Utente 119XXX
Salve, dopo vari esami mi è stato diagnosticato che soffro di ernia jatale, esofagite da reflusso e bulbite erosiva. C'è chi ha detto si puo' operare chirurgicamente e chi ha detto è ancora presto. Volevo sapere quali sono le fasi del post intervento per via endoscopica? grazie

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[#1] dopo  
Prof. Marco Catani
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gentile utente,

prima di arrivare alla chirurgia bisogna vedere se la terapia medica ha ancora un senso.

è importante quindi una valutazione del gastroenterologo che dovrà valutare se è possibile e se in passato la terapia è stata eseguita e se c'è compliance (se lei riesce a seguire la terapia medica).

per quanto riguarda l'intervento per via laparoscopica questo tecnicamente realizza con una tecnica miniinvasiva quello che veniva prima realizzato per via tradizionale.

il post operatorio risulta essere più leggero, meno impegnativo proprio per le caratteristiche peculiari della chirurgia laparoscopica. il pazente già dal giorno successivo potrà alzarsi e camminare, le accortezze nel postoperatorio, di solito molto breve (2-3 giorni), sono rappresentate da un'alimentazione inizialmente semiliquida e poi sempre più tendente alla normalità, evitare per circa un mese sforzi eccessivi.

mi tenga informato

cordiali saluti



[#2] dopo  


dal 2009
Innanzitutto volevo ringraziarla per la tempistività del suo intervento e per le risposte utili che mi ha fornito. Dal 2003 ad oggi ho fatto molti esami (nella mia città) e mi sono state prescritte molte terapie da diversi medici(sia nella mia città che a Roma), più o meno le stesse cioè con dieta d'alimentazione e farmaci del tipo lansoprazolo o gastrogel e chi più ne ha più ne metta, ma servono solo da tampone perchè il problema non persiste. Mi spiego meglio quando accusso sintomi di febbre, quando mangio, quando uso abiti stretti, quando faccio esercizi per addominali, quando sono in ansia, quando dormo in posizione scorretta, quando ci sono i cambi di stagione, quando mi sforzo assai, mi viene spesso un forte bruciore di stomaco o nella maggior parte dei casi anche il vomito, per non parlare delle difficolta che ho certe volte nel deglutire il cibo. Quindi prendo le medicine, quando accuso i sintomi e dopo qualche ora mi passa (faccio così dal 2003). Certe volte le medicine sembra che non le prendo perchè il corpo si è abituato. Da precisare che questi sintomi cioè ernia jatale, esofagite da reflusso, e bulbite sono nati dopo la cicatrizzazione dell'ulcera. Percio' avevo optato per l'operazione pero' nella mia città non ci sono centri specializzati quindi avevo optato per due ospedali a Roma: Gemelli o Umberto I o quello più vicino a me Casa sollievo della Sofferenza a San giovanni Rotondo. Saluti
[#3] dopo  
Prof. Marco Catani
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gentile utente,

le medicine vengono appunto prescritte per contenere i sintomi della patologia. certamente ma questo si intuisce dalle se risposte l'ernia non guarisce con i farmaci.

per questo parlavo di compliance, senza dubbio ci sono periodi dell'anno ma anche della vita in cui si può osservare una riacutizzazione della sintomatologia.

bisogna tenere conto dall'altra che l'intervento hai suoi rischi aspecifici e specifici ed inoltre a volte complicanze ed inoltre talvolta non si ottengono i risultati ottimali. per questo avevo consigliato, sotto la guida di un gastorenterologo di ristudiare se la terapia medica ha il suo spazio o esiste necessità dell'intervento.

non vorrei essere frainteso non sono contrario all'intervento dico solo che nell'era laparoscopica, a causa della mininvasività della tecnica chirurgica, è aumentata la richiesta ed il numero di questi interventi è lievitata a differenza dell'era prelaparoscopia

per quanto riguarda il luogo del trattamento, avendo citato lei anche l'ospedale dove io lavoro vorrei mantenermi equidistante, viceversa non conosco l'ospedale da lei citato a san giovanni rotondo.

mi tenga informato

cordiali saluti
[#4] dopo  


dal 2009
Salve, come lei avrà capito, non ne posso più di girare gastroenterologi per farmi prescrivere gli stessi esami, le stesse diete, medicine e gli stessi accorgimenti perché la situazione non cambia. Nelle fasi acute il dolore diventa insopportabile, soprattutto col rigurgito. Non lo metto in dubbio che l’intervento ha i suoi rischi, infatti prima di farlo, penso che devo fare degli esami per capire se sono idoneo ad affrontare l’operazione, come ho fatto per l’intervento al naso 1 anno fa, andato a buon fine. Distinti saluti
[#5] dopo  
Prof. Marco Catani
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gentile e paziente utente,

volevo solo rappresentare che un conto è la certezza, come lei afferma, che abbia incontrato e conosciuto moltissimi gastroenterologi ed un conto è la capacità e la perseveranza di portare avanti le terapie da loro consigliate con regolarità sia nei tempi che nelle quantità.

se nonostante tutto i dolori e i disturbi dovessero non essere controllati allora il ricorso ala terapia chrirugia diventa inevitabile.

questo della terapia medica è in passaggio fondamentale anche nel successivo postoperatorio.

non vorrei fosse passato il sospetto di non essere daccordo sulla terapia chirurgica. condivido ma ci vuole prudenza e selezionare i casi.

bon fine setimana