Utente 171XXX
Vorrei solo avere qualche delucidazione , visto che se ne parla forse in modo troppo entusiatico ( soprattutto da parte degli addetti ai lavori) e si sorvola sui rischi e i lati negativi, di quella che rappresenta l'ultima spiagga per la risoluzione del deficit erttile, quando questo non risponde alle terapie orali o intracavernose.
Vorrei arrivare subito al dunque e chiedere 2 cose, in modo molto chiaro:

- ho letto molto su internet (siti americani compresi i siti produttori delle più usate protesi al mondo "Mentor") però non ho mai capito se è vero, e soprattutto se in tutti i casi, si deve andare incontro ad una riduzione della lunghezza del pene dopo l'impianto della protesi; da alcune parti ho letto che vi sarà una minor lunghezza dovuta solo alla flaccidità del glande che ovviamente non diventa duro con la protesi, mentre da altre parti ho letto di una riduzione proprio della misura dell'asta.Quindi, se per esempio un paziente ha un pene di discrete dimensioni( lungo 18-19 cm in erezione e di media circonferenza), è sicuro che perderà centimetri? quanti?

-ultima cosa: vorrei sapere se con la protesi è possibile praticare tutti i tipi di rapporti con naturalezza, o se magari ( vista la delicatezza di alcuni sistemi dotati di veri e propri ingranaggi) bisogna avre dei rapporti "lenti","delicati", senza alcuna possibilità di forzature...non so se mi spiego.

Spero di avere delle risposte che mi chiariscano questi due dubbi.

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[#1] dopo  
Dr. Diego Pozza
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caro lettore 17108,

la mia eswperienza si basa su oltre 500 protesi peniene impiantate.
Se i corpi cavernosi del paziente sono lunghi 19 cm, si devono inserire cilindri protesici di 19 cm, quindi nessun accorciamento;
quando si devono sostituire i cilindri protesici dopo alcuni anni si vede che al paziente con corpi cavernosi originariamente da 19 cm,riusciamo a inserire cilindri da 19,5 o 20 cm, come si fosse determinato un progressivo allungamento.
Con la protesi si può praticare qualsiasi tipo di penetrazione, dipende dalle circostanze e dalle inclinazioni personali.
se vuole guardi www.erezione.org
cari saluti
[#2] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore,
ma da chi ha avuto queste informazioni ? Anche la mia esperienza clinica ,ormai maturata in circa trent'anni di attività andrologica, mi porta ad essere sostanzialmente d'accordo con il dr. Pozza .
L'unico aspetto importante da considerare in questo settore della chirurgia, come per molti altri, è la corretta indicazione clinica all'uso di questi dispositivi.
Un cordiale saluto.
[#3] dopo  
Dr. Giuseppe Benedetto
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anch'io confermo quello detto dai precedenti colleghi dalla nostra esperienza vicentina in termini di protesi