Utente 795XXX
Egregi Dottori,
ho già scritto di questo argomento 7 mesi fa, ma lo riassumo brevemente. Nell' Ottobre 2007 a 41 anni e ottime condizioni di salute, sono stato operato di adenocarcinoma pancreatico sviluppatosi sulla coda della ghiandola con resezione esente da infiltrazioni neoplastiche e linfonodi sentinella puliti. Da Dicembre '07 a Maggio '08 ho eseguito chemiot. con gemcitabina ed oxaliplatino poi a Giugno radiot. per un mese. Successiva PET-TAC mostrava recidiva vicino al rene sx (ma troppo distante da ciò che è rimasto del pancreas, quindi forse si tratta di una metastasi) più 4 metastasi al fegato. Ho eseguito radioterap. interstiziale e la nuova PET-TAC dava necrosi esterna di una sola lesione epatica. Attualmente sto eseguendo chemioterap. loco-regionale (ho appena effettuato il terzo trattamento su sei) con oxaliplatino ed epirubicina più XELODA 500, 4 capsule al giorno per 14 giorni e sono in attesa di una nuova PET-TAC TB. Circa un mese fa, ho avuto febbre fino a 39,5° con brividi di freddo al suo manifestarsi che non spariva neanche dopo dieci iniezioni di ROCEFIN. Ricoveratomi, la temperatura arrivava al max 38,5° ma senza i brividi. In ospedale mi veniva iniettato tramite port-a-cat 6 fiale di TAVANIC (LEVOXATIN?), ma poichè la coprocoltura, il tampone faringeo, l'urinocoltura e l'emocoltura (effettuata su tre fiale di sangue prelevatomi dalla stessa sede nello stesso momento e con temperatura di 37,5° - non al picco !?!?) davano tutti esiti negativi, venivo dimesso con febbre nulla al mattino e al pomeriggio, ma che tutt'ora sale a 37,3° per poche ore la sera e mi veniva prescritta una cura di 6 gg. di AMOXICILLINA. Ora con la febbricola intermittente, mi è rimasto del muco in gola che comporta tosse e che mi fa "gocciolare" il naso. Con la febbre è comparso un dolore al fianco dx (metastasi epatiche nei segmenti 5, 6, 7 e 8) come se qualcosa dall'interno mi impedisse di riempire totalmente i polmoni o di piegarmi sullo stesso fianco. Inoltre il CA 19.9 è passato da 1000 ante febbre, a >20460 dopo un solo mese!!! Gli altri valori sono: leucociti: 14,5; glicemia:239; azotemia: 21; LDH: 359; CEA: 50,7; sgpt: 31; creatinina: 0,8.Mi ritengo fortunato ad essere ancora quì a godermi la famiglia, ed ogni nuovo giorno è un giorno che non voglio sprecare. Detto questo, le mie domande crude, alle quali spero che qualcuno voglia rispondere regalandomi la tranquillità della verità QUALUNQUE essa sia: E' possibile che in un solo mese una o più neoplasie si siano sviluppate tanto da "voler uscire" dalla loro sede? e se ciò accadesse, che sintomi avvertirei? ed in tale infausta possibilità ci sarebbe ancora qualcosa da fare? e se no, quanto mi resterebbe da vivere?. So che sono domande che fanno paura, ma VI PREGO di aiutarmi a capire cosa mi aspetta, mi renderebbe più sereno e potrei preparare la mia famiglia a sopportare... Vi saluto nella speranza di essere ascoltato (odio l'incertezza). GRAZIE. P.S. se volete la mia e-mail fatemelo sapere.
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Dr. Carlo Pastore
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Caro Amico,

comprendo benissimo la richiesta di sincerità ed io personalmente credo nella completa e piena informazione del paziente. La verità a mio avviso aiuta a combattere meglio il nemico. Le neoplasie pancreatiche in fase diffusiva sono difficili da combattere ma esistono farmaci ad oggi dotati di una certa efficacia. Il protocollo chemioterapico che stai eseguendo mi sembra valido. Certamente siamo anche in presenza di un fatto infettivo da determinare meglio. Esaminerei con più accuratezza il port-a-cath. Può accadere infatti che venga colonizzato da batteri ed in tal caso essi sono difficili da eradicare e si potrebbe dover ricorrere alla sostituzione in toto del dispositivo di infusione. Anche ripetere una urinocoltura non sarebbe sbagliato. Una restadiazione della malattia a mezzo TC total body più cranio con mdc mi pare opportuna. Questo per verificare lo stato attuale di malattia. Trattandosi di una malattia partita dal pancreas verificherei (a mezzo dosaggio della cromogranina A nel plasma) se è presente componente neuroendocrina in modo tale da poter abbinare l'octreotide alla cura attualmente in corso (per ulteriori dettagliate informazioni puoi visitare il sito www.ipertermiaroma.it nella sezione dedicata agli articoli). Sulle localizzazioni di malattia potrebbero essere utili delle applicazioni di ipertermia transcutanea (vedi sempre il sito www.ipertermiaroma.it ). Resto a disposizione, un caro saluto

Carlo Pastore
www.ipertermiaroma.it