Utente 216XXX
E' la seconda volta in un mese e mezzo che mi viene un attacco di orticaria.Al primo sono stato in ospedale ,gli esami del sangue erano a posto cosi' come non c'era nessun broncospasmo o difficolta' di respiro.Cortisone e antistaminico in opedale fanno passare l'orticaria che era estesa al tronco e agli arti superiori e inferiori, ma il giorno dopo era peggio di prima,vado da un omeopata che attrverso il vegatest mi dice che ho un sovraccarico di stress che vivo come una costrizione alcune decisioni prese solo perche' chi me le ha proposte non poteva aspettarsi un rifiuto.Assumo Graphites in granuli per alcuni giorni e man mano che affrontavo le cose mi sono rasserenato e l'orticaria non c'era piu'.Qusta volta e' venuta sulla gola da una parte all'altra delle orecchie,mia madre dice che qualcosa deve avermi contrariato pero' adesso mi fara' fare il biotest sulle intolleranze.mi chiedo se sia possibile che la mia emotivita' possa creare tutto cio'.Al momento sto prendendo un farmaco omeopatico Allergyplex 37 della Guna.C'e' qualche risposta? Grazie

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[#1] dopo  
3962

Cancellato nel 2010
Caro amico, se non erro Le ho risposto in privato. Segua le mie istruzioni e mi aggiorni. A presto.
[#2] dopo  
20563

Cancellato nel 2010
Gentile utente n. 21691, delle due l'una: o i suoi problemi dermatologici hanno una causa scatenante organica, o ne hanno una psicologica.

Se desidera esplorare l'ipotesi organica, coerentemente faccia test dotati di fondamento scientifico nelle premesse e nelle modalita' esecutive, quali indagini allergologiche in vivo e in vitro, dieta d'astensione e altre indagini piu' generali, da un emocromo per contare i basofili al dosaggio degli anti transglutaminasi.

Se in cuor suo ritiene piu' plausibile uno scatenamento di origine psicologica e sente di non riuscire a venirne a capo da solo, vada da uno specialista della psiche.

In entrambi i casi, non si affidi a metodiche che di scientifico non hanno nulla come i vari vegatest, biotest ecc. L'orticaria e' un sintomo e i farmaci dell'ospedale -finche' circolano- sopprimono il sintomo. Dopo l'episodio acuto, la causa scatenante tendenzialmente si attenua da se', e i sintomi vanno diminuendo sia che lei prosegua con le terapie ortodosse che con quelle non convenzionali.

Promemoria finale: l'allergia e' la presenza di anticorpi (es. IgE) o linfociti "sbagliati" che attaccano quello che non dovrebbero. L'intolleranza e' la carenza di certi enzimi (es. la lattasi), per cui non si tollera cio' che altri digeriscono. E' in genere possibile provare oggettivamente la presenza o l'assenza degli uni e degli altri.

[#3] dopo  
3962

Cancellato nel 2010
Caro Collega, tralascio ulteriori considerazioni sulla tendenza a svalutare le metodiche non convenzionali perché francamente le trovo ormai superflue: fortunatamente i pazienti hanno capito e sanno da soli in quale direzione andare.
Veniamo quindi all'aspetto squisitamente clinico: potrebbe cortesemente spiegare al nostro utente, ovviamente in termini a lui accessibili, il meccanismo immunologico di regolazione Th1-Th2, il fenomeno di cross-interazione fra allergeni ambientali ed intolleranze alimentari, la funzione del sistema GALT e del MALT in generale, il ruolo della disbiosi intestinale ed il ruolo dei patogeni nella genesi delle allergie, l'importanza della Leaky Gut Syndrome nella sregolazione mesenchimale?
Inoltre potrebbe spiegare, anche a me, l'attinenza fra carenza enzimatica ed intolleranze sotto il profilo immunologico? Casomai sarebbe stato interessante un Suo cenno relativo all'importanza dell'acido cis-aconito nella dinamica del ciclo di Krebs rapportata alle allergie.
Infine, come specialista allergologo, se la sente di assicurare al paziente che antistaminici e cortisonici costituiscono una terapia causale elettiva in grado di portare alla guarigione?
Come medico omeopata esperto in patologie immunologiche Le assicuro che non avrò difficoltà a fornire, su base scientifica, una risposta ai quesiti sopra esposti.
Grazie anticipate per un Suo eventuale gentile riscontro.

Dr. G. Cavallino - www.smige.net
[#4] dopo  
20563

Cancellato nel 2010
Gentile collega, mi avvalgo della facolta' di non rispondere. Sul piano clinico e da dietro un monitor non sono assolutamente in grado di dare una risposta clinicamente valida all'utente sulle cause e sui meccanismi scatenanti la sua orticaria, se non in modo cosi' astratto da risultare operativamente inutilizzabile. E non credo che lui sia interessato a dispute dottrinarie.
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In base alla mie esperienze e alle mie conoscenze tecniche, sono invece in grado di dirgli che i test a cui si e' sottoposto o si sottoporra' hanno poco credito nei laboratori ortodossi, forse perche' non soddisfano i requisiti di legge inerenti i controlli interni e le valutazione esterne di qualita', o perche' il SSN non li passa, o perche' i rappresentanti non vengono a proporceli, chissa'.

Alla sua ultima domanda, se ritengo cortisonici e antistaminici "terapia causale elettiva" dei problemi del paziente, la risposta e' ovviamente no, come gli avevo gia' scritto chiaramente, "cortisonici e antistaminici somministrati in ospedale sopprimono il sintomo" e dunque non rimuovono la causa, la quale andra' accertata a parte, ammesso che ci si riesca.

Pero' intanto davanti a un paziente che arriva in PS rosso di pomfi e che piange dal prurito, sopprimere il sintomo e' un dovere morale, e del resto la stessa omeopatia all'atto pratico giudica guarito il paziente quando non si lamenta piu'. Se poi il paziente malgrado ogni accertamento recidivasse, in attesa di capire come mai, a mio avviso dovra' recidivare anche la terapia sintomatica.


[#5] dopo  
3962

Cancellato nel 2010
Caro Collega, apprezzo certamente la Sua correttezza nel dichiarsi in difficoltà ad esplicitare in questa sede contenuti specialistici. Non creda tuttavia che i pazienti non li gradiscano, o peggio non siano in grado di capirli... Se consulta il Forum del mio sito potrà verificare l'esatto opposto.
Indubbiamente cortisone ed antistaminici costituiscono il presidio di prima istanza in emergenza, ma ciò non giustifica il loro uso indiscriminato fuori da tale contesto, anche per i ben noti effetti jatrogeni di terapie protratte...
Da ultimo vorrei segnalarLe che gli Ambulatori ospedalieri dotati di apparecchiature di bio-risonanza (Voll, Vega, Mora, ecc.) sono già numerosi e gli informatori medico-scientifici delle Aziende produttrici garantiscono ai medici di medicina convenzionale tutta l'assistenza formativo-informativa necessaria. N.B.: Le apparecchiature di cui sopra sono di proprietà delle ASL e non già dei singoli medici che ivi le impiegano.
Come vede lo stato dell'arte è un po' differente dalle apparenze.
Cordialmente, Dr. G. Cavallino - www.smige.net