Utente 107XXX
Gentili Medici, ricollegandomi ad un mio recente consulto aperto nell'argomento "Cardiologia", riporto il risultato della mia recentissima coronarografia: "ARTERIE CORONARIE EPICARDICHE ANGIOGRAFICAMENTE INDENNI DA STENOSI CON LENTO WASH-OUT A LIVELLO DELLA CORONARIA DESTRA".
Esattamente, in cosa consiste il "lento wash-out" ?

Il cardiologo emodinamista ha detto che il lento wash-out potrebbe essere la causa delle mie alterazioni nell'ECG da sforzo (sottolivellamento ST).

Ricordo che:
sono sempre stato del tutto asintomatico per angor o dispnea sotto sforzo;
ho 54 anni, non fumo, non sono dislipidemico, pressione normale (dal 2006 prendo mezza compressa di Blopress 16 al giorno perché avevo la minima leggermente alta e una risposta allo sforzo leggermente ipertensiva);
le stesse alterazioni nell'ECG da sforzo mi vengono rilevate fin dal 2005;
sempre dal 2005 l'ecocardiogramma rivela una modesta ipertrofia ventricolare sinistra concentrica;
dal 2001 mi faccio controllare regolarmente (per attività ciclistica non agonistica, ma ad elevato carico), e nell'ECG basale ho sempre avuto alterazioni aspecifiche del recupero ventricolare, lieve ritardo di conduzione della branca destra, turbe aspecifiche ST-T;
una scintigrafia del 2007 ha dato risultato completamente negativo (perfusione a riposo e a sforzo massimale entrambe normali); FE 68% e riserva coronarica nella norma.

Grazie

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[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
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Gentile utente, innanzitutto l'esame coronarografico la tranquillizza circa lesioni ateromasiche a carico delle suecoronarie. Per "wash-out" si vuole intendere genericamente un più lento passaggio di tracciante radioattivo lungo la coronaria, fenomeno che potrebbe essere in effetti causa di quelle modifiche elettrocardiografiche mimanti una ischemia cardiaca.
Saluti
[#2] dopo  
Utente 107XXX

Iscritto dal 2009
Gentile Dr. Martino, grazie per la sua nuova risposta.
A quanto pare, devo tenermi questo "sintomo strumentale" (mi si perdoni la definizione), che mi ha impedito ultimamente di portare a termine un test da sforzo "in santa pace", almeno per avere la soddisfazione di monitorare tutte le altre cose che per me sono importanti (come la pressione sotto sforzo, eventuali aritmie, capacità lavorativa, soglia anaerobica, ecc.).
Secondo lei, rivolgendomi ad altra struttura (magari di medicina dello sport) ed esibendo tutti gli esami fatti (in particolare scintigrafia e coronarografia) posso "pretendere" di fare un test da sforzo senza sentirmi quasi minacciare e senza avere la spiacevole e frustrante sensazione di essere un incosciente ?
Comunque, io continuo a praticare la bicicletta, con il buon senso che credo di aver sempre avuto, ma senza particolari riguardi nell'avvicinarmi ai limiti teorici di frequenza cardiaca per la mia età e per le mie condizioni fisiche.
Insomma, finora nessuno mi ha detto o scritto che ho un cuore malato. Questo mi autorizza a pensare che sia sano ?
Se sì, allora non vedo perché non dovrei sfruttarlo al pieno delle sue capacità, traendo da questo grande divertimento. Fermo restando ovviamente i controlli che continuerò a fare almeno annualmente.