Utente 282XXX
Salve,
sono un uomo di 48 anni,residente a Roma.
Il 30 Marzo 2009,durante una visita cardiaca ho eseguito un elettrocardiogramma con il seguente riscontro:"dilatazione del ventricolo sinistro, severa disfunzione contrattile (FE 30%), insufficienza mitralica media, insufficienza tricuspidale lieve ed elettrocardiogramma con evidenza di blocco di branca sinistra".
Successivamente ricoverato, il 24 Aprile ho eseguito:

.Esami ematochimici: all'ingresso tutti sostanzialmente nella norma.

.Elettrocardiogramma: tachicardia sinusale (fcm l00 bpm) con normale conduzione AV e blocco di branca sinistra completo.

.Ecocardiogramma risultante: cardiopatia diiatativa con estese aree acinetiche (discinesia settaie, acinesia apicale, anteriore cd inferiore) e marcata ipocinesia della restante parete posterolateraie, con estrema disfunzione sistoiica di pompa (FE 20%, patter mitraiico indicativo di elevate pressioni di riempimento).Insufficienza mitralica di grado moderato (++/jet centrale) da malapposizione simmetrica dei lembi per tethering secondario a disfunzione e rimodellamento parietale e da dilatazione anulare.

.una coronografia risultante:
"Coronarie esenti da stenosi angiograficamente significative"

Il responso diagnostico finale indica "Cardiomiopatia dilatativa idiopatica. Dislipidemia".
La terapia farmacologica è la seguente:
.Pantorc 40 mg: I cp ore 8

· Sequacor 2.5 mg: I cp ore 8

· Triatec 2.5 mg: I cp ore 18

· Lasix 25 mg: I cp ore 8

· Aldactone 100 mg: I cp ore 15

· Cardioasprin 100 mg: I cp dopo pranzo ^. Torvast 40 mg: I cp ore 22


Mi rivologo a voi per una valutazione del successivo iter-diagnostico terapeutico della patologia,oltre il preventivo impianto IDC biventricolare a cui a breve mi sottoporrò.Infine,in riferimento ai dati riportati vorrei un parere riguarda l'effettivo grado di probabilità di un trapianto,indirizzandomi verso i centri più specializzati sulla mia patologia nell'ambito dell'intero territorio nazionale.
Ringraziando sentitamente per il servizio offerto,porgo Distinti Saluti.

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[#1] dopo  
Dr. Ercole Tagliamonte
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Gentile utente,
il riscontro di una cardiomiopatia dilatativa idiopatica mette di fronte ad un iter ben codificato.
La presenza di una funzione sistolica ventricolare sinistra cosi depressa (FE 20%), di una insufficienza mitralica moderata, prevalentemente di natura funzionale, in quanto legata alla deformazione dell'apparato valvolare mitralico, e di un disturbo di conduzione come il blocco di branca sinistra, pone indicazione all'impianto di un defibrillatore (ICD), ma anche ad una terapia di resincronizzazione cardiaca (CRT).
Tuttavia, vista la natura non ischemica della sua forma (coronarie indenni) e la recente diagnosi, si colloca, prima di questo, una fase di impostazione ed ottimizzazione della terapia farmacologica. Infatti, secondo le più recenti linee guida, l'impianto di ICD ha indicazione, nei paziente con forme non ischemiche, quando la FE è inferiore al 30%, mentre la terapia resincronizzante ha indicazione nei pazienti con FE<35%, con blocco di branca sinistra, ma sempre a terapia farmacologica ottimizzata. Questo significa che tali soluzioni giungono solo dopo l'eventuale "fallimento" della terapia farmacologica.
Se consideriamo che la terapia farmacologica dello scompenso cardiaco non è una terapia "immediata", ma ha bisogno di tempo per dimostrare la sua efficacia (parliamo di almeno tre mesi), è congruo attendere prima i risultati della terapia farmacologica.
Per farle un esempio, in un caso come il suo, una terapia farmacologica ottimizzata potrebbe essere in grado di migliorare la funzione di pompa del ventricolo sinistro anche al di sopra del 35%, escludendo di fatto il ricorso alla terapia elettrica resincronizzante o con ICD.
Viceversa, il persistere di tal ridotta funzionalità ventricolare dopo terapia medica, pone effettiva indicazione alla terapia non famracologica.
A maggior ragione tale discorso vale per il trapianto cardiaco che va giustamente valutato quando tutte le terapie che abbiamo a disposizione non hanno avuto il risultato sperato.
Cordiali saluti
[#2] dopo  


dal 2013
Dottore, quindi non avendo ancora avviato la terapia farmacologica per un lasso di tempo significativo,ancora è prematuro parlare già di trapianto? Nella mia condizione quanto è vicina questa ipotesi?Saprebbe indicarmi specialista per la mia patologia?
[#3] dopo  
Dr. Ercole Tagliamonte
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Indubbiamente l'ipotesi trapianto non può ancora essere scartata, ma sicuramente bisognerebbe prima verificare, nei tempi giusti, la risposta alla terapia farmacologica.
Essendo lei di Roma, le consiglierei di rivolgersi a strutture che hanno una lunga esperienza nel campo, come il "San Camillo" o il "San Filippo Neri".
Cordiali saluti
[#4] dopo  


dal 2013
Non vi sono dottore altre soluzioni possibili,oltre quella del trapianto? La terapia farmacologia rappresenta una tappa obbligata,ma se non dovesse dare gli effetti sperati posso solo confidare nel trapianto per una risoluzione definitiva del tutto? A suo parere quanto è grave la mia situazione,e che probabilità di riuscita ho?
La ringrazio per l'attenzione.
[#5] dopo  
Dr. Ercole Tagliamonte
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La terapia farmacologica della cardiomiopatia dilatativa comprende diversi farmaci dimostratisi utili in questa patologia. La terapia va intrapresa gradualmente per ottenere i migliori risultati, modificando progressivamente farmaci e dosaggi degli stessi. Di certo la terapia che le è stata prescritta il primo giorno non sarà mai quella definitiva, in quanto questa si modella progressivamente anche in base alle risposte del paziente. Per tale motivo non deve considerare un lasso di tempo fisso dall'inizio della terapia per valutare l'efficacia della stessa, ma questa va verificata di volta in volta nel corso di mesi. Dopo la terapia farmacologica, visto il suo caso, se questa non dovesse essere sufficiente, è possibile intervenire con una terapia elettrica di resincronizzazione che cerca di ripristinare una contrazione armonica all'interno del cuore. Solo nel caso in cui entrambe le terapie non dovessero avere successo si prospetta l'ipotesi trapianto.
Mi sembra però giusto precisarle che nelle forme primitive la terapia farmacologica spesso ottiene risultati ottimi.
Mi faccia sapere l'evoluzione della sua situazione. Intanto le invio i miei più cordiali saluti