Utente 109XXX
salve a tutti
dicembre scorso (2008) mia figlia fu operata per l'asporto di una fistole sacro-coccigea.
dopo aver asportato il tubicino di drenaggio, il tampone e tutti e 10 i punti il chirurgo mi consigliò di pulirle la ferita con acqua ossigenata e mercuro cromo per un'altra settimana. E così feci per ben 2 settimane. Il problema è che la parte dove era inserito il tubicino di drenaggio non si è ancora rimarginata a distanza di 4 mesi e continua a secernere del siero, causando a mia figlia non pochi fastidi. Consapevole di ciò la riportai in clinica per una visita specialistica dal chirurgo che l'ha operata. Il dottore mi disse che si sarebbe dovuto pulire la ferita dall'interno ma non era necessario un altro intervento, semplicemente avrebbe dovuto iniettare dal "buchetto" ancora aperto una sostanza, medicina (non so). E così fece il giorno stesso. A questo punto dovevamo solo aspettare. 2 settimane dopo quando mia figlia andò in bagno notò che la garza era letteralmente inzuppata di sangue. Allarmata la portai in clinica e, dopo che il chirurgo ripulì la ferita e applicò una pomata (che pomata?ne sapete qualcosa?), mi disse che era necessario operare nuovamente poichè probabilmente era rimasto un focolare nascosto che ora stava causando questi problemi. Descrivendomi l'operazione disse che avrebbe riaperto la ferita,l'avrebbe ripulita e mettendo un punti in cime e uno in basso avrebbe lasciato la ferita leggermente aperta x eventuali infezioni. Le mie domande sono: è possibile che l'infezione si manifesti con così poco tempo dopo l'operazione? è necessaria una nuova operazione o pensate che il "buchetto" chiamiamolo così si possa rimarginare da solo? pensate sia giusto il metodo di operazione del mio chirurgo? quanto ci potrebbe mettere una ferita senza punti a rimarginare?
grazie mielle per la cortese attenzione.

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[#1] dopo  
Dr. Francesco Nardacchione
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Gentile signora
uno dei problemi del trattamento della cisti sacro-coiccigea è proprio la recidiva e la mancata chiusura dopo intervento chirurgico.
Quando si manifesta infezione la ferita va riaperta e pulita chirurgicamente.
Se la chiusura per prima intenzione (quella per intenderci tentata col primo intervento) non è stata possibile, si propone il trattamento chirurgico aperto che consiste nel non chiudere la ferita dopo la pulizia, effettuando medicazioni inizialmente a giorni alterni, per permettere la chiusura per seconda intenzione.
Tale trattamento sicuramente efficace, risulta però più lungo e fastidioso del precedente.

Cordiali saluti
[#2] dopo  
Dr.ssa Maria Morena Morelli
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Gentile Signora,
andiamo per ordine:
- è possibile che l'infezione si manifesti con così poco tempo dopo l'operazione ?
In effetti il chirurgo operatore ha risposto dicendole che: “..probabilmente era rimasto un focolare nascosto che ora stava causando questi problemi..”
- è necessaria una nuova operazione o pensate che il "buchetto" chiamiamolo così si possa rimarginare da solo ?
A questa domanda è difficile per un consulente telematico rispondere in quanto è necessaria la valutazione diretta della ‘zona’; ma, il collega chirurgo, che ben conosce lo stato locale della lesione, ha ritenuto di dovere reintervenire (“..era necessario operare nuovamente..”)
- pensate sia giusto il metodo di operazione del mio chirurgo ?
Gli interventi di asportazione di fistola sacro coccigea sono considerati degli ‘interventi sporchi’ sia per la ‘zona’ da trattare che per il tipo di patologia stessa (spesso presenti focolai persistenti di flogosi); Infatti, è possibile che sin dall’inizio l’asportazione della lesione imponga un trattamento con guarigione per seconda intenzione (la ferita viene lasciata aperta senza attuazione della sutura cutanea). Nel caso di Sua figlia, almeno in un primo tempo è stato possibile effettuare la sutura diretta ma il persistere dell’infezione può richiedere la revisione della ferita stessa.
- quanto ci potrebbe mettere una ferita senza punti a rimarginare ?
In media dalle quattro alle cinque settimane; ma, i tempi di guarigione sono sempre condizionati dalla non presenza di ulteriori ‘complicazioni’ locali.

Dott.ssa M.M.Morelli
[#3] dopo  
Utente 109XXX

Iscritto dal 2009
Vi ringrazio per la gentile risposta