattamento dell'organismo allo stress; l'aumento del livello del cortisolo, recepito dall'ipofisi, provoca a sua volta la progressiva diminuzione della secrezione di ACTH (regolazione retroattiva dell'HPA) e quindi il conseguente abbassamento dell'attività delle ghiandole surrenali e della secrezione del cortisolo.
Un'alterazione del ritmo circadiano dei glucocorticoidi però, ed in particolare un anomalo appiattimento del livello del cortisolo (quando, cioè, la sua secrezione risulti persistente nel tempo) legato ad una condizione di stress cronico dell'asse HPA, si correla all'insorgenza di molte forme patologiche, da qui l'esigenza di uno strumento pratico in grado di valutare la capacità di reazione e retroazione dell'asse HPA
Gli studi sulle relazioni tra diverse condizioni patologiche e gli squilibri dell'asse HPA sono numerosi, ed hanno riscontrato evidenti legami tra livelli anomali di glucocorticoidi e patologie molto disparate, quali depressione, ansia ed attacchi di panico, deficienza dell'ippocampo e relativa diminuzione delle capacità mnemoniche, disturbi del sonno, sindrome da affaticamento cronico (CFS), fibromialgie e patologie autoimmuni, colon irritabile, ipertensione, disturbi alimentari ed obesità, forme reumatiche ecc.
L'attivazione persistente dell'asse HPA può a sua volta essere causata dalla cronicizzazione di processi infiammatori; l'azione antinfiammatoria dei
glucocorticoidi è però in questi casi destinata a declinare rapidamente anche a causa dello squilibrio rispetto alla ricettività delle cellule, mentre resteranno a carico dell'organismo l'aumento del livello dei glucocorticoidi, e l'alterazione dei relativi ritmi circadiani.

Come vede occorre stabilire esattamente tutte le cause presenti, per poter correggere repentinamente quelle alterazioni del sistema immunitario che si stanno verificando in un organismo così giovane, ripristinare lo stato fisiologico.
Saluti Alberto Moschini

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