Utente 731XXX
Salute a tutti,

sono affetto da una cistite/prostatite da molti mesi ormai. Recentemente è stata riscontrata una calcificazione prostatica. Secondo l'allopatia la calcificazione è un buon segno in quanto indica la risoluzione di una infiammazione. Purtroppo nel mio caso i sintomi persistono invariati.

Vorrei sapere come viene interpretata la formazione di calcificazioni nella prostata da parte delle MNC.

Inoltre apprezzerei sapere a quale delle 6 fasi della omotossicosi di Reckeweg corrisponde questa situazione (stessi sintomi + formazione calcificazione).

Ringrazio in anticipo per la cortesia.

[#1] dopo  
Dr. Riccardo Ferrero Leone
44% attività
8% attualità
20% socialità
ROMA (RM)
Rank MI+ 72
Iscritto dal 2007
Come nel suo caso possono coesistere in ambito prostatico calcificazioni e processi infiammatori cronici attivi.
La formazione di tessuto calcifico anomalo denota una condizione di sclerosi, di arresto delle funzioni biologiche; li dove esisteva del tessuto metabolicamente attivo ora è presente un deposito di calcio inerte.
Il perdurare della flogosi cronica e la presenza di evoluzione calcifica riportano il processo nelle fasi di impregnazione e di degenerazione della tavola delle omotossicosi.
Cordiali saluti.
[#2] dopo  
73116

dal 2011

Grazie per la risposta.

Mi sembra di aver compreso che al momento la situazione può essere classificata come fase 4, impregnazione.

Con appropriate cure omotossicologiche è possibile eliminare le calcificazioni?

[#3] dopo  
Dr. Riccardo Ferrero Leone
44% attività
8% attualità
20% socialità
ROMA (RM)
Rank MI+ 72
Iscritto dal 2007
Fasi 4 e 5, impregnazione+degenerazione pur trattandosi di tessuto benigno.
I risultati di qualunque terapia si possono valutare solo a posteriori, consiglio il tentativo.
Saluti.
[#4] dopo  
73116

dal 2011

Secondo la sua esperienza ci sono dei patogeni "tipici" dietro a queste infiammazioni e a cui si deve dare la priorità nella cura?

[#5] dopo  
Dr. Riccardo Ferrero Leone
44% attività
8% attualità
20% socialità
ROMA (RM)
Rank MI+ 72
Iscritto dal 2007
Cronicità dell'infezione e calcificazioni sono una risposta dei tessuti all'insulto infettivo; questi eventi possono esitare in una risoluzione spontanea mentre nei casi più impegnativi il quadro è simile al suo.
E' bene di volta in volta evidenziare eventuali patogeni responsabili per impostare una terapia costituzionale e qualora questa non risulti sufficiente affiancare una terapia eziologica.
Cordialmente.
[#6] dopo  
73116

dal 2011
Gentile Dottor Leone,

quando dice "terapia eziologica" intende antibiotici o nosodi?

[#7] dopo  
Dr. Riccardo Ferrero Leone
44% attività
8% attualità
20% socialità
ROMA (RM)
Rank MI+ 72
Iscritto dal 2007
Esattamente.
[#8] dopo  
73116

dal 2011
Secondo la sua esperienza, quanto tempo bisogna aspettare prima di essere certi che la "terapia costituzionale" non è sufficiente e che quindi si deve intervenire con i nosodi?
[#9] dopo  
Dr. Riccardo Ferrero Leone
44% attività
8% attualità
20% socialità
ROMA (RM)
Rank MI+ 72
Iscritto dal 2007
In situazioni così impegnative intervengo sempre integrando le terapie, aumentano le probabilità di successo.