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Discopatia cervicale c5/c6 e c6/c7: che fare?

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  1. #1
    Utente donna
    Iscritto dal
    2009

    Discopatia cervicale c5/c6 e c6/c7: che fare?

    Egregi dottori,
    nel settembre 2001 feci su indicazioni del neurochirurgo uns RNM (tratto cervicale). L'esito della RNM evidenziava "un po' rettificata la fisiologica lordosi; in C5-C6 protrusione del disco intersomatico a largo raggio di curvatura prevalente a dx che impronta l'astuccio durale sottraendo discreta parte degli spazi liquorali perimidollari, senza improntare significativamente il midollo." Nel giugno 2002 venni sottoposta a intervento di neurolisi (compressione del nervo mediano dovuta a sindrome del tunnel carpale).
    A febbraio 2009, dopo una brutta influenza, è ricomparso il formicolio alla mano dx, accentuato da dolore simile a crampi ai muscoli del braccio( prima deltoide, poi tricipite, bicipite e infine l'avambraccio in maniera progressiva), nausea e rigidità del collo. Ho fatto nuove EMG e RNM.
    EMG: "rallentata la velocità di conduzione sensitiva del nervo mediano di dx; allungata la latenza distale della conduzione motoria; al muscolo deltoide di dx si registra alla contrazione volontaria max un tracciato di transizione poco ricca; segni di denervazione parziale nei distretti muscolari corrispondenti al territorio radicolare di C5 a dx"
    RNM: "rettificata la lordosi cervicale: C3-C4 piccola protrusione mediana che impronta l'astuccio durale; C5-C6 disco ridotto in spessore presenta alterazioni degenerative ed ernia a largo raggio prevalente in sede mediana, paramediana dx, associata ad appuntimenti artrosici retrosomatici che comprime l'astuccio durale, sottrae gli spazi liquorali perimidollari e impronta lievemente il midollo; C6-C7 disco che presenta ernia paramediana dx estrusa inferiormente che comprime l'astuccio durale e sottrae gli spazi liquorali perimidollari".
    Il 15/04 il chirurgo disse che la cervicobrachialgia era forse associata una radicolite risolvibile con l'uso per 30 gg di un collarino morbido, assunzione di Nicetile fl. x 10 gg e Sirdalud 1/2 compr. alla sera. Ho effettuato anche 10 sedute di laser terapia e idrokinesiterapia. Risultato? In un mese esatto sono peggiorata al punto di non riuscire nemmeno più a tenere una penna in mano, o a flettere normalmente il braccio e a dormire sì e no 2 ore per notte. Ho preso per 10 gg. antinfiammatori cortisonici ma il sollievo è stato momentaneo e non risolutivo. Ho rivisto il chirurgo d'urgenza e lui era fortemente stupito, direi anche scettico e dubbioso, sull'intensità del mio dolore e d’emblée ha deciso di programmare ricovero per microdiscectomia. Possibile che abbia sottovalutato l’entità dell’ernia? E cmq il mio dubbio è: microdiscectomia o laminectomia o foraminoscopia o coblazione? gabbie in titanio? protesi dinamiche? sono confusa, spaventata, titubante. Sono una gran lavoratrice e amo il mio lavoro. Dover rimanere a casa così a lungo senza aver ancora risolto il problema mi provoca grave disagio psicologico. Senza considerare l’imbarazzo e il dolore di non riuscire quasi + ad usare braccio e mano dx. Spero in un Vs. consiglio e nel Vs. conforto



  2. #2
    Indice di partecipazione al sito: 73 Medico specialista in: Neurochirurgia

    Risponde dal
    2008
    Gentile Utente,

    dato che la sintomatologia persiste ed è invalidante è indicato il trattamento chirurgico.
    L'indicazione a trattare lo spazio C5-C6, C6-C7 o entrambi è possibile darla solo visionando la RMN e visitandola.
    A mio parere, l'intervento indicato nel suo caso è l'approccio anteriore con discectomia ed osteofitectomia. Nello spazio che si viene a creare generalmente è inserita una cage (gabbietta)per mantenere l'altezza dello spazio discale e favorire la fusione.
    I dischi inervertebrali hanno una funzione essenzialmente di ammorizzatore biologico per cui non vedo l'utilità di utilizzare delle protesi dinamiche.
    Le sconsiglio la laminecomia e le altre procedure.
    Cordiali saluti,


    Dr Paolo Perrini
    Neurochirurgia Universitaria,
    Ospedale "Santa Chiara", Pisa.

  3. #3
    Utente donna
    Iscritto dal
    2009
    Gentilissimo dottore,
    La ringrazio infinitamente per la celere risposta. Mi sento rassicurata. Quello di cui non mi capacito è la progressione incredibilmente celere della mia patologia. E' possibile passare da qualche dolore notturno alla situazione attuale (non riesco a tenere nemmeno lo spazzolino da denti) nel giro di 4 settimane? Ho appena ritirato l'esito della Tac che il chirurgo mi ha consigliato per cercare di evidenziare ove vi fossero peggioramenti e se fosse possibile individuare quale delle due ernie sia la "responsabile di tutto questo".
    Il referto recita:
    in C5-C6 sono presenti alterazioni degenerative disco-vertebrali con netta riduzione in spessore del disco e voluminosa protrusione disco-somatica a discreta componente osteofitosica, che comprime l'astuccio durale in modo più evidente in sede mediana paramediana dx, sottrae gli spazi liquorali con lieve impronta sul midollo. il disco C6-C7 presenta ernia paramediana e preforaminale dx, estrusa inferiormente ove comprime l'astuccio durale e riduce gli spazi liquorali perimidollari.
    A parte che sembra la "brutta copia" della RNM di cui avevo riportato sopra la refertazione (e che avevo fornito al radiologo della Tac).. non mi pare che illumini in modo inequivocabile la situazione e purtroppo, nonostante nelle ultime settimane mi sia impegnata molto, non ho ancora una cultura medica tale da saper studiare le immagini.
    Lei scrive che si possono operare entrambe, mentre il chirurgo, a parte non avermi accennato per nulla all'inserimento di una gabbietta (è un optional??), mi ha detto che si DEVE OPERARE SOLO QUELLA CHE CAUSA L'INVALIDITA'. Esistono diverse linee di pensiero o forse dovrei consultare un altro esperto?
    Sentitamente e "confusamente", ringrazio.




  4. #4
    Indice di partecipazione al sito: 73 Medico specialista in: Neurochirurgia

    Risponde dal
    2008
    In realtà un parere valido può averlo solo il medico pratica la visita e vede la documentazione radiologica. Il fatto che si possano operare entrambe non significa che si debbano operare entrambe.
    Cordiali saluti,


    Dr Paolo Perrini
    Neurochirurgia Universitaria,
    Ospedale "Santa Chiara", Pisa.

  5. #5
    Utente donna
    Iscritto dal
    2009
    La ringrazio molto per la cortesia e colgo l'occasione per scusarmi se il mio tono Le sia sembrato inopportunamente polemico. A volte sapere qual è la soluzione del problema è destabilizzante quanto non saperlo. Ne aprofitto per chiederLe un'ultima delucidazione: a Suo avviso, potranno esserci recidive un domani?
    Cordiali saluti, Serena.



  6. #6
    Indice di partecipazione al sito: 73 Medico specialista in: Neurochirurgia

    Risponde dal
    2008
    Gentile Serena,

    le recidive del livello trattato sono rare. Qualora si decida di trattare solo un livello occorre tener conto che il livello non trattato potrebbe essere la causa di problemi in futuro.
    Cordiali saluti,


    Dr Paolo Perrini
    Neurochirurgia Universitaria,
    Ospedale "Santa Chiara", Pisa.

  7. #7
    Utente donna
    Iscritto dal
    2009
    Le sono davvero grata per l'attenzione e la gentilezza dedicatami. Buon week-end.
    Serena




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