Utente 101XXX
Cari Dottori, dieci giorni fa ho subito un intervento di exeresi e chiusura con i punti di sutura di un sinus pilonidale. I primi giorni post operatori son andati bene, ma dal mercoledì successivo ho avuto febbre a 38 e dolore fortissimo. Il giorno successivo il medico mi ha tolto il drenaggio e ha fatto sì che il pus creatosi dall'infezione potesse venir via dal percorso che seguiva il drenaggio, al di sotto dei tessuti. La febbre si è subito abbassata, il dolore è andato via e il dottore ha cambiato la molecola d'antibiotico. Ma domenica mattina - ieri - mi sono svegliata con un forte bruciore e la garza sulla ferita era sporca di un liquido roseo (sangue misto a pus), che a quanto pare è riuscito a venir via grazie al buchetto del punto da dove hanno sfilato il tampone. Dunque in clinica il dottore mi ha visitata, i punti della mia ferita stanno bene e verranno tolti fra un 4-5 gg. Il dottore ha dilatato una piccola parte della ferita, affinchè si rendesse possibile la fuoriuscita di ulteriore pus. E infatti ciò è avvenuto. E' venuto fuori molto pus e il dott dice che la feritina aperta si cicatrizzerà solo quando non fuoriuscirà più pus (e spero questo avvenga quanto prima!). In generale mi sento meglio, mi sento più agile, non ho bruciori (solo ogni tanto per qualche secondo), la garza è pulita e non ho febbre. Ora ho qualche domanda: credete che la nuova molecola di antibiotico abbia dunque fatto il suo dovere, permettendo al pus di uscire? Sta avendo dunque effetto su di me? Quanto più o meno dovrò aspettare affinchè l'infezione guarisca del tutto? E una volta che tutto sarà chiuso potrei avere un nuovo episodio di febbre o dolore causati da pus che vuol uscire? Ringrazio anticipatamente per la risposta. Cordiali saluti, P.

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[#1] dopo  
Prof. Marco Catani
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gentile signora,

il drenaggio del materiale purulento è in definitiva la cosa più importante.

dovrà essere attentamente valutata l'evoluzione della suppurazione, nei prossimi giorni.

le auguro che finisca tutto qui.

in bocca a l lupo

cordiali saluti
[#2] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
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Gentile Utente,
credo che in Chirurgia non vi sia nulla di più incerto della evoluzione del decorso postoperatorio dell'intervento cui è stata sottoposta; comprenderà quindi la impossibilità di fare previsioni a distanza.
Le procedure alla quale viene sottoposta, pur con i limiti di una valutazione a distanza, sembrano corrette e sono rivolte al tentativo, purtroppo non sempre coronato da successo, di consentire una guarigione "per prima intenzione" della ferita chirurgica, nonostante l'evoluzione suppurativa in atto.
L'insuccesso di questa procedura richiederà di necessità la riapertura almeno parziale della ferita per consentire un più adeguato drenaggio del pus e la guarigione "per seconda intenzione" con medicazioni successive fino alla completa cicatrizzazione.
[#3] dopo  
Utente 101XXX

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Cari Dottori, grazie per la risposta! Allora... spiego meglio il mio caso... già due mesi fa ho avuto un'incisione sulla fistola e la ferita è stata lasciata aperta e zaffata a dovere per un mesetto. Poi si è richiusa. Per poter completare l'opera il medico mi ha comunque consigliato di sottopormi ad un secondo intervento di exeresi. Oggi ho fatto un altro controllo. I punti sono stati quasi tolti tutti. Adesso resta quel piccolo varchetto aperto di modo che il siero continui ad uscire, perchè ne esce ancora in abbondanza. Non è purulento e non è giallognolo o verdastro. E' roseo e abbondante. Il dott dice che ci sono casi in cui il siero continua ad uscire dopo l'operazione e che nel mio caso quella feritina dovrà poi chiudersi da sè una volta finita la fuoriuscita di siero. Io mi chiedo solo se è davvero normale poter avere una situazione in cui esca del siero e sia così abbondante. A cosa è cioè dovuta questa cosa? Inoltre ci tenevo a dire che il dottore non sta zaffando la ferita. La sta semplicemente lasciando aperta. Mi chiedo però se la medicazione con zaffo non arrivi quando non ci saranno più i punti (ho paura all'idea, perchè già so cosa significa!!!). Però mi chiedo anche se sia giusto non zaffare e aspettare la spontanea cicatrizzazione! Grazie infinite per il servizio. Cordiali saluti, P.
[#4] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
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Come le dicevo più sopra, il Chirurgo che la segue sta facendo di tutto per "salvare" la guarigione per prima intenzione. Se non vi sono segni di infezione tutto sommato conviene tentare ancora per un po'.
[#5] dopo  
Prof. Marco Catani
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gentile signora,

esistono due modi per trattare questo tipo di problema:
- il metodo aperto, si incide, si asporta il tessuto e si medica senza chiudere la ferita (prevede un certo numero di medicazioni, risulta un pò fastidioso talvolta doloroso ogni qualvolta ci si sottopone a medicazione);
- il metodo chiuso che prevede sempre l'asportazione del tessuto e poi la ferita viene chiusa, come si dice, per prima intenzione, in questi casi viene utilizzato un drenaggio per permettere la fuoriuscita delle inevitabili secrezioni che si producono in relazione all'intervento.

il fatto che attraverso il tramite del drenaggio stia fuoriuscendo ancora del liquido risulta essere normale ed è anche per questo che il suo chirurgo non zaffa il foro.

cordiali saluti