Utente 111XXX
Gentili dottori, a seguito di un ricovero di quattro giorni mi è stato, come credo di prassi, inserito nel braccio sinistro nella piega del gomito un catetere venoso per la somministrazione di flebo e farmaci (anche antibiotici). Su mia richiesta, visto il fastidio che avvertivo, è stato tolto in anticipo la sera prima delle dimissioni.
A tre giorni da queste ultime il braccio è ancora molto dolorante e alla palpazione la vena in cui era inserito il catetere è piuttosto "dura". il dolore si sta irradiando nelle ultime ore anche verso la zona ascellare. volevo sapere se è normale avvertire tali sensazioni anche a distanza di giorni senza notare miglioramenti particolari.
grazie anticipatamente

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Prof. Marco Catani
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l'incannulazione di una vena (posizionamento di agoannula), risulta pratica molto frequente soprattutto durante ricoveri nei quali sia prevista infusione di liquidi, antibiotici, antidolorifici ed altri farmaci in funzione della patologia da trattare.

questa via venosa, in funzione del numero delle somministrazioni e del tempo, può provocare, sia perchè è un corpo estraneo sia per il suo utilizzo, l'infiammazione della vena in cui è stata inserita (flebite). questa si manifesta inizialmente con un fastidio in corrispondenza della sito di introduzione sia successivamente con un leggero arrossamento della cute in corrispondenza dell'agocannula. questi fastidi una volta rimosso il corpo estraneo dovrebbero tendere a sfumare e a sparire definitivamente, in qualche giorno.

qualora non tendesse a risolversi le consiglio di recarsi dal suo medico curante.

cordiali saluti