Utente 113XXX
Gentili Dottori,

stamattina ho effettuato una visita cardiologica dettata dalla volontà di sincerarmi delle condizioni del mio giovane cuore, il tutto sulla base di due constatazioni che da un po’ di tempo mi preoccupano (faccio presente che ho una storia familiare costellata da cardiopatie):

1)accade da qualche mese che, spesso dopo cena ma anche nell’intero arco della giornata, avverto delle extrasistole.
2)ho sempre fatto sport, di tutti i tipi, a livello agonistico e non, fino a ormai quasi 4 anni fa, quando ho smesso totalmente ogni tipo di attività fisica, a “favore” di una vita sedentaria dedicata completamente allo studio. Da un paio di mesi sto cercando di riprendere un minimo di forma fisica attraverso una moderata attività di footing e qualche tiro a canestro, ma non appena mi produco in uno scatto da fermo o in uno sforzo da resistenza, avverto subito palpitazioni pesanti e, a seguire, molta difficoltà nel recupero. Faccio un esempio: l’altro giorno sono uscito per fare una corsetta di (esattamente) 11 minuti. Premettendo che mi sono impegnato per resistere 11 minuti e tralasciando il fatto che già dopo 1 minuto mi sentivo in debito d’ossigeno, tornato a casa e dopo una bella doccia ho notato, ascoltandomi il polso, che anche dopo un’ora dallo sforzo la frequenza cardiaca era più alta del normale.

La visita che ho fatto (per la precisione visita + ECG) era volta appunto a verificare la condizione non patologica delle extrasistole e a capire se, parliamoci chiaro, a vent’anni è normale fare tutta questa fatica durante e dopo uno sforzo fisico, tenuto ovviamente conto dei 4 anni di stop.
Il cardiologo ha effettivamente riscontrato un paio di anomalie. Purtroppo non riesco a decifrare la grafia del medico, comunque a voce mi ha detto

a) con un certo scetticismo che l’ECG rivela, salvo quel margine di errore tipico di un esame di questo tipo, un possibile aumento di massa muscolare, da scongiurare con un ecocardiogramma + color dopler. Ha aggiunto anche che secondo lui non ho nulla di tutto ciò e che l’esito dell’ECG è viziato dal margine di errore dell’apparecchiatura.
b) che all’auscultazione si evidenzia un “click” della valvola mitralica, udibile meglio da seduto, imputabile ad una eccessiva lunghezza di uno dei lembi della stessa. Lui mi ha detto per farmi capire che ho un “difetto di fabbrica” e che in pratica la valvola ha un tempo di apertura leggermente superiore a normale, ma che anche da questo punto di vista la mia situazione non è preoccupante.

Venendo al motivo per cui richiedo questo consulto a voi, mi pare che il medico sia stato un po’ vago nello spiegarmi cos’ho, soprattutto dopo essersi accorto della mia tendenza ipocondriaca. Pertanto vi chiedo: se le ipotesi descritte in a) e in b) si rivelassero fondate a cosa vado in contro? Cioè in altre parole, una persona affetta da aumento di massa muscolare cardiaca e difetto della valvola mitralica cosa deve fare? Il testamento o ci sono altre soluzioni?

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Dr. Vincenzo Martino
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Gentile utente.....per il testamento c'è tempo!!! Stai tranquillo!

Tornando a discorsi più scientifici, ciò che probabilmente si è riscontrato al tuo elettrocardiogramma è un aumentato voltaggio delle onde elettriche del tuo cuore, fenomeno "fisiologico" compatibile con un torace giovane e magro, ma in taluni casi "patologici" segno invece di un ispessimento del muscolo cardiaco come avviene nei soggetti ipertesi. A mio avviso il collega propende per la prima ipotesi, più logica per un soggetto della tua età. Alla visita invece, forse anche per la conformazione del tuo torace, si possono auscultare con maggior precisioni i rumori generati dalle valvole cardiache, ma anche in questo caso il "click" potrebbe essere un fenomeno del tutto "benigno" e non legato necessariamente ad una patologia, in primis il prolasso della valvola mitralica. Infine, visto che comunque si sono generati dei dubbi diagnostici, ti consiglio di effettuare un ecocardiogramma, che svelando appieno l'anatomia del tuo cuore, permetterebbe di ottenere rapidamente una diagnosi definitiva.
Saluti