Utente 116XXX
Ho 25 anni, sono vergine e tempo di soffrire di disfunzione erettile. Fino a circa un anno e mezzo/ due anni fa, avevo sempre erezioni mattutine valide, che perduravano un bel po' di tempo dopo il risveglio. Oggi non più, al risveglio non sono mai presenti, durante la notte, se mi capita di svegliarmi, a volte ci sono, ma non sono mai particolarmente intense, e tendono a svanire non appena me ne accorgo. Anche durante il giorno non mi capitano erezioni spontanee. Ho difficoltà anche nella masturbazione: riesco quasi sempre a raggiungere la piena erezione, ma per mantenerla non devo smettere di stimolarmi manualmente, e comunque tende a calare durante l'atto masturbatorio stesso, per poi riprendere dopo una piccola pausa (che non dev'essere eccessiva). In queste condizioni, l'atto può durare a lungo, ma spesso mi capita di non riuscire in quanto ormai tendo a farmi prendere dall'ansia e da mille pensieri anche in quelle occasioni. Sono stato da un andrologo di una struttura pubblica un paio di settimane fa, per una prima visita. Quest'ultimo ha rivelato la presenza di un varicocele, ma dopo un esame manuale del pene e domande relative al mio stato di salute (non soffro di diabete, né di colesterolo, non fumo e consumo raramente alcolici, non ho difficoltà di minzione, non ho subito traumi), ha prescritto alcune analisi, tra cui quelle del testosterone (ma ritiene improbabile una carenza), e mi ha rassicurato dicendo che si tratta molto probabilmente di un problema emotivo. Ha intenzione eventualmente di prescrivermi qualche farmaco per vincere la mia paura finché non acquisisco più sicurezza. In attesa della visita più completa, non riesco a smettere di tormentarmi, soprattutto perché recentemente ho iniziato ad uscire con una ragazza con la quale ho un ottima intesa, e non so come comportarmi con lei, temo moltissimo di dover abbandonare la storia sul nascere a causa della mia inadeguatezza.
Mi chiedevo se una “fuga venosa” possa sorgere in assenza di traumi, dopo anni in cui tutto sembrava funzionare regolarmente, e se in soggetti particolarmente ansiosi si possano riscontrare anche difficoltà nella masturbazione. E soprattutto se sia un problema con cui si possa convivere o se porti al dover rinunciare a una vita sessuale.

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[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,

non vada verso inutili "baratri ansiosi" e "paure di fughe venose".

Ascolti quello che le ha indicato il suo andrologo e segua le sue indicazioni che mi sembrano ben orientate!

Se desidera poi avere più informazioni dettagliate su queste tematiche, le consiglio di consultare, se non ancora fatto, anche l’articolo pubblicato sul nostro sito e visibile all'indirizzo:

http://www.medicitalia.it/02it/notizia.asp?idpost=22450.

Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta

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[#2] dopo  
Utente 116XXX

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La ringrazio per la celerità della risposta, dott.Beretta.
Non si tratta di sfiducia nei confronti del mio andrologo, ma di un circolo vizioso di ansia in cui sono caduto da tempo, tanto da non riuscire nemmeno a pazientare nei giorni che mi separano dalla seconda visita. Spero di riuscire a darmi una calmata e seguire il suo consiglio!
Cordiali saluti, e grazie ancora.
[#3] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,

rifatta la valutazione andrologica poi ci aggiorni, se lo desidera, perchè questo potrebbe essere utile anche a noi per capire se abbiamo, da questa postazione e dalle sue poche parole, intuito, anche se non "centrato", il suo problema.

Ancora un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
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[#4] dopo  
Utente 116XXX

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Gentile dott. Beretta,

torno ora dal laboratorio di andrologia, dove ho effettuato lo spermiogramma che mi era stato prescritto in seguito alla diagnosi di varicocele (peraltro di elevato livello). Tra una settimana potrò ritirarne i risultati e in base a quelli decidere se operare o no, ma da ciò che mi era stato detto dall'urologo deduco che la prima ipotesi sia la più probabile.
Riguardo al deficit erettivo, il mio andrologo si è limitato a controllare le analisi effettuate (dosaggio testosterone, prolattina, FSH-LH), che risultano ottimali, e non ha ritenuto necassario procedere con ulteriori accertamenti. Nelle prossime settimane dovrò tornare per il risultato dell'analisi seminale, e per decidere quale terapia farmacologica seguire. Le scelte sono due, una più costosa, da assumere in maniera continuativa indipendentemente dal fatto che io abbia rapporti o meno (non so a che farmaco si riferisse, ma a suo dire consentirebbe anche il recupero delle erezioni notturne), l'altra consiste in farmaci da assumere in occasione dei rapporti stessi.
Il consiglio che mi ha dato infine è stato quello di intraprendere un percorso psicologico che mi aiuti ad imparare a gestire la mia ansia, aspetto che comunque mi condiziona
Spero che la fiducia nel mio andrologo sia ben riposta (tra l'altro, ho scoperto che in questo sito alcuni medici consigliano proprio di rivolgersi a questo specialista) e che davvero di cause psicologiche si tratti!
Su questo fatto lui sembra assolutamente certo, per quanto mi riguarda credo che dovrò lavorarci sopra per convincermene.
Cordiali saluti.
[#5] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,

coraggio e segua le indicazioni ricevute dal suo andrologo che mi sembrano ben orientate prima di buttarsi in indagini diagnostiche più complesse.

Comunque nel tempo ci aggiorni, se lo desidera.

Un cordiale saluto

Giovanni Beretta

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