Utente 114XXX
Intanto grazie dell'opportunità.
Sono uomo di 38 anni, sposato e con figli;
circa 2 anni fa ho riscontrato un dolorino al testicolo dx e dopo una visita andrologica il dottore minimizzò imputando il problema ad un possibile.
Contemporaneamente feci notare al dottore la presenza di un grumetto che notai sul testicolo dx nella parte inferiore, anche su questo minimizzo imputandolo ad una calcificazione che si crea dove si agganciano i condotti che trasportano gli spermatozoi.
A distanza di un anno ho cominciato ad avere dei problemi di disfunzione erettile, dapprima contattai il dottore di famiglia e successivamente un altro andrologo. Quest'ultimo ipotizzò una prostatite cronica prescrivendomi delle culture (urine e liquido seminale).
Nel liquido seminale è stato riscontrato "STAPHYLOCOCCUS EPIDERMIDIS"
e mi ha prescritto un antibiotico.
A distanza di poco tempo, ma anche prima dell'inizio della cura, il problema di disfunzione erettile e' sparito.
Quest'anno, sempre in primavera, il problema si è ripresentato, ho effettuato di nuovo le culture e di nuovo ho riscontrato "staphylococcus epidermidis" nel liquido seminale.
Ho prenotato la visita con il solito andrologo ma dovrò aspettare ancora un'altro mese e mezzo.(nel frattempo ho cambiato molte abitudini seguendo i consigli per il trattamento della PC con ottimi risultati: Bere molto, eliminare caffè pepe e peperoncino, limitare aceto, aumentare la frequenza dei rapporti sessuali)

Domande:
1) Lo staphylococcus riscontrato nelle analisi è probabile che sia la stessa colonia dell'anno scorso non debellata dall'antibiotico o è frutto di un'ulteriore infezione?(se si lulteriore infezione potrebbe essere stata passata alla/dalla partner?)

2) quando presi l'antibiotico notai che era specifico per infezioni delle vie urinarie e per quelle delle vie aeree; questa indicazione mi ha fatto notare una certa coincidenza:
Da circa 3 anni infatti ho cominciato ad avere frequentissime riniti/sinusiti/bronchiti nel periodo autunno/inverno lasciando quindi il posto, con l'arrivo dell'estate, alla sintomatologia della prostatite cronica.
E' possibile che i due problemi (vie aeree/viu urinarie) siano entrambe causati dallo staphylococcus epidermidis o che il focolaio alle vie aeree procura l'ingresso del virus che poi si sposta alla prostata?

3) Ho letto che lo staphylococcus epidermidis spesso si presenta dopo delle operazioni in quanto si annida negli strumenti o nelle protesi che in qualche caso è necessario rimuovere per debellare l'infezione; proprio 3/4 anni fa feci una devitalizzazione ad un dente, può essere necessario rieffettuare l'otturazione e/o la cura canalare?
Grazie mille.

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[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore,

per rispondere in modo corretto e preciso alle sue complesse domande forse un trattato di microbiologia difficilmente esaurirebbe tutti i suoi dubbi e le sue ansie un pò esagerate.

Comunque queste questioni si affrontano sempre separatamente prima con il proprio medico di medicina generale, il quale poi potrà, in funzione dei dati clinici reali e completi che lui in diretta potrà raccogliere, indirizzarla verso le corrette figure di specialisti (urologi, pneumologi, otorinolaringoiatri, odontoiatri, ecc) capaci di verificare, sempre in diretta, se il suoi dubbi "clinici" hanno una base reale e quindi successivamente impostare le corrette e mirate terapie del caso.

Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta

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[#2] dopo  
Utente 114XXX

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Come accennato il dottore di famiglia e' stato uno dei primi che ho contattato per entrambe i problemi (vie aeree e disfunzione erettile) purtroppo debbo dire che in entrambe i casi non abbia affatto capito/sospettato i problemi che gli specialisti invece hanno individuato(mi ha prescritto un ecg per la prostatite e un aereosol per il problema alle vie aeree che invece sembra sia di natura autoimmune.
Capisco che forse le mie domande siano state un pochino specifiche ma avrei gradito almeno un suggerimento su uno specifico antibiotico per staphylococcus epidermidis o un trattamento per debellarlo o rispetto al fatto che la partner debba fare delle analisi o altro.
grazie comunque.
[#3] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore,

purtroppo la prescrizione o l'indicazione terapeutica di un antibiotico specifico può essere data solo dopo aver fatto in primis una attenta valutazione clinica ed aver valutato soprattutto tutte le sue indagini colturali con i relativi antibiogrammi .

Anche le indicazioni da adre alla sua partner passano da questa strategia primaria.

Purtroppo questo strumento non ci permette di fare questo primo passo e quindi l'indicazione più corretta rimane sempre quella che le è già stata data.

Sul problema erettivo poi, se desidera avere più informazioni dettagliate, le consiglio di consultare, se non ancora fatto, anche l’articolo pubblicato sul nostro sito e visibile all'indirizzo:

http://www.medicitalia.it/02it/notizia.asp?idpost=22450.

Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta

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[#4] dopo  
Utente 114XXX

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Non avevo letto l'articolo, ma leggendolo temo di non essere riuscito ad esprimermi, ci riprovo.
Il mio disturbo erettile, assieme agli altri sintomi, sono gia' stati approfonditi da uno specialista(scelto da me in quanto il medico di famiglia andava abbastanza a vuoto) il quale mi ha diagnosticato una prostatite cronica della quale si sa anche la causa(staphylococcus epidermidis).
Ora che ho prenotato la prossima visita (l'avro' fra un mese e mezzo) mi chiedevo nell'attesa quali preacauzioni o comportamenti o valutazioni potevo fare per aiutare la debellazione dello staphylo... che or ora ho ritrovato nelle culture del liquido seminale.
Le analisi che ho effettuato sono con antibiogramma, ma nel referto non trovo indicazioni significative se non "contaminante: Staphylococcus epidermidis".

Scusate lo sfogo, ma debbo segnalare che a differenza di altre professioni vedo che molto spesso i medici tendono sempre ad evitare prese di posizioni chiare spiegando ai pazienti le proprie idee e rimandando sempre ad ulteriori visite o accertamenti, anche le letture delle analisi o la valutazione di un quadro clinico avviene sempre tenendo all'oscuro il paziente, la cosa mi ricorda il fare degli stregoni che guardando pensierosi la disposizione degli amuleti valutano le prossime mosse del villaggio, mi chiedo se potessi anche io rispondere alle problematiche informatiche pressanti dell'azienda presso la quale lavoro, rimandando sempre a degli ulteriori accertamenti o ad altri consulenti con seguente prolungamento del problema, e dei costi.
Una visita da uno specialista costa dai 100 ai 250 euro, dura dai 6 ai 15 minuti durante i quali che si facciano o meno tutte le domande elaborate durante i mesi di attesa, le risposte frettolose sono sempre elusive...

Di nuovo ringrazio comunque, arrivederci.
[#5] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore,

viste le sue osservazioni sulle rispettive professioni, allora la invito a fare almeno una considerazione molto elementare.

Lei è un informatico, se ho capito bene, ed allora provi a risolvere le problematiche pressanti della sua azienda solo dalle informazioni che le può passare una persona "inesperta", a distanza e senza che lei possa vedere quale è realmente il problema che deve affrontare?

Un esempio, oggi lei, senza saperlo forse, ci indirizza un'altra importante informazione clinica e cioè che il suo esame colturale non ha un antibiogramma significativo e che il germe che le hanno riscontrato può essere un microrganismo "contaminante" e quindi potrebbe non essere la causa del suo o dei suoi problemi.

Segua il nostro consiglio e riconsulti in diretta un esperto andrologo od urologo con chiare competenze andrologiche e poi ci aggiorni, se lo desidera.

Potremmo, se si può, aggiungere pure noi il nostro parere sempre non vicolante e a distanza .

Taccio poi, per una corretta prassi, sulle tariffe che, almeno al sottoscritto, fanno gli informatici che consulta.

Detto questo comunque lei può sempre rivolgersi ad una struttura pubblica o privata convenzionata, in queste sedi, se non esente, paga un semplice ticket d'ingresso.

Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta

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