Utente 114XXX
Buongiorno.
In data 16 aprile 2009 il mio compagno di 24 anni è stato operato d'urgenza per tumore al testicolo sinistro che durante l'operazione gli è stato asportato.
da pochi giorni sono arrivati i risulati della biopsia che ha evidenziato che il tuomore era maligno per il 60% e vascolarizzato.

ieri abbiamo effettuato una visita dall'oncologo il quale ci ha presentato 3 strade da prendere:

1-operare e togliere tutti i linfonodi presenti sulla spina dorsale
2-eseguire 2 cicli da 10 giorni ognuno di chemioterapia e ridurre così al 3% al possibilità che tornino altri tumori
3-fare mensilmente tac e analisi del sangue per i prossimi due anni e ogni 2 mesi per i successivi tre anni con il 20% di probabilità che torni un altro tumore.

credo sia importante dire che sia il padre che la madre del mio compagno sono morti di tumore al seno e di leucemia(nel caso la familiarità in queste patologie sia importante)e che i risultati della tac e delle analisi del sangue effettuati dopo l'operazioni sono tutti nella norma.

i nostri dubbi a quest punto sono questi:
-effettuare una tac al mese può portare a problemi a lungo o breve termine? l'oncologo non ci ha parlato di problemi in merito ma abbiamo letto su internet che ci può essere aumento di malattie tumorali e danni biologici al dna causati dalle radiazioni. che altri problemi possono verificarsi?
-c'è la possibilità che si formi un tumore nell'altro testicolo?
-nel caso decidiamo di fare la chemioterapia c'è rischio per la fertilità? e facendo le tac?
consigliate di fare un prelievo di seme in ogni caso?

grazie a tutti per l'attenzione
Giulia
[#1] dopo  
Dr. Carlo Pastore
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Cara Giulia,

occorrerebbe una trascrizione completa dell'esame istologico per un parere più preciso. In linea di massima io opterei per 2 cicli di chemioterapia adiuvante (PEB). Precauzionalmente farei anche prima della terapia la crioconservazione del seme. Nelle neoplasie del testicolo a componente mista (come immagino che sia se è stata prospettata una terapia adiuvante) è molto efficace un approccio con 2 cicli di terapia medica. Sempre in linea generale ti dico poi per tranquillizzarti che le neoplasie testicolari hanno una prognosi e delle prospettive di guarigione completa senza recidive ottime.

un grande in bocca al lupo ed un caro saluto

Carlo Pastore
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[#2] dopo  
Utente 114XXX

Iscritto dal 2009
La ringrazio per la risposta.
Purtroppo non ho l'esame istologico sotto mano perchè l'oncologo ha tenuto tutta la cartella.

Ricordo che la massa tumorale era di 5x3.5x3.5 cm, per il 60%maligno e per il 40% benigno ed era presente vascolarizzazione. purtoppo a memoria non ricordo altro.

L'oncologo ci ha consigliato di non attuare nessuna terapia ed eventualmente fare tre cicli di chemioterapia appena si ripresenta un nuovo tumore.

Io farei subito i due cicli di chemioterapia ma il mio ragazzo è più propenso a seguire il consiglio dell'oncologo che ce l'ha in cura...

lei ha detto che per questo tipo di tumori ci sono ottime prospettive di guarigione completa senza recidive.. ma intende nel caso vengano fatti subito i due cicli di chemioterapia?

L'oncologo con cui abbiamo parlato ci ha parlato di due cicli di chemioterapia da 5 giorni, pausa per il fine settimana e poi altri 5 giorni e ancora pausa, stop per una settimana e poi ancora così. ha detto inotre che è una terapia molto debilitante per il corpo e causerebbe perdita di capelli, vomito incontrollato, impossibilità di fare più o meno tutto durante tutta la durata del trattamento. purtroppo oltre a queste informazioni non ci ha spiegato niente di più scientifico quindi non so dirle se il tipo di chemioterapia che ci ha consigliato lei sia la stessa.

nel caso sia diversa cosa comporterebbe quella che ci ha consigliato lei?

la ringrazio per le attenzioni
Giulia
[#3] dopo  
Dr. Carlo Pastore
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Cara Giulia,

in linea generale (non posso purtroppo essere più preciso senza l'istologico dettagliato) come ti dicevo le neoplasie testicolari sono molto ben trattabili ed hanno un tasso elevato di guarigioni complete. La chemioterapia suggerita è a scopo precauzionale. si tratta di una cosiddetta terapia adiuvante che serve ad eliminare quelle che viene definita malattia minima residua cioè eventuali poche cellule malate residuate dall'intervento. Il suggerimento di farla da parte dell'oncologo presuppone la sua probabile opportunità nel caso descritto. Credo che quella proposta come terapia sia proprio il PEB (cisplatino etoposide e bleomicina), ma gli effetti collaterali non sono così devastanti (soprattutto per il fatto che se ne devono fare poche somministrazioni). Gli effetti erano quelli descritti prima che nella moderna oncologia facessero la loro comparsa ottimi antidoti contro gli effetti collaterali. La chemioterapia non sarà la pappa reale ma neanche il demonio che spesso si dipinge.

Resto a disposizione, un caro saluto

Carlo Pastore
www.ipertermiaroma.it