Utente 102XXX
gentili dottori, vorrei chiedere un consulto per quando riguarda la fistole pilonidale. In primis se e' indispensabile una operazione e se non decidessi di farla, quali sono i rischi che potrei correre in futuro, premetto che la fistole ha formato del pus e dopo una cura di crema antibiotica e' del tutto sparito il gonfiore ed il dolore, vi è rimasta una piccola apertura dove sono presenti dei peli. Poi vorrei chiedere in cosa consiste la rachianestesia e se ci sono pericoli per questo tipo di anestesia. grazie

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[#1] dopo  
Prof. Marco Catani
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gentile signore,

le conseguenze relative al mantenere la citi pilonidale con la fistola, sono quelle che lei ha già subito: l'infezione e la successiva ascessualizzazione. finchè il suo organismo riesce ad arginare i vari episodi si risolvono con la medicazione locale.

l'alternativa che esiste è quella del trattamento chirurgico che consiste nell'asportazione della cisti con il tramite fistoloso. esistono due tecniche una aperta che prevede delle medicazioni postoperatorie, l'altra chiusa che guarisce per prima intenzione, è possibile però che dopo questa tecnica possa formarsi una infezione che potrebbe provocare l'apertura parziale della ferita fino alle estreme conseguenze cioè arrivare in finale alla prima tecnica.

è una tecnica anestesiologica che tende ad anestetizzare "addormentare", la zona interessata dall'intervento.

per la sicurezza e le complicanze di tale tecnica potrebbe essere più esaustivo un anestesista, solo per questa parte le consiglierei di postare la sua richiesta in area anestesiologica.

cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 102XXX

Iscritto dal 2009
gentilissimo dottore la ringrazio per la sua risposta esaustiva , le porgo un'altra domanda: da cosa dipende la tipologia di trattamento della fistole? se operazione a tecnica aperta o a tecnica chiusa? dal dottore che mi opererebbe o dalla condizione della fistole? E nel caso quale mi consiglierebbe,considerando il caso di una recidiva? grazie
[#3] dopo  
Dr. Stefano Spina
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Premesso che ulteriori notizie in merito puo' chiederle inoltrando la domanda ai Colleghi dell'Area Anestesia di questo stesso sito, posso dirle intanto che la rachianestesia e' un'anestesia loco-regionale che si ottiene iniettando un farmaco nello spazio sub-aracnoideo della colonna vertebrale.
Per quanto rigurda invece l'intervento chirurgico e' ovvio che ogni paziente presenta una situazione diversa, pertanto l'indicazione a operare o meno deve essere valutata non soltanto in base ai sintomi ma soprattutto in base alle caratteristiche singolo caso.
Personalmente, quando le controindicazioni non sono gravi, consiglio il paziente di levarsi il pensiero e di risolvere chirurgicamente cio' che altrimenti puo' causare fastidi, magari a fasi alterne, ma per tutta la vita. E non e' affatto detto che debba per forza ricorrere alla rachianestesia: si puo' benissimo lavorare bene in anestesia locale oppure optare per una generale: ma questo e' compito dell'Anestesista che la seguira'.
Cordiali saluti
[#4] dopo  
Utente 102XXX

Iscritto dal 2009
la ringrazio per la risposta gentilissimo dottore
[#5] dopo  
Prof. Marco Catani
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la tecnica chirurgica direi che dipende fondamentalmente dal chirurgo, a volte anche dal quadro clinico.

in fase acuta si evacua l'ascesso ed inevitabilmente bisogna lasciare aperto per permettere la corretta guarigione.

si può scegliere se una o l'altra quando è in fase di quiescenza (non in fase acuta)

la presenza di una recidiva non pregiudica sulla scelta.

personalmente opto per la tecnica chiusa, come prima scelta.

conta molto però la visita eseguita con il paziente.

cordiali saluti
[#6] dopo  
Utente 102XXX

Iscritto dal 2009
prof Catani la ringrazio per la sua risposta
[#7] dopo  
Prof. Marco Catani
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di nulla, se lo ritiene opportuno potrebbe tenerci aggiornati.

cordiali saluti
[#8] dopo  
Dr. Stefano Spina
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Anche la mia prima scelta, quando il caso lo consente, ricade possibilmente sulla tecnica chiusa. Aggiungo solo un particolare: se l'intervento fosse rimandabile eviti di farsi operare in questi giorni. Il post-operatorio e' infatti spesso lungo e fastidioso, e il caldo estivo non puo' che aggravare questa fase. Meglio, se possibile, rimandare a ottobre.
Cordiali saluti
[#9] dopo  
Utente 102XXX

Iscritto dal 2009
dott Spina la ringrazio del consiglio, sicuramente non lo faro' d'estate , magari in autunno, le auguro una buona giornata
[#10] dopo  
Prof. Marco Catani
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condivido l'opinione del dr. spina.
cordiali saluti
[#11] dopo  
Utente 102XXX

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Dott. Catani ,
La ringrazio per il suo consiglio,non esitero' a rivolgermi a voi per qualsiasi consulenza