Utente 114XXX
Salve, sono un ragazzo di 25 anni e vi scrivo per un consulto riguardante degli episodi di svenimento che ho avuto nel corso degli ultimi 2 anni. Praticavo nuoto in piscina e circa 1 anno e mezzo fa dopo un allenamento, mentre facevo la doccia ho sentito delle vertigini e la testa vuota dopo di che mi sono seduto ho sentito un forte fastidio agli avambracci sono svenuto ed ho vomitato. Questo è stato il primo episodio nella mia vita di svenimento e dato che avevo mangiato circa 3 ore prima e in piscina era già capitato ad altri di sentirsi male non ho fatto accertamenti. Tutto si è ripetuto circa 6 mesi fa quando sempre dopo un allenamento in piscina ho avuto gli stessi sintomi però stendendomi ed alzando le gambe mi è passato tutto nel giro di 10 minuti. Dopo questo secondo (quasi) svenimento ho effettuato dei controlli e sono stato ricoverato per 1 settimana dove mi hanno fatto elettrocardiogramma, holter, ecocardiogramma analisi del sangue, ecografia addominale ecc . Da tutti questi controlli non è risultato nulla, ma mi hanno diagnosticato una steatosi epatica media dovuta alla scorretta alimentazione e al sovrappeso dato che pesavo 105Kg e sono alto 1,88, ma questo non ha niente a che fare con gli svenimenti. Spaventato dalla steatosi ho fatto una dieta ferrea ed ho perso circa 20Kg in 3 mesi, anche se non ho seguito alla lettera i consigli del dietologo e forse ho esagerato un po’ nell’evitare determinati cibi. L’episodio più preoccupante l’ho avuto 1 mese fa, infatti mentre ero in campagna appena finito di mangiare senza neanche accorgermene sono svenuto da seduto e mi sono ripreso appena gli amici mi hanno steso. Da qui sono iniziati un’altra serie di accertamenti, questa volta anche dal punto di vista neurologico, quindi ho effettuato: tac e risonanza magnetica all’encefalo, elettroencefalogramma e risonanza al midollo spinale ma non è risultato praticamente nulla. Arrivo finalmente al dunque, ieri ho effettuato il tilt test e dopo avermi dato una pillola da masticare e far sciogliere sotto la lingua, i nitrati (penso), si è verificata la sincope con una bradicardia e asistolia di circa 3 secondi, l’hanno definita sincope vasovagale di tipo 2b se non erro, purtroppo non ho ancora il referto. A questo punto volevo chiedervi se è una patologia grave e se l’ultima sincope che ho avuto praticamente senza particolari sintomi può essere ricondotta a questo. Il cardiologo mi ha detto che può essere dovuta alla dilatazione gastrica dopo aver mangiato velocemente. Le sincopi che ho avuto in piscina avevano dei sintomi molto marcati rispetto a quella che mi hanno provocato con il tilt test ed a quella avuta in campagna. Voi cosa ne pensate? Quali precauzioni si possono prendere per evitarle?

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[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
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Gentile utente, la sincope vasovagale di tipo 2b viene detta cardioinibitoria, in quanto durante l'esecuzione del test si è determinato oltre ad un abbassamento della frequenza cardiaca una riduzione contemporanea o successiva della pressione arteriosa dovuta ad un alterata regolazione del sistema nervoso vegetativo causata da una ipereattività del nervo vago. Purtroppo, una volta raggiunta la diagnosi, non vi sono grossi rimedi terapeutici se non cercare di prevenire le crisi, che in genere il paziente riesce a riconoscere, con manovre preventive, ad es. sdraiarsi e sollevare le gambe, oppure allenarsi progressivamente a mantenere per lungo tempo la stazione eretta, evitare luoghi caldi e affollati, bere molta acqua ed incrementare l'introito di sale nell'alimentazione. In conclusione, la sua situazione è allo stato benigna e meritevole di alcune indicazioni che avrà certamente al momento del ritiro del referto.
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 114XXX

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La ringrazio per la celere risposta, volevo anche chiederle se fare attività fisica può peggiorare o migliorare la situazione.
Grazie
[#3] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
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Meglio eseguire sport all'aria aperta che non acquatici accuratamente evitando le ore di calura e stati di disidratazione.
Saluti