Utente 119XXX
Buongiorno.
Da circa 3-4 anni quando vado in montagna (1500mt – max 1700) ho i seguenti sintomi: oppressione al torace, difficoltà a respirare, anche una semplice e corta camminata mi sembra uno sforzo enorme. Quest’anno ho fatto un ECG e un Ecocardiogramma risultati regolari (a parte un leggero soffio al cuore – comunemente detto). I 2 cardiologi consultati hanno detto che è tutto normale e che nulla fa pensare ad una cardiopatia. Uno di loro mi ha detto semplicemente di evitare d’andare in montagna.
L’altro invece mi ha suggerito di provare a misurare la pressione quando salgo in altitudine e fare piccole soste durante il percorso facendo abituare il corpo al cambio d’altitudine. La mia pressione normalmente è stabile su 120-80, anzi alcune volte tende ad abbassarsi (100 o 90 su 70). Dovremmo vedere se con l’altitudine c’è un innalzamento di pressione arteriosa.
Aggiungo anche che normalmente la sideremia è scarsa.
Domenica prossima con degli amici abbiamo organizzato una gita in montagna – a 1500 mt. – naturalmente ora ho paura che i soliti sintomi ricompaiano rovinando così la bella giornata con il rischio per me e i miei familiari di dover tornare indietro. Cosa posso fare? Oppure dovrei consultarmi con un altro specialista?
Vi ringrazio sin d’ora.

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Dr. Ercole Tagliamonte
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Gentile utente,
la presenza di pressione bassa associata a ridotta sideremia, sicuramente rende un pò più difficoltoso l'adattamento del cuore, e di conseguenza dell'organismo, al cambio d'altitudine.
In presenza di una situazione cardiaca nella norma, come risulta da quanto mi ha scritto, il consiglio di effettuare delle soste per "facilitare" l'organismo in questa fase di adattamento mi sembra il consiglio più sensato.
Cordiali saluti