Utente 113XXX
Salve, ho 36 anni, e da non meno di due anni soffro di deficit erettile,
in modo più o meno pronunciato. Il problema si manifesta con una difficoltà
a mantenere l'erezione, ma quando essa arriva è comunque "sostanziosa" nella
qualità, ma, purtroppo, anche nell'ambito dello stesso rapporto non è mai
troppo stabile, e non mi consente di avere, appunto, un rapporto soddisfacente.
Inoltre ho la sensazione che col tempo vi siano dei peggioramenti. Le erezioni
notturne, una volta frequenti, ora sono rare.
Ulteriore dettaglio, da ragazzino ho sofferto di criptorchidismo monolatero
curato con intervento chirurgico. Inoltre puntualizzo che non fumo, non bevo,
ho sempre fatto sport.
Solo recentemente (due mesi fa) mi sono finalmente deciso ad andare da uno specialista.
La prima volta mi ha prescritto il cialis da 5 mg e le analisi di cui vi
allego i risultati:

Testosterone: 423.6 ng/dl valori di rif 256-1150

prolattina: 22.9 ng/ml 3-17

FSH: 7.3 mIU/ml 2-15

LH: 3.66 muI/ml 1.1-7.0

PSA: 0.5 ng/ml 0.21-1.72


Dopo un mese di Cialis sono tornato dallo specialista, riferendogli che
oltre ad una erezione più forte non era cambiato granchè dal punto di
vista del mantenimento della stessa. Il problema c'è ancora. Sia nella masturbazione
che nei rapporti sessuali.
Il dottore mi ha prescritto due bustine di Ezerex al giorno ed una compressa
di Cialis da 20 mg ogni 72 ore a prescindere dalla attività sessuale e per
tre settimane. Nel frattempo infatti sono subentrate delle complicazioni
nella mia vita privata, io e la mia compagna ci siamo lasciati. Il dottore dice
che comunque è sufficiente la masturbazione per notare se in seguito alla prescrizione
avrò dei miglioramenti.
Ora io mi domando, e anche se i miglioramenti ci fossero (e me lo auguro con tutta
la roba che devo prendere), dopodichè diventerò un dipendente da questi medicinali?
Cosa fare per scoprire effettivamente quali problemi ho? Devo "fidarmi" di quanto
prescritto dal dottore? Mi consigliate di seguire le sue indicazioni?
Se devo essere sincero ho come l'impressione che lui non mi faccia le domande
giuste, o comunque ho sempre l'impressione che non riesco a spiegargli bene
quali siano i miei problemi. Sto pensando di rivolgermi a qualcun'altro.
Grazie anticipatamente per le risposte che vorrete eventualmente darmi.

Cordialità.

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[#1] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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Caro Utente,credo si giunto il momento di ricorrere ad un approdonfimento del quadro diagnostico senza insistere in soluzioni terapeutiche che vedano come espressione clinica il solo atto masturbatorio o la presenza o meno delle erezioni spontanee...Un andrologo esperto deve avere precise competenze sessuologiche per cui l'idea di cambiare specialista mi sembra condivisibile,anche in considerazione del pregresso criptorchidismo che,pur non giocando un ruolo nel determinismo del disagio sessuale,
deve essere seguito con molta attenzione.Cordialità.
[#2] dopo  
Dr. Diego Pozza
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caro lettore,

personalmente non considero la masturbazione come un modo valido per valutare la funzione erettile di un soggetto.
La stimolazione continua con le proprie dita o con le dita della partner determina un iperafflusso arterioso che si può tradurre in una erezione apparentemente valida ma che viene meno appena le dita cessassero di carezzare-stimolare il pene.
la stimolazione vaginale non ha la stessa "forza" e determinazione delle dita proprie o della partner, anche se sicuramente attiva delle sensazioni psicologiche più intense e quindi ci potrebbe essere un progressivo venir meno della rigidità tanto da rendere inefficace il rapporto penetrativo.
Analoga considerazione per l'uso del Cialis che sicuramente è in grado di determinare un iperaflusso arterioso quindi può migliorare l'erezione ma senza avere "velleità" terapeutiche.
Potrebbero essere considerate altre modalità capaci di farle avere erezioni valide e "sicure". ne parli con il suo specialista
cari saluti
[#3] dopo  
Utente 113XXX

Iscritto dal 2009
Salve. Vorrei puntualizzare che il medico che mi sta seguendo ha più volte ripetuto che per ora, secondo lui, non è il caso di procedere con esami più approfonditi (ecodoppler penieno), dice che ho bisogno di "sbloccarmi", di "riavviarmi" e che il Cialis a quel dosaggio dovrebbe servire proprio a quello.
Per quanto riguarda il mio pregresso problema di criptorchidismo ha sorvolato da subito.
Sono completamente d'accordo che l'atto masturbatorio non può essere troppo indicativo del mio stato di "salute", ma io vorrei risolvere i miei problemi, o perlomeno cercare di farlo, in modo tale da poter intraprendere eventuali nuove relazioni con una certa tranquillità. Ho già deciso di rivolgermi ad un altro medico, ma vorrei, se possibile, da voi un parere su quanto prescrittomi, cioè 3 settimane di Ezerex (due bustine al giorno) e una compressa di Cialis da 20 mg ogni 72 ore. Insomma, so che forse non è troppo corretto, ma vorrei sapere da Voi se un discorso come quello formulato dal mio specialista, cioè il "riattivamento" dei processi che inducono l'erezione a mezzo di un aiuto, cioè il Cialis anche in dosi "importanti" (ricordo che il primo tentativo è stato quello della dose giornaliera di 5 mg), è effettivamente una via percorribile e consigliabile.
Per lo meno prima di procedere sicuramente con altri esami. E se la "cura" prescrittami avesse pure il risultato aspettato cosa succederebbe? quale sarebbe il passo successivo? Io non capisco. Può essere di una certa utilità per la successiva indagine medica constatare che assumendo quei prodotti io subisca effetti positivi? E poi? Questi interrogativi mi assillano.
Vi ringrazio molto per le risposte precedenti, e spero possiate ancora essermi di aiuto.
Saluti.
[#4] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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Caro Utente,lo schema terapeutico consigliato può dare riscontri positivi sul quadro clinico ma,non avendo una funzione curativa,va supportato da una tutela sessuologica e da una diagnosi rigorosa.Se il collega ha
bypassato il criptorchidismo,sicuramente non può annoverarsi tra gli andrologi e,quindi,La invito a trarne le conseguenze.Cordialità.
[#5] dopo  
Dr. Diego Pozza
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caro lettore,

non mi sento di confermare l'ipotesi prospettata dal collega. Cosa significa "riattivare" la circolazione ?
A meno che non ci sia stata una eccessiva "semplificazione" del problema
certe volte una "seconda opinione" diventa importante
cari saluti