Utente 114XXX
Buongiorno,

ho avuto in 3 giorni fa un attacco di colica con forti dolori sul lato destro alla fine del costato che si irradiavano su tutta la parte destra ed in parte sulla schiena, dopo un attesa di circa 1 ora senza miglioramenti, mi sono visto costretto a recarmi al pronto soccorso più vicino dove mi hanno prontamente effettuato esami del sangue, elettrocardiogramma, radiografia e per ultima un ecografia. Sono stato trattato tramite agocanula con un cocktail di Buscopan, Teradol ed un altro farmaco di cui non ricordo il nome e dopo circa un ora i dolori si sono attenuati. Dall'ecografia è risultata la presenza di diversi calcoli di piccole dimensioni nella coliciste a cui a quanto pare il medico di turno a dato la responsabilità della colica.
Mi volevano ricoverare per successiva operazione chirurgica, ma cercando di capire quanto fosse urgente il ricovero con successiva operazione, il medico di turno mi ha fatto capire che non si trattava di un urgenza improrogabile (in quanto i calcoli anche se diversi erano di piccole dimensioni).
Quindi ho preferito firmare ed uscire.

Attualmente dovrò effettuare delle diagnosi conoscitive, secondo la vostra esperienza è sufficiente una ecografia o sarebbe meglio una colangio rm?
Per adesso ho semplicemente dei leggeri fastidi nella zona sottostante il costato, sto cercando di effettuare una dieta povera di quegli elementi che possono accentuare il problema e nel contempo ho iniziato una cura di Ursobil 300 una pasticca prima di coricarsi (per sperare di dissolvere i calcoli presenti), posso fare qualche altra cosa prima delle prossime analisi?

Ringraziando, attendo vostro cortese riscontro.

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[#1] dopo  
Dr. Andrea Favara
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Da quanto scrive ha avuto una colica biliare documentata con ecografia,nel qual caso non sono necessari ulteriori accertamenti e la terapia è la colecistectomia. Auguri!
[#2] dopo  
Utente 114XXX

Iscritto dal 2009
Ahi! Non credevo fosse così urgente?!? Quindi ritiene che la cura tramite Ursobil 300 per provare a disgregare i piccoli calcoli non sià sufficiente?

Lei parla di colecistectomia, perchè non di laparoscopia colicistica?

Ringraziando, attendo cortese riscontro.
[#3] dopo  
Dr. Andrea Favara
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La colecistectomia pup' essere differita, non è urgente, tuttavia maggiore è l' attesa, magigor ela possibilita' che compaiano altre coliche o le complicanze della colelitiasi.
La colecistectomia in genere viene eseguita per via laparoscopica.
La somministrazione di acidi biliari non è considerata una terapia della colelitiasi.
[#4] dopo  
Utente 114XXX

Iscritto dal 2009
Grazie Dottore per le celeri risposte, capisco che la colecistectomia rappresenta l'azione risolutiva, ma non crede che sia possibile un approccio medico-farmacologica con acido ursodesossicolico, come le dicevo io sto usando Ursobil 300 e vitamina C. nella speranza di evitare l'intervento?

Grazie ancora.
[#5] dopo  
Dr. Andrea Favara
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Il problema non è quello che credo io, il fatto è che le linee guida internazionali non considerano cio' che lei indica una terapia adeguata ed efficace, questo perchè, in sintesi, in presenza di calcoli alla colecisti la malattia non è 'il sasso' ovvero il calcolo: il calcolo è la conseguenza di una colecisti malata che richiede di essere asportata mendiante colecistectomia per curare adeguatamente il paziente. Qualora si 'sciogliessero o frantumassero i calcoli con sostanze chimiche o onde d' urto, ammesso che si ottenga la scomparsa dello stesso, nel 100% dei casi si riformerebbero nuovi calcoli per lo stesso motivo che si sono formati i primi.
[#6] dopo  
Prof. Marco Catani
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gentile signore,

il messaggio che in più di una risposta le ha correttamente fornito il collega favara è che in tutto il mondo una colecisti contenente calcoli, che ha dato segno di se (la colica biliare) di per se ha una precisa indicazione chirurgica. la terapia medica con acidi biliari ha una percentuale di successo (scomparsa dei calcoli) estremamente scarsa in soggetti che hanno un determinato tipo di calcoli (calcoli puri di colesterolo), pochi di questi poi rispondono alla terapia.

nonostante tutto, anche questo è stato affermato da favara, cioè che dopo aver rimosso con le medicine i calcoli in realtà rimane il vero problema e cioè la colecisti malata che "costruisce" i calcoli, questo vorrebbe dire che qualora rientrasse in quella piccolissima percentuale di quei pazienti che dopo molto tempo hanno rimosso i calcoli con la terapia medica, dovrebbe continuare assumere questi farmaci per tutta la vita.

senza contare il concreto rischio di complicanze della litiasi della colecisti tra cui la colecistite acuta e quella più grave rappresentata dalla pancreatite acuta, più frequente proprio in quei pazienti portatori di microlitiasi della colecisti.

senza dubbio bisogna mettere sul piatto della bilancia l'intervento, che, come tutti gli interventi ha i suoi rischi, ma che, se eseguito in un centro universitario od ospedaliero dove ne vengono eseguiti un gran numero, risultano comunque molto contenuti.

cordiali saluti
[#7] dopo  
Utente 114XXX

Iscritto dal 2009
Gent.mo Dott. Catani,

la ringrazio molto per la sua esaustiva risposta, come avrà visto dal mio profilo utente io abito a Roma, secondo la sua esperienza posso/devo effettuare una visita di controllo (ecografia, colangio rm ???) per sicurezza oppure devo già richiedere una prenotazione per l'intervento in laparoscopia?

Considerando il mio caso saprebbe consigliarmi un ospedale dove effettuano in maniera "sicura" tale intervento (e magari lo stesso chirurgo)?

Secondo la sua esperienza e considerando le file che ci saranno all'eventuale prenotazione, crede che con il referto del pronto soccorso che attesta una diagnosi di colica biliare in paziente con calcoli alla coliciste con consiglio di ricovero (anche se rifiutato) ho possibilità di prenotare con una certa urgenza (magari senza aspettare diversi mesi?)

Peraltro dovrò effettuare un viaggio in aereo nel fine settimana di 3 giorni, mi consiglia di portare solamente del Buscopan e Ursobil300 con me e sopratutto posso effettuare questo viaggio?

Grazie ancora per la disponibilità dimostrata.

[#8] dopo  
Prof. Marco Catani
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gentile signora,

il consiglio che abbiamo già dato è quello di entrare mentalmente nell'idea di farsi visitare da un chirurgo, esperto anche di tecniche miniinvasive (laparoscopia).

proprio perchè abita roma, ho difficoltà a proporle una struttura oltre a quella in cui lavoro, viceversa le avrei consigliato il dr favara se avesse abitato a como e non perchè ha riposto per primo alla sua richiesta!

esistono nella capitale numerose strutture universitarie ed ospedaliere in grado di poter soddisfare le sue esigenze terapeutiche.

potrebbe rivolgersi per esempio, ad una struttura vicino alla sua abitazione, consideri che i tempi di degenza sono limitati a pochi giorni.

per quanto riguarda il suo viaggio, francamente non posso darle alcun consiglio, suppongo, solo per citare l'ipotesi più negativa, che nel posto dove andrà, ci saranno strutture sanitarie in grado di poterle dare assistenza. i farmaci che ha citato non sono antagonisti visto che uno è un antispastico e l'altro come le abbiamo già detto avrebbe la funzione di, in un lontano futuro, qualora funzionasse, "sciogliere" i calcoli. un consiglio molto più appropriato, in tal senso, potrebbe fornirlo il suo medico curante.

cordiali saluti