Utente 116XXX
Saluto tutti i medici ed esprimo i miei apprezzamenti per la qualità delle approfondite risposte ai quesiti degli utenti.
Sono un uomo di c.ca 69 anni e sono in cura da oltre 10 anni per ipertensione arteriosa che tratto con zestril 20 mg e cardirene 160 (ora sospeso); poichè negli ultimi 5 anni ho avuto 4 episodi di fibrillazione atriale tale situazione è trattata con ritmonorm 325.
Nell'anno 2000 (anni 59) dopo alcuni anni di sanguinamenti spesso abbondanti dopo l'evacuazione (ero prevalentemente stitico ed irregolare) fui sottoposto a prolassectomia e emorroidectomia secondo Longo con EEA33.
Dopo questo intervento tutto è andato per il meglio anche per quanto riguarda la regolarità di evacuazione che era notevolmente migliorata.
Da qualche anno tale regolarità è andata via via peggiorando e le feci(le più prossime all'ano, se non espulse quotidianamente, si ingrossano e si induriscono provocando serie difficoltà all'espulsione; quindi sforzi ed anche manovre manuali in prossimità dell'orifizio anale per agevolare l'espulsione.
Tale situazione ha provocato d'apprima dei lievi sanguinamenti. In questi ultimi tempi ho cercato di evacuare giornaliermente ricorrendo alle supposte di glicerina ed anche utilizzando a volte mezza bustina di SELG 250.
Fatto stà che ieri l'altro (26/5/2009) non ho evacuato non avendo utilizato la supposta.Ieri ho utilizzato la supposta ma ho evacuato con difficoltà.con abbondante fuoriuscita di sangue rosso vivo che si è anche ripetuta successivamente dopo una seconda evacuazione ed anche stamani (evacuazione sempre con supposta. Praticamente si sono ritornato punto e a capo come negli anni antecedenti il 2000.
Da una colonscopia eseguita lo scorso novembre, oltre a tre polipi sessili, asportati durante l'esame, è stata riscontrata, in uscita, "congestione del plesso emorroidario interno".
Interpellato il generico mi ha chiesto di attendere qualche giorno per verificare le evoluzioni e poi eseguire l'indagine specialistica del caso.
Io sarei stato del parere di verificare nell'immediato. Pongo, pertanto, le seguenti domande:
1) è possibile un cedimento, dovuto alle azioni meccaniche, a livello delle parti trattate chirurgicamente?
2) è possibile il riformarsi del prolasso emorroidario allo stesso posto ovvero sulla parte di mucosa già trattata chirurgicamente?;
3) è possibile il verificarsi della patologia su altro tratto del retto?;
4) quali possono essere le cause primarie dell'insorgenza del nuovo episodio relativamente alle tre, nell'eventualità che siano possibili, sopraespresse ipotesi sopra formulate?;
5) quali sono i mezzi di indagine più efficaci per accertare quale situazione si è verificta?;
6) vi sono dei paliativi temporanei per fermare l'emorragia e quindi avere tempo e non ricorre ad interventi di urgenza?
7) L'uso della supposta di glicerina può essere stata una causa?
8) quali gli interventi chirurgici oggigiorno consigliti in funzione delle possibili diagnosi?
grazie

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[#1] dopo  
Dr. Andrea Favara
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E' possibile che dopo 9 anni vi sia una progressione di malattia con recidiva del prolasso.
Una visita proctologica è la prima cosa da fare.
Gli eventuali accertamenti strumentali necessari verrano decisi in base all' esito di questa visita.
La sede e causa del sanguinamento deve essere trattata e la scelta del trattamento dipende dal quadro obiettivo evidenziato, non è quasi mai necessario tuttavia intervenire chirurgicamente in urgenza.
Tecnicamente, è possibile eseguire nuovamente una prolassectomia oppure altre tecniche.Auguri!
[#2] dopo  
Utente 116XXX

Iscritto dal 2009
Gentilissimo dr. Favara
La ringrazio per il tempestivo riscontro che mi ha alquanto tranquillizzato.
Eseguirò al più presto la visita proctologica e la informerò dell'esiNel contempo Le invio i migliori saluti.