Utente 113XXX
Buongiorno, soffro di disfunzione erettile fin dal mio primo rapporto, che ho avuto all'età di 31 anni. Premetto che la mia attuale compagna è la prima partner con cui abbia avuto rapporti sessuali. Aggiungo che anche per lei il sesso è venuto tardi ed ha avuto solo un uomo prima di me. Io ho avuto problemi fin dai primi rapporti. Le prime volte abbiamo tentato di farlo con il preservativo. Nei preliminari andava tutto bene ma al momento di indossarlo perdevo completamente l'erezione. Le cose sono migliorate da quando ha iniziato a prendere la pillola. Riuscivamo ad avere spesso rapporti completi anche se non ha tardato a manifestarsi l'altro problema: l'eiaculazione precoce. Ora, a distanza di 2 anni, la situazione è la seguente: per me “successo” significa avere un rapporto completo ma brevissimo (meno di 5 minuti) in cui lei non riesce assolutamente a provare piacere. Il caso “fallimento” invece si verifica quando dopo preliminari buoni perdo l'erezione poco dopo la penetrazione. Ci sono periodi neri di blocco completo in cui non vi è nessuna erezione neanche nei preliminari, ma si contano sulle dita di una mano in due anni. Poi vi è un ulteriore problema che riguarda la mia compagna. Ha un'estrema difficoltà a lasciarsi andare nel rapporto. Questo succedeva anche con il suo precedente compagno. Le rare volte in cui è durato un po' di più lei non è arrivata comunque al piacere. Assumo Cialis 10mg e Levitra 10mg al bisogno da un anno e mezzo (prescrittomi da un andrologo che ritengo mi avesse trattato un po' frettolosamente) e devo dire che non hanno dato i risultati sperati. Diciamo che con il farmaco riesco ad avere un rapporto, che però come durata e qualità dell'erezione non differisce molto dalle volte in cui va bene senza farmaco. Due mesi fa mi sono deciso a consultare un altro andrologo, il quale ha ascoltato la mia storia e mi ha visitato non rilevando niente che non va. Lui era sicuro al 99% che la causa fosse psicogena. Però per essere sicuri mi ha fatto fare degli esami del sangue completi (emocromo, tiroide, ormonali, urine) e un ecocolordoppler dinamico penieno. Gli esami del sangue sono tutti nella norma (SHBG, prolattina, testosterone totale e libero). L'unico fuori range è l'FSH che è 1.25. Era già più basso anche nel prelievo che avevo fatto l'anno prima, e l'andrologo non gli ha dato importanza. Anche il risultato dell'ecocolordoppler dinamico è assolutamente negativo. La cosa che gentilmente Vi chiedo è: cosa posso fare ora? L'andrologo che mi ha visitato mi ha consigliato di affrontare un percorso di psicoterapia di coppia ed individuale da un bravo psicosessuologo, mentre l'altro di assumere Cialis one day e lasciar perdere la terapia. Secondo Voi posso escludere definitivamente che il problema sia di carattere funzionale? Vi chiedo anche un'ultima cosa: in passato assumevo propecia per la cura dell'alopecia. Potrei riprenderlo? Ci sono controindicazioni ad assumerlo insieme al Cialis?
Grazie per il tempo dedicatomi.

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[#1] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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Caro signore,
FSH basso significa dare una occhiata alla linea seminale (spermiogramnma) che poco ha a che fare con disfunzioni sessulai. Se il problema è psicogeno, e sembra esserlo dai dati che posta, e i farmaci non hanno risultato consulterei un sessuologo. Quanto alla finasteride, controlli prima il seminale, comunque nessuna controindicazione alla assunzione con sildenafil, tadalafil o vardenafil.
[#2] dopo  
Utente 113XXX

Iscritto dal 2009
Grazie per la risposta dottore.
Approfitto della sua disponibilità e le chiedo ancora questo: perchè mi suggerisce di controllare la linea seminale prima di riprendere la terapia con la finasteride? Tenga conto che non abbiamo intenzione di avere figli per il momento.
Grazie.
[#3] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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PADOVA (PD)
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Perchè foinasteride può alterare motilità, perrfchè ha FSH basso. Due fattori di rischio necessitano di uno staoi dell' arte.
[#4] dopo  
Utente 113XXX

Iscritto dal 2009
Grazie per la pronta risposta.

Cordiali saluti.