Utente 102XXX
Buonasera,
vivo in abruzzo, a circa 50 km dall'Aquila e quindi dall'epicentro del terribile terremoto di questi giorni. Qui si avvertono scosse quasi tutti i giorni anche se, fortunatamente, non abbiamo avuto alcun danno. Sono preoccupata per mio padre (57 anni) che a dicembre ha avuto un improvviso infarto, provocato da un micidiale mix di fumo e diabete, cui è seguita una operazione di 3 bypass. Adesso sta bene e le nalisi di controllo non hanno evidenziato valori fuori norma. La sua FE è stata valutata intorno al 60%. Tuttavia ho il terrore che i drammatici eventi di questi giorni possano influire negativamente sulla sua salute. Perchè un forte spavento può provocare un infarto? Lui il giorno della scossa principale è rimasto tranquillo ma in questi ultimi giorni lo vedo piuttosto ansioso. Aggiungo che è in cura anche con Cardicor poichè è da sempre tachicardico (95-100 battiti al minuto). Questo aggrava il quadro? La ringrazio anticipatamente per la risposta. Cordiali saluti.

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[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
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NAPOLI (NA)
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Gentile utente, di certo la vostra situazione ambientale non è certo favorevole al mantenimento di quella giusta tranquillità necessaria a suo padre di recente operato e se a ciò se si aggiunge un ovvio stato ansioso, manifestato anche dall'aumento del battito cardiaco, a distanza posso solo consigliarle di afferire in loco ad un collega, affinchè possa valutare una eventuale modifica terapeutica (aumentare ad es. il dosaggio del b-bloccante, aggiungere un debole ansiolitico).
Saluti
[#2] dopo  
Dr. Ercole Tagliamonte
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NOCERA INFERIORE (SA)
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Gentile Utente,
in merito alla sua domanda "Perchè un forte spavento può provocare un infarto?", tenga presente che allo spavento il nostro organismo risponde inviando in circolo sostanze che ci predispongono alla difesa. Tra queste le piu importanti sono le catecolamine, che agiscono su vari recettori, causando tra l'altro aumento della frequenza cardiaca e vasocostrizione periferica, il tutto per aumentare l'apporto di sangue in determinati distretti tra cui il cuore. Questo aumento di flusso a livello cardiaco, e quindi coronarico, in soggetti che presentino già patologia coronarica, associato alla vasocostrizione, aumenta la probabilità di rottura di placche aterosclerotiche coronariche cui può seguire ostruzione vascolare e conseguentemente infarto.