Utente 196XXX
Innanzitutto grazie per il vostro importante contributo, racconto la mia storia:
la mia ragazza a metà luglio va dalla ginecologa per delle perdite vaginali che precedono e susseguono uno scarso flusso mestruale. Da una prima visita sembra che le perdite siano dovute a candida, ma la dott.ssa non ha certezza. In attesa di conferma “ci” prescrive dei lavaggi con micoschiuma-p (una settimana al mese per cinque mesi) e del diflucan: due pillole da assumere entrambi poiché secondo il suo parere sono un portatore asintomatico. Premetto che io non ho mai avuto problemi di alcun tipo e che la mia ragazza non ha mai avuto rapporti con altri uomini.
Inoltre vorrei riferire che a giugno siamo stati in una località termale e che abbiamo “affittato” accappatoi e asciugamani del centro termale.
Comunque…a settembre decidiamo di iniziare la cura. Convinti che la cura avesse risolto il problema, decidiamo una sera di avere rapporti. Nonostante ci sia stata una sola penetrazione non protetta, comincio ad accusare già dopo qualche ora un leggero formicolio al glande. Capisco di aver fatto una cavolata: forse avrei dovuto aspettare la certezza della risoluzione del problema. L’indomani difatti mi sveglio con il glande biancastro, irritato,con la corona vistosamente violacea, con un forte prurito e bruciore diffuso sotto il prepuzio(arrossato), inoltre il meato uretrale si presentava in superficie rigonfiato, come se si fossero formate due labbra. Oltretutto per qualche tempo dopo ho accusato dolore generalizzato (come se mi avessero dato un calcio allo scroto) e difficoltà ad urinare. Leggendo i vostri interventi su MEDICITALIA decido di rivolgermi a un dermatologo-venerologo. Il dottore mi tranquillizza assicurandomi che non ci sono segni di MST ma di una forte dermatite da contatto. Mi prescrive dei lavaggi col detergente fluido CETAFIL e con SOAGEN latte. Il problema sembra si sia risolto col tempo. I dolori sono spariti, il prurito è svanito e la minzione è ritornata normale; tuttavia la zona attorno al meato è rimasta leggermente arrossata, inoltre i due rigonfiamenti attorno al meato (quelli che assomigliano a “due labbra” ) non sono passati. La mia preoccupazione è che, durante la visita, il dermatologo non abbia notato i rigonfiamenti perché il pene si era ristretto per il mio forte imbarazzo, e che per tale motivo non abbia potuto comprendere il problema a fondo. Cosa devo fare? Quali prodotti posso utilizzare per eliminare il leggero arrossamento e far ritornare la pelle attorno all’orifizio normale? Vi ringrazio anticipatamente.

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[#1] dopo  
Dr. Luigi Laino
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Gentile utente,
nell'ipotesi che persista una situazione connessa con una infezione batterica, le consiglierei un nuovo videat dermato-venereologico, che potrà essere, questa volta, corredato di esami strumentali specifici per dare nome e cognome alla sua situazione.
Cari Saluti.
Dott. Luigi LAINO
Dermatologo e Venereologo, ROMA
[#2] dopo  
Utente 196XXX

Iscritto dal 2006
Dott. Laino,la ringrazio per la disponibilità dimostratami, seguirò sicuramente il suo consiglio se il mio problema dovesse persistere per altro tempo.Oggi la mia ragazza ha ritirato le analisi dei tamponi vaginali: è risultata positiva allo streptococco agalactiae; la ginecologa le ha prescritto degli ovuli vaginali e della vitamina c. La mia infezione sembra adesso avere una causa con nome e cognome! Da cinque giorni sto facendo dei lavaggi con micoschiuma-p, ma da sola non sembra sdradicare il problema,sebbene sembri agire in qualche modo sul gonfiore che interessa la pelle attorno al meato urinario. Conoscendo adesso la causa, quali soluzioni posso adottare per sdradicare l'infezione? Ringrazio lei e i suoi colleghi per un eventuale interessamento al mio caso. A presto.
[#3] dopo  
Dr. Luigi Laino
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Caro utente,
non credo che lei solo tramite il tampone eseguito sulla sua compagna possa essere certo di avere una diagnosi per il suo problema al pene: la sola terapia con detersione non può solitamente essere risolutiva di ciascuna situazione patologica.
non posso non reiterare il mio consiglio di una visita dermato-venereologica, magari corredata di esami strumentali per chiarire il suo caso ed adottare la migliore terapia.
Ancora, cari saluti

Dott. Luigi LAINO
Dermatologo e Venereologo, ROMA
Dermatologo e Venereologo ROMA