Utente 950XXX
Vorrei sapere se esistono interazioni tra benzodiazepine, nello specifico il lorazepam e prodotti fitoterapici, tipo tisane sedative e rilassanti con melissa, passiflora, escolzia, valeriana, menta, biancospino, camomilla?
Inoltre se l' introduzione di tinture madri di queste erbe o tisane può aiutare nella disassuefazione del lorazepam, favorevondo così una lenta riduzione del farmaco chimico, che provoca dipendenza.
Ringrazio e porgo cordiali saluti.
[#1] dopo  
Dr. Tommaso Vannucchi
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nessuna interazione degna di nota, i fitoterapici a volte possono essere d'ausilio nel trattamento dei disturbi d'ansia
[#2] dopo  
Dr. Alfredo Vannacci
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Aggiungo alle osservazioni del collega il fatto che alcuni recenti studi dimostrano la capacità di alcuni dei fitoterapici che lei cita (in particolare valeriana e passiflora) di potenziare il legame delle benzodiazepine al loro recettore.
In pratica sono stati descritti sia in laboratorio, sia in clinica effetti di potenziamento.
Le tisane che lei cita dovrebbero essere prive di rischi, ma l'utilizzo di estratti secchi o altre formulazioni concentrate potrebbe potenziare l'effetto del lorazepam.
Saluti
[#3] dopo  
Utente 950XXX

Iscritto dal 2008
Secondo voi potrebbero esserci delle strategie che consentono di poter ridurre l' uso di ansiolitici (lorazepam)e antidepressivi (anafranil), per patologie legate all' ansia, alla depressione, alla somatizzazione consistente in cefalea cronica tensiva ed emicrania ed acufeni, per sganciarsi dalla farmacologia chimica ed operare con la medicina naturale e le medicine non convenzionali, naturalmente cercando di cambiare anche lo stile di vita, per scaricare soprattutto la tensione e lo stress, che, a mio avviso concorrono molto a creare o aggravare queste patologie.
Vi ringrazio e saluto cordialmente.
[#4] dopo  
Utente 950XXX

Iscritto dal 2008
Come mai nessuno mi risponde?
E' forse una richiesta non corretta?
Lo so che è una materia controversa, e chiaramente, in una patologia non ben definita con disturbi di cefalea tensiva cronica con acufeni talvolta pulsanti è difficile definire una terapia. La prima cosa è fare una diagnosi eziologica, ma questo non è sempre possibile, anche nel caso di esami ed analisi sostanzialmente negative, compreso RMN ed ANG-RM con gadolinio e PET.
IN OGNI CASO VI RINGRAZIO PER UNA RISPOSTA.
CORDIALI SALUTI.
[#5] dopo  
Dr. Alfredo Vannacci
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PRATO (PO)
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Scusi per il ritardo.
In effetti alcune strategie, anche non convenzionali, possono esistere (penso soprattutto all'agopuntura e alla fitoterapia), ma come lei nota la materia è controversa, la situazione è delicata, e solo una visita (o meglio una serie di visite) con specialisti competenti potrebbe definire se queste strategie facciano o meno al caso suo.
Cordiali saluti,
[#6] dopo  
Dr. Matteo Pacini
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ALESSANDRIA (AL)
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Gentile utente,

Non mi sembra francamente che il suo disturbo sia ben compensato.
In primo luogo non è chiaro se ha un disturbo d'ansia (quale ?) oppure altri disturbi visto che cita problemi di tipo neurologico/otorinolaringoiatrico e reclama una diagnosi etiologica. Tenga presente che in gran parte delle malattie non si raggiunge la diagnosi etiologica.
Non mi sembra che, se ha una diagnosi di "somatizzazione", abbia compreso che non si tratta di una diagnosi di esclusione o fantomatica, ma del riconoscimento di un tipo di meccanismo cerebrale che produce alcuni sintomi o la preoccupazione su alcuni sintomi.
Anche se esistessero rimedi dall'etichetta a Lei più gradita ("naturale" o "non convenzionale", termini che non significano niente di preciso), rimarrebbe una terapia per lo stesso disturbo. Lei però non riferisce motivi di questa avversione verso le terapie attualmente disponibili, se non questo concetto magico di "chimica" che le assicuro sussiste per qualsiasi cosa che è in natura, visto che la chimica da influenzare è quella del cervello, anche se gli strumenti fossero l'agopuntura o le onde magnetiche.