Utente 960XXX
Gentili dottori, sono un ragazzo di 27 anni che si direbbe godere della classica sana e robusta costituzione.
Da circa un anno ho cominciato ad accusare di periodici fastidi alle vie urinarie, con un paio di infiammazioni accompagnate da brevi episodi di febbre alta. Il medico di famiglia mi ha prescritto antibiotici (ciproxin) e il tutto sembrava risolto, ma da allora nulla è stato come prima.

Noto spesso un senso di pesantezza nella zona pelvica, fastidio specie dopo aver urinato (la sensazione di "non averla fatta tutta", sgocciolamento), talvolta senso di gonfiore al testicolo sinistro etc.
Durante una nuova fase acuta (con febbre) mi sono rivolto ancora al medico, mi ha fatto effettuare l'antibiogramma (riscontrato batterio Escherichia Hermannii) mi ha prescritto bactrim per una settimana, l'infezione sembrava debellata (il successivo antibiogramma risultava negativo) ma i sintomi 'cronici' si sono affievoliti per poco tempo.

Oltre a quelli già descritti, che sono tuttavia abbastanza sopportabili, noto da alcuni mesi anche un notevole calo del desiderio sessuale e della facilità di raggiungere l'erezione, nonché di mantenerla. Il pene non raggiunge praticamente mai la rigidità completa, se non in prossimità della eiaculazione.
L'erezione comunque cessa molto presto, in assenza di stimolazione.
Inoltre noto da alcune settimane una diminuzione della intensità delle erezioni mattutine. Fino all'estate scorsa non ne soffrivo affatto, e anche in un paio di (purtroppo brevi) periodi recenti in cui non avvertivo fastidi alle vie urinarie avevo recuperato una discreta potenza sessuale, quasi normale.

Il medico sospetta che io abbia una prostatite cronica, e dovrei sottopormi ad alcuni esami urologici per verificare "che non ci siano calcificazioni o altre condizioni che favoriscono l'infiammazione frequente delle vie urinarie". Secondo voi, che siete specialisti del campo, può esserci una correlazione con il problema erettile?

Sostanzialmente vorrei un consiglio: se affrontare prima il discorso prostatite, che secondo il medico molto probabilmente c'è, e vedere se risolvendo questa tornerei alla normalità anche in campo sessuale, oppure muovermi contemporaneamente anche su quel versante chiedendo aiuto ad un andrologo e facendo gli accertamenti del caso.
Capirete che non vorrei infilarmi in un tùrbine di esami (peraltro non molto piacevoli, a quanto ho letto), alla mia età, ma agire nel modo più ragionato possibile.

Saluti.




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[#1] dopo  
Dr. Mario De Siati
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ALTAMURA (BA)
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Gentile lettore, la cura della prostatite è lunga e spesso non definitiva.
Dopo un episodio di prostatite acuta o in fase di riacutizzazione di una prostatite cronica è buona regola eseguire un trattamento antibiotico di non meno di tre settimane.
Da quello che credo di intendere non è stato ancora valutato da un urologo a da un andrologo, pertanto, le consiglio di farlo subito.

Cordiali Saluti
[#2] dopo  
Dr. Edoardo Pescatori
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REGGIO EMILIA (RE)
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Gentile lettore,
la correlazione tra disturbi prostatici e erettivi e' molto probabile. E' corretta una gestione dei due fronti fatta dallo stesso specialista: un Andrologo o un Urologo dedicato alla medicina sessuale.
Ci faccia poi sapere.
[#3] dopo  
Dr. Diego D'Agostino
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Gentile lettore,
molto spesso mi capita di vedere pazienti etichettati con diagnosi di prostatite cronica senza il riscontro di esami specialistici,con il risultato di creare tensioni nel pz..Andrebbe fatto l'esame al microscopio del succo prostatico ottenuto da massaggio prostatico,l'esame completo e colturale del liquido seminale,un'ecografia delle vie urinarie e prostatica transrettale ed altri esami che non e' dato sapere se sono stati fatti o meno.Prima farei luce su questo problema poi vedrei il problema sessuale,considerando anche l'eta' e l'assenza di fattori di rischio di altra natura(diabete,etc)
[#4] dopo  
Dr. Diego Pozza
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caro lettore,

indubbiamente tutta la sintomatologia che lei descrive potrebbe far pensare ad uno stato di "prostatite" che, dovrebbe essere confermato da tutta una serie di accertamenti non sempre facilmente effettuabili ma che potrebbe essere trattato adeguatamente anche solo sulla base di indagini più semplici.
Una delle caratteristiche delle infiammazioni prostatiche è la concomitante presenza di disturbi "sessuali"- D'altronde la prostata è la ghiandola che produce una buona parte dello sperma e che sta in stretto contatto con i nervi, le arterie, le vene, le strutture muscolari che entrano in gioco nel determinare e mantenere l'erezione.
Si curi con costanza
cari saluti
[#5] dopo  
Utente 960XXX

Iscritto dal 2009
Vi ringrazio per le puntuali risposte.

Vorrei precisare che il medico di famiglia finora mi ha prefigurato che per confermare la diagnosi di prostatite sarebbe stato necessario, qualora i primi cicli di antibiotici non fossero stati definitivamente efficaci (e non lo sono stati), effettuare esami quali lo spermiogramma e un'indagine ecografica.
A questo punto credo che mi recherò presto da lui, anche alla luce delle vostre preziose indicazioni, probabilmente mi farò indicare un buon specialista in zona.





[#6] dopo  
Utente 960XXX

Iscritto dal 2009
bene, nel frattempo il medico mi ha prescritto un antiinfiammatorio specifico, il Serpens (a base di Serenoa Repens) 1 compressa al giorno, e mi ha indicato di ripetere l'urinocultura ed effettuare lo spermogramma, cose che farò tra qualche giorno, dopo aver valutato l'effetto dell'antiinfiammatorio.

[#7] dopo  
Dr. Diego Pozza
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caro lettore,

continui su questa strada, ci tenga informati sull'evoluzione del problema
cari saluti
[#8] dopo  
Utente 960XXX

Iscritto dal 2009
Che dire, sono al decimo giorno di assunzione del serpens, ma già dopo due giorn ho avuto l'"impressione" di un maggiore benessere, affievoliti di molto i fastidi quali sensazione di gonfiore nella zona perineale, bruciorini vari durante e dopo la minzione etc... tuttavia i sintomi qui e sopra descritti non si sono certo esauriti visto che talvolta li avverto ancora.

Quel che è certo è che da alcune mattine sono ricomparse le erezioni mattutine: non ricordavo nemmeno più da quant'è che non ne avevo, ormai erano deboli e si estinguevano nel tempo di fare due passi giù dal letto, ora durano molti minuti anche se la rigidità del pene - pur migliorata - non è ancora ai livelli normali che ricordavo. Questo anche durante le erezioni provocate "volontariamente".

Chiederò al medico se è opportuno estendere questa terapia a un mese (come raccomandato sul foglietto illustrativo del serpens) e appena mi sarà possibile mi recherò ad effettuare gli esami indicati, spero la prossima settimana. Vi farò sapere certamente.
[#9] dopo  
Utente 960XXX

Iscritto dal 2009
Vi aggiorno sulla situazione.

Dopo un periodo in cui la situazione sembrava essere diventata più tollerabile, e nel quale mi sono colpevolmente trascurato invece di prendere comunque di petto la situazione, ho avuto nuovamente forti fastidi.

Mi sono rivolto ad un urologo il quale mi ha visitato e ritiene probabile una prostatite; quindi mi ha raccomandato di eseguire i seguenti esami

urinocoltura
spermocoltura
esame colturale del secreto prostatico.

Quest'ultimo esame è stato un mezzo dramma, in quanto non si riusciva a capire chi e dove dovesse eseguirlo. Non mi dilungo su come mi si sia fatto rimbalzare per giorni e giorni da un reparto all'altro, da un telefono all'altro.

Alla fine sono stato indirizzato in un ambulatorio convenzionato con annesso laboratorio di analisi, dove opera un urologo che mi ha praticato il massaggio prostatico. Questa manovra non ha causato la fuoriuscita di liquido seminale, quindi l'urologo mi ha fatto raccogliere un campione di urine subito dopo, spiegandomi che avrebbe contenuto il liquido seminale e che l'analisi sarebbe stata comunque possibile.

Ho chiesto della spermocoltura (mi aspettavo di dover raccogliere anche un campione di sperma) e mi ha risposto che l'analisi di quel liquido a seguito del massaggio prostatico sarebbe stata sufficiente.
Non vorrei che ci sia stato un equivoco...

Lunedì ritirerò i risultati.
[#10] dopo  
Utente 960XXX

Iscritto dal 2009
Torno per un nuovo aggiornamento sulla mia situazione, se può essere d'interesse per voi gentili dottori.

Gli esami di cui sopra (urine, secreto prostatico) ancora una volta non riportarono nulla di anomalo.
In seguito a una nuova fase (a ottobre) di moderata intensificazione dei sintomi associati stavolta a disturbi intestinali (diarrea, piccole tracce di sangue) sono tornato a rivolgermi al medico di base il quale mi ha prescritto fermenti lattici e due bustine di Monuril, una tantum.

Anche questi, così come gli antiinfiammatori e gli altri antibiotici assunti nei mesi precedenti, hanno dato effetti visibili ma effimeri: per alcuni giorni sono cessati bruciori e fastidi, contestualmente ho assistito alla ricomparsa delle erezioni mattutine e spontanee, con aumento generale della libido. Nel giro di nemmeno due settimane l'effetto era nuovamente sparito.

Questa settimana mi sono rivolto quindi a un terzo urologo il quale mi ha visitato e ha praticato l'ecografia su vescica, prostata e reni, prima e dopo la minzione. Non ha rilevato alcunché di anomalo, per fortuna, forse anche perché in quel momento ero in una fase di sintomatologia ridotta. La prostata appariva di dimensioni piccole, non infiammata.

Tuttavia dopo aver ascoltato attentamente la mia storia clinica e la descrizione dei problemi che ho avuto ha concluso con una discreta certezza che si tratta di prostatite abatterica, aggiungendo che non pochi giovani della mia età ne soffrono. Un passo in avanti, visto che i due urologi precedenti (pur di una certa fama) sembravano essere all'oscuro o quasi di questo tipo di problematiche.

La terapia consisterà nell'assunzione di

- integratore DEPROX 500, 2 cp. al giorno per 60 giorni
- levoxacin, 5 giorni al mese per 3 mesi.

Ho fiducia in questo medico e per la prima volta inizio a sperare di poter risolvere qualcosa...