Utente 131XXX
Buonasera a tutti. Vi sottopongo brevemente il mio caso.

Ho 23 anni, a 14 anni mi sono operato di varicocele sx con legatura alta.
Ho avuto una prostatite fortissima fino ad un paio di anni fa, adesso la frequenza minzionale è buona e la pesantezza al perineo quasi assente, ad esclusione del post evacuazione. Una cistouretrografia registra un restringimento dell'uretra prostatica.

Da Settembre 2005 soffrivo di fortissimi dolori testicolari bilaterali.
L'ecografia con doppler riscontra la presenza di due scrotoliti di 5 mm, uno per lato, oltre a delle cisti di 4 mm nelle teste di ambo gli epididimi ed una discreta ectasia del plesso pampiniforme sinistro, non reflusso.
L'urologo, inoltre, riscontra una ipermobilità testicolare bilaterale: i testicoli tendono a muoversi molto, manualmente è possibile metterli persino in orizzontale.
E' inoltre presente una lieve falda fluida bilaterale, cioè un idrocele.

L'urologo propone il seguente intervento: resezione bilaterale delle vaginali, rimozione scrotoliti, fissaggio dei testicoli mediante intascamento nel Dartos.

L'intervento avviene in data 3 Maggio, anestesia locale (non spinale).

Il problema è il seguente: subito dopo l'intervento sopraggiungono devastanti dolori al testicolo dx, irradiati all'inguine destro, che provocano anche qualche svenimento dall'intensità.

Dopo pochi giorni, anche il sinistro si mette a duolere violentemente.

Un esame ecografico e una visita parlano di epididimite bilaterale con inspessimento della borsa scrotale destra fino ad 1 cm.

Curato con antibiotici e Nimesulide.

Dopo due mesi di inferno, l'epididimite passa, ma rimangono grossi problemi: il dolore è ancora forte, sia a sinistra che a destra.
Ma mentre il sinistro duole in maniera acuta e a trafitta nella parte inferiore e laterale, con un marcato senso di peso, il destro ha un dolore diffuso, e tende a stare molto in alto. Permangono i dolori radiati all'inguine, lateralmente.
La cosa particolare è la seguente: quando duole il sinistro il destro sta bene, e viceversa. Il dolore è cioè MUTUALMENTE ESCLUSIVO tra i due testicoli.
Quando duole il sinistro, avverto quel senso di peso e lo scroto presenta un leggero ma apprezzabile rigonfiamento laterale di consistenza liquida.
Quando duole il destro, il testicolo tende a risalire verso la base del pene (e duole) e l'emiscroto destro ha un aspetto diverso, più "pieno" rispetto a quando non duole.
L'urologo mi ha spiegato che il sinistro ha un punto di fissaggio nella parte inferiore, dove duole.
E' un disagio diffuso a tutto il testicolo, qualcosa di "intrinseco" al testicolo che è assolutamente insensibile ad ogni antidolorifico, incluso il Tora-Dol.

L'ultima ecografia (di un mese fa) ha il seguente esito:

NORMALE SPESSORE DELLE PARETI SCROTALI E CONTENUTO IDRICO. TESTICOLI REGOLARI IN SEDE, MORFOLOGIA, VASCOLARIZZAZIONE.
CISTI DI 4 MM A CARICO DI ENTRAMBE LE TESTE EPIDIDIMALI.
SI RISCONTRANO BILATERALMENTE PICCOLE AREE FIBROSE A LIVELLO DEL CORPO.
ECTASIA DEL PLESSO PAMPINIFORME IN ASSENZA DI REFLUSSO.

L'ultima Risonanza Magnetica dell'addome inferiore (di un mese fa) ha il seguente esito:

NON SONO APPREZZABILI ALTERAZIONI A CARICO DEGLI ORGANI PELVICI.
E' PRESENTE UNA SOTTILE FALDA FLUIDA IN SEDE MEDIANA SOTTO-RETRO-PUBICA.
NESSUNA ALTERAZIONE IN CORRISPONDENZA DELLA SPONGIOSA DEI SEGMENTI OSSEI IN ESAME.

Gli esami colturali sono negativi.

Poichè è passato del tempo e la situazione stalla, vorrei un vostro parere. Per ora l'urologo mi ha spedito dall'algologo per controllare il dolore.
La terapia è Lyrica 225 mg al giorno con associato Elopram 10 gocce: toglie l'aspetto violento del dolore, ma il problema rimane immutato.
Il disagio/dolore aumenta notevolmente dopo l'evacuazione intestinale.
Voi che ne dite?
Vi ringrazio in anticipo.

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[#1] dopo  
Dr. Diego Pozza
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Caro lettore 13133,

la sua storia può essere la storia classica di chi viene operato per una patologia minimale con il rischio di avere complicanze anche di rilievo.
Io sentirei un altro specialista urologo piuttosto che un algologo
Cari saluti
[#2] dopo  
Utente 131XXX

Iscritto dal 2006
Caro Dottore, anzitutto grazie della risposta così celere.
Chiaramente l'algologo è sono un ausilio, un supporto di background in attesa di prendere decisioni primarie in campo urologico.
Ora, per adesso la tattica del mio urologo è attendista, nel senso di aspettare ancora prima di eventuali terapie o revisioni dell'intervento.

Le vorrei porre delle domande:

1) Possibile che io non sopporti il fissaggio?
2) Qual'è l'influenza dell'ectasia del plesso pampiniforme?
3) E delle cisti epididimali?

Perchè il dolore è proprio meccanico, e sembra originare proprio dalle sedi di fissaggio.
Eventuali aderenze e versamenti di reazione si sarebbero visti con l'ecografia?

Lei pensa che dovrei sentire un altro parere? Qui a Firenze gli urologi non sono molto disponibili, mi hanno liquidato con due pasticche di Voltaren.

Lei mi consiglia qualche centro in particolare, magari qualche contatto a Pisa?
In ogni caso posso andare anche in altre sedi, il mio attuale specialista è di Roma.

Le sarei grato se mi desse qualche consiglio sul da farsi.
Un caro saluto.
[#3] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore,
le situazioni cliniche complesse e "post-chirurgiche" , come la sua , richiedono sempre una attenta valutazione clinica diretta ,con la possibilità di esaminare tutte le indagini cliniche già da lei effettuate, prima di formulare delle ipotesi eziologiche cioè di causa dei suoi problemi. A Firenze ,città che conoscono e dove anche lavoro, vi sono numerosi e validi colleghi pronti ad aiutarla a capire la sua situazione clinica.
Un cordiale saluto.
[#4] dopo  
Utente 131XXX

Iscritto dal 2006
Capisco bene, ma agli ospedali pubblici mi hanno liquidato con Voltaren e Aulin, che sono stati ovviamente inutili...
Mi può dare qualche nominativo?
[#5] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
non capisco il problema.
I Suoi segni e sintomi clinici vanno espressi al Collega Specialista che L'operata!!! Ed aggiungo proprio presso la Struttura (Pubblica? Privata?) dove è stato ricoverato ed operato...
Il Collega "deve" darLe l'ascolto necesario, volente o nolente...
Potrei discutere per ore sulla diagnosi iniziale (che non condivido), sul "timing" operatorio (che non condivido), sulla scelta di tecnica chirurgica (che non condivido), sulla condotta post-operatoria (che nnon condivido), ma non sarebbe di alcuna fattiva utilità, in questa sede ovvio (in altre ..si!).
Non vedo altre soluzioni accettabili. Affermare che a Firenze gli Urologi non siano disponibili mi sembra eccessivo: potre portarLe alcuni esempi di Roma...e cambierebbe idea.
Auguri affettuosi per la pronta risoluzione del problema ed un cordialissimo saluto.
Prof. Giovanni MARTINO

[#6] dopo  
Utente 131XXX

Iscritto dal 2006
Caro Prof Martino, capisco bene il suo punto di vista.
Se Le dico che qui a Firenze non ho trovato supporto, ho i miei motivi, non Le dico quanti ne ho girati qui prima di andare fuori città...
Tornando all'argomento principale, ovviamente esprimo tutti i problemi al mio attuale specialista, però visto che le cose non vanno e che lui non ha molte idee, voglio un secondo parere, perchè così non riesco a fare le mie cose.
Che Lei non condivida le scelte del mio attuale urologo è comprensibile, visti i risultati non le condivido nemmeno io :D .
Però se scrivo qua avrei bisogno di un parere un po' più profondo, anche se siamo solo a livello speculativo, è per farmi un'idea.
Tra l'altro, io volevo proprio venire da Lei, Prof Martino, ma Lei non ritenne fosse il caso, e quindi per ora sono in stallo.
Anche se ha qualche indicazione su centri Urologici o Andrologici a Pisa, è ben accetta.
Grazie degli auguri, saluti affettuosi anche a Lei :) !
[#7] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
condivido le Sue preoccupazioni ma, giunti a questo punto, anche l'atteggiamento in un certo senso "attendista" assunto dal Suo Specialista di fiducia. Non dimentichiamo in fondo che c'è un esame ecografico med addirittura una RM che mostrano reperti praticamente nella norma. Ci credo che il Collega non intende procedere ad una revisione chirurgica...revisione di che? Ciò non toglie, tuttavia, che sia imperativo ricorrere all'utilizzo di farmaci anti-infiammatori e/o antidolorifici. So bene che questa ultima soluzione non Le può essere gradita, ma Le assicuro che non prevede, al momento, alternative.
Occorre molta pazienza e sapersi accontentare anche di piccoli ma graduali miglioramenti della sintomatologia.
A proposito del consiglio che Le ho dato di rivolgersi a Centri della Sua regione, spero che non me ne voglia perchè quel consiglio non significava certo che volessi tirarmi indietro di fronte le Sue necessità. Ci mancherebbe altro. Il consiglio era ed è teso a significare solo una mia totale fiducia nelle Strutture Andrologiche Universitarie di Firenze e Pisa.
Se ha voglia di tenermi informato, mi farà grande piacere.
Ancora auguri affettuosi ed un cordialissimo saluto.
Prof. Giovanni MARTINO
[#8] dopo  
Utente 131XXX

Iscritto dal 2006
Carissimo Professor Martino, mi ritrovo appieno nelle sue parole, e sono il primo a sposare la tattica attendista, anche perchè mica ci si può rioperare senza un obiettivo preciso, ci mancherebbe, d'accordo con Lei al 100%.
Il mio discorso era un altro: vorrei un altro parere sulla situazione, perchè mi viene il sospetto che l'intervento fatto non sia servito a nulla, e quindi è magari necessario indagare altri ambiti che possano dare questi dolori.
Purtroppo il mio attuale stato è molto invalidante: non so, mentre il sinistro è sì fissato ma mantiene, all'autopalpazione, l'indipendenza dalla borsa scrotale, il destro mi sembra troppo, troppo solidale con lo scroto, non c'è quella sensazione che c'è a sinistra di naturale grado di libertà, è proprio solidale (o così sembra).
Per di più che il dolore a destra non è di tipo infiammatorio acuto, è molto meccanico, come da schiacciamento, perchè il testicolo è sempre molto alto, lo devo spingere di continuo in basso con le dita, e poi "mi tira" in una maniera bestiale.
Il tutto associato a nausea, senso di schiacciamento a destra, dolori all'inguine, come se qualcuno, costantemente, me lo schiacciasse verso l'alto.
E nessun farmaco, dei tanti adottati, ha finora minimamente scalfito il problema.
Difatti ho perso circa 6 Kg e sono molto provato, oltreché fermo con lavoro e studio.
Mi sono rivolto ad un algologo in attesa di revisionare il tutto, ma il grosso del problema rimane.

Caro Professore, io desidererei molto venire da Lei, perchè apprezzo molto i suoi interventi qui sul Forum e il suo approccio molto analitico ai problemi.
Anche io andrei più volentieri qui nella mia città, ma non ho trovato nessuno che revisionasse davvero la faccenda...
Non so, ma vedendo come risponde qui sul Forum, credo che potrebbe seguirmi bene, o anche solo dirmi come stanno le cose: condivido molto il suo modo di ragionare e di procedere, oltre all'estrema chiarezza ed onestà verso il paziente. Non voglio qualcuno con la bacchetta magica, anzi tutto l'opposto, ho bisogno di una valutazione onesta e di sapere quali sono le possibili prospettive.
Le sarei davvero grato se mi consentisse di prenotare una visita da Lei, se poi deciderà di non proseguire lo rispetto, ma almeno mi potrà dire chiaramente come stanno le cose. Non Le scriverei mai queste cose se davvero non ne avessi bisogno, e se insisto è solo perchè il suo approccio ai problemi lo condivido al 100% e mi ispira molta fiducia.
Ancora grazie Professore, mi faccia sapere.
[#9] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
Lei è davvero molto cortese. Oltre che un ottimo paziente, vista la mentalità "giusta" con cui sta affrontando i Suoi problemi.
La invito a rimanere in cura presso il Suo Specialista di fiducia. Se si trova a passare da Roma, magari per un week-end, mi farà molto piacere vederLa.
Affettuosi auguri per tutto.
Prof. Giovanni MARTINO
[#10] dopo  
Utente 131XXX

Iscritto dal 2006
Carissimo Professore,
direi che a Roma ci vengo anche troppo spesso, da sei mesi a questa parte, visto che il mio specialista è proprio di Roma :D .
Dal punto di vista logistico a me, quindi, non cambia nulla, la solita oretta di Eurostar e sono lì, lo faccio da mesi, posso farlo una volta in più.
Se Lei crede, prendo appuntamento da Lei per una valutazione.
La stima che ho per Lei è autentica, ci tengo a precisarlo: non mi piacciono i medici nebulosi o quelli che promettono miracoli, mi piacciono quelli onesti e che fanno un quadro analitico della situazione, e sinceri, senza paura di dire che le cose vanno male quando effettivamente è così.
Visto l'abituale stile dei Suoi interventi (oltre al contenuto, che trasuda competenza ed onestà valutativa), mi è sembrato naturale pensare a Lei, tanto anche se rimango con l'attuale specialista, sempre a Roma devo venire.
Per quanto riguarda il mio atteggiamento, sono dell'idea che se il paziente non collabora e non cerca di rimanere lucido nella disamina della situazione, si rema contro al medico. Per me, il mio ruolo di paziente è importante quasi quanto quello del medico, e mi impegno al massimo per rispettare le cure, le prescrizioni, fare subito gli esami, essere preciso nel riferire i sintomi.
Un caro saluto, e grazie tante del supporto.
[#11] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore,
intervengo in questo scambio di affettuosi riconoscimenti e reciproci complimenti solo per dire che il primo passo che deve fare un bravo medico per capire il "dolore" è quello di ascoltare e "credere" ciò che viene riferito dal paziente senza etichettarlo come "nevrotico" . Come sosteneva Paracelso, uno dei nostri padri : "ogni medico deve essere ricco di conoscenze ma non solo di quelle che si imparano nei libri. I suoi pazienti sono il suo libro ed essi non dovranno mai forviarlo od ingannarlo".
Ancora un cordiale saluto.