Utente 418XXX
Mio padre da diversi mesi soffriva di una forte tosse secca tanto da non poter respirare e digerire la sera, continui collasi di giorno, caviglie e pancia molto gonfi.

Si è presentato cosi al pronto soccorso il 24 giugno, è giunto in utic trasferito dalla medicina d'urgenza per fibrillazione atriale ad elevata risposta ventricolare, con associati segni e sintomi di scompenso cardiaco congestizio.
in anamnesi storia di reumatismo articolare acuto.

all'ingresso in repato le condizioni cliniche erano gravi,al torace era presente ipofonesi basale destra,edemi declivi agli arti inferiori,giugulari turgide, l'ecocardiogramma ha mostrato la presenza di valvulopatia mitralica con steno-insufficenza di grado moderato. ulteriore radiografia mostrava estesa ipodiafania dei campi polmonari medio-basali per versamento.

Dopo opportuna terapia al reparto di cardiologia intensiva le condizioni cliniche sono notevolmente migliorate, con scomparsa dei sintomi, degli edemi delcivi e del versamento pleurico.
Si dimette cosi in buone condizioni generali il 1/07, in trattamento con anticoagulanti orali, e con ulteriori controlli periodici dell'INR presso il centro antitrombosi di questo ospedale, dopo quattro settimane di trattamento anticoagulante efficace (inr tra 2 e 3), previo ecocardiogramma transesofageo, verrà effettuato tentativo di cardioversione elttrica.

Insomma alla dimissione il professore del reparto oltre ad assicurarci le buone condizioni del paziente, ci detto che la broncopolmonite è stata sicuramente la causa di tutte le condizioni cliniche all'entrata del pronto soccorso, ma la causa principale rimasta nascosta per molto tempo, poichè il paziente non si è mai sottoposto a visita specialistica (non visibile con un semplice ecocardiogramma quindi) è questa valvulopatia mitralica con steno-insufficenza di grado moderato.

il 4 settembre dovrebbe avere un appuntamento per la visita aritmologica e con ecocardiogramma e da li secondo il valore INR si andrà a decidere il da farsi.

Inizialmente ci avevano parlato di un intervento con l'obbiettivo di correggere il difetto, poi ci hanno detto che probabilmente si sarebbe risolto con una cura, ed infine con il tentativo di cardioversione elettrica, esattamente di cosa si tratta?

Inoltre avrei alcune domande da porle

oltre gli anticoagulanti e ad altri medicinali, gli hanno somministrato del altiazem 60mg due volte al giorno e il lansox 30mg, entrambi tendono ad abbassare la pressione,e siccome mio padre soffre già di pressione bassa 110max 80min, si preoccupa dei giramenti di testa e collassi, uscendo il giorno dato il caldo di questi mesi e incerto se eventualmente decidere di partire per le vacanze all'estero con l'aereo, cosa ne pensate?

anche perchè ho sentito una dott.sa che dice che la decompressione dell'aereo crea coaguli nel cuore.....è vero?

Quali rischi nel frattempo corre mio padre, avendo questa valvulopatia mitralica con stenosi?

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[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
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Gentile utente, al momento non è certo preventivabile un viaggio per suo padre, viste le labili condizioni cardiache in cui si ritrova.
La terapia farmacologica somministrata è dovuta essenzialmente al tentativo di ridurre la frequenza cardiaca, onde migliorare le condizioni cliniche del paziente; in tale ottica la cardioversione elettrica è un trattamento ottimale per cercare il ripristino della regolarità del battito cardiaco. La valvulopatia mitralica su base reumatica è purtroppo una valvulopatia degenerativa con graduale peggioramento della funzionalità valvolare, cosa che a lungo andare potrebbe richiedere la sostituzione valvolare.
In definitiva la situazione è particolarmente complessa per cui rimanga sotta stretta osservazione medica.
Saluti
[#2] dopo  
Utente 418XXX

Iscritto dal 2007
La ringrazio dottor martino

oltre il viaggio che sicuramente non potrà fare, ma prendendo questi medicinali che tendono ad abbassare la pressione, può svolgere le normali attività lavorative questi mesi? oppure ci sono cose da evitare?

Inoltre quasi sicuramente da come ci hanno fatto capire i medici del reparto, è una situazione che lui stesso ci ha convissuto quantomeno per diversi anni

di solito questi eventi si possono vedere già a quale età e con quali controlli?

la ringrazio

[#3] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
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A distanza e senza una visita diretta non posso esprimermi sulla prognosi di tale valulopatia. I vostri dubbi vanno diretti ai colleghi che hanno in cura vostro padre. Saluti
[#4] dopo  
Utente 418XXX

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Purtroppo a distanza di tempo, mio padre sembra non aver più dato peso al problema, e da qualche giorno l'ho visto addirittura sospendere alcuni dei medicinali somministratogli, nonostante le mie continue preoccupazioni.

tra questi c'è l'anticoagulante cumadin, mi sapete dire l'importanza di tale medicinale nella sua situazione?

altri due poi sono per il controllo constante della pressione (più che altro per eventuali picchi improvvisi) dato che non soffre di problemi di questo tipo.

e un altro che non sta prendendo ormai da un mese è l'altiazem

io sono davvero molto preoccupato per quello che può succedere, tanto che per fine settimana gli ho di nuovo preso appuntamento con il cardiologo, quantomeno per fargli entrare in testa di continuare la cura.

per la sua situazione tali medicinali non hanno una data di termine giusto? e i rischi che crre non prendendoli, sono alti?

fatemi sapere
[#5] dopo  
Dr. Fabio Fedi
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La fibrillazione atriale unitamente alla presenza di una valvulopatia mitralica come quella di Suo padre (steno-insufficienza, che a luglio era di grado moderato) IMPONE la terapia anticoagulante (a meno di comprovata intolleranza), ai dosaggi che Vi sono stati già prescritti, per l'altissimo rischio tromboembolico cui sono esposti questi pazienti.
Non aspetti la visita del collega prevista per fine settimana e faccia riprendere immediatamente a Suo padre la terapia interrotta!