Utente 215XXX
Gentilissimi dottori,
dovrò sottopormi a prostatectomia radicale e avrei bisogno dei Vostri consigli.
Ho fatto prove allergologiche perché alcuni antibiotici mi danno inconvenienti di vario genere dopo averne assunti 2 o 3. Fatte le analisi il medico ha scritto sulla mia cartella: “si consiglia di usare farmaci a dosi basse e previa prova di tolleranza. Profilassi anti anafilassi prima di interventi”.
Da quello che ho capito gli antibiotici li posso usare a dosi più basse rispetto alla posologia indicata, e lo stesso credo per gli antidolorifici (io ho preso solo una volta l’Aulin e mi sembrava di sentire fastidio, come una costrizione, alla gola). Per quanto riguarda le anestesie ne ho fatta una sola a 12 anni per l’operazione di appendicite e qualche volta dal dentista e non ricordo inconvenienti; ma qualche mese fa dopo alcune ore dall’aver fatto una biopsia prostatica con anestesia locale con Lidocaina 1% , una profilassi antibiotica con levofloxicina (2-3 compresse) e non so quale antidolorifico ero molto agitato, avevo tachicardia, mal di testa, rossore in viso e non sapendo a quale dei farmaci attribuirlo mi sono fatto sostituire l’antibiotico (Chimono che ho già preso altre volte).
Nulla so invece dei liquidi di contrasto che dovrò usare per scintigrafie ecc..
Ora io non so come mettere in pratica queste indicazioni anche se ne capisco il significato.
Come faccio la prova di tolleranza? e quanto antibiotico è necessario per evitarmi inconvenienti post operatori, che dosi di antidolorifico devo assumere e quale? La terapia anti anafilassi in cosa consiste ed è sicura?
Certamente prima dell’intervento parlerò con un anestesista ma sono preoccupato perché tutto mi sembra molto complicato e non so se devo rinunciare a questo intervento così importante.
Le analisi effettuate sono le seguenti:
• N° di Dibucaina siero 91 % (70-100)
• Platelets Aggregatine Factor 19 IU/ml (< 10)
• HCVAb 3gen metodo Meia Negativo
• HBV DNA Quantitativa < 21,9 UI/ml …. Limite di sensibilità 21,9 UI/ml
• IgE Totali 22,9 kU/l (adulti 114,0 kU/l)
• Proteina Cationica Eosinofila 5,51 hg/l ( fino a 16 microgrammi/l)
• CD 14+ Monoliti 288/ul
• Granulociti 2340/ul
• Colinesterasi enzimatica 9,17 kU/l 4,50 ÷ 14,50
• Formula leucocitaria: Monociti% 13,0 % (3 ÷ 12 )
Non ho riportato tutti gli esami fatti ma solo quelli che erano stati evidenziati dal medico che cercava di farmi capire qualche cosa.

Vi ringrazio per le vostre risposte e cordialmente Vi saluto.

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[#1] dopo  
3962

Cancellato nel 2010
Pregasi vedere altre risposte su post analoghi. Saluti.
[#2] dopo  
Utente 215XXX

Iscritto dal 2006
Gentilissimi dottori,
spero che qualcuno di voi risponda almeno a qualche domanda che io ponevo, non essendo un medico non trovo una grande rispondenza fra i casi analoghi che il dott. Cavallino mi invitava a leggere in quanto forse per me, credo che non sia solo un problema di allergia.
Vi ringrazio comunque e vi saluto
[#3] dopo  
20563

Cancellato nel 2010
Gli esami riportati sono normali. Alcuni riguardano lo screenenig anestesiologico preoperatorio altri fanno una valutazione d'assieme dello stato allergico, senza mostrare anomalie grossolane

Non sappiamo i dettagli tecnici della sua precedente valutazione allergologica per antibiotici, le conclusioni del medico sono di tipo cautelare ma non dicono: si' c'e' una chiara allergia, eliminate questo e questo. Dicono: usatene poco (in realta' se fose allergico non dovrebbe usarene ne' poco ne' punto), fate la prova del pomfo prima di somministrarlo, dategli il cortisone. A naso il medico non ha dimostrato niente, ma viste le affermazioni del paziente sulla dannosita' da antibiotici, si cautela anche lui.

Alla fine la sua affermazione di essere allergico si basa apparentemente piu' su una percezione soggettiva che non su dati oggettivi ("inconvenienti di vario genere", "ero agitato, tachicardia, rosso in viso", "non sapevo a che farmaco attribuirlo e ne ho cambiato uno a caso (ottenendone presumibilmente beneficio)" ecc.

In queste condizioni l'impressione e' che lei sia piu' ansioso che allergico, ma basarsi su questa impressione diminutiva potrebbe essere un grave errore, e quindi e' corretta l'indicazione del primo medico a comportarsi nel dubbio come se lei allergico lo fosse veramente.

L'unica cosa che crea problemi e' il consiglio di dare l'antibiotico a basse dosi, perche' i batteri per morire vogliono dosi piene e non edulcorate.

Si potrebbe provare a farle una somministrazione in cieco senza dirle che sono antibiotici, e vedere se i problemi persistono o mancano di presentarsi.

[#4] dopo  
Utente 215XXX

Iscritto dal 2006
Per il dott. Bianchi,
La ringrazio moltissimo per la risposta che ha voluto darmi.
Le posso confermare senza ombra di dubbio che sono sicuramente ansioso.
Per quanto riguarda una valutazione allergologica precedente per antibiotici io non ho mai fatto alcuna prova. Per la somministrazione a dosi basse il medico mi aveva spiegato che se generalmente dopo 8 ore un certo antibiotico perde la sua efficacia per cui occorre fare una nuova somministrazione, nel mio organismo invece ne rimane ancora circa un terzo. A sua conoscenza ne esistono casi del genere?
Secondo Lei a quali prove dovrei sottopormi per affrontare più serenamente l’intervento senza preoccupazioni riguardanti antibiotici e antidolorifici?
La mia ansia è dovuta anche al fatto che soffro di una displasia aritmogena del ventricolo Dx e non vorrei avere inconvenienti derivanti dai farmaci.
Spero in una Sua risposta e riconoscente La saluto.
[#5] dopo  
20563

Cancellato nel 2010
"Allergia" e' un termine tecnico che indica reazioni anomale dovute alla presenza di anticorpi "sbagliati", con tutto un sistema di esami e di terapie per minimizzarla.

Il suo medico le ha fatto un discorso diverso, basato sul metabolismo lento dell'antibiotico da parte del suo organismo. Quando il problema dipende da enzimi che lavorano troppo o troppo poco, si dovrebbe parlare di intolleranze, che richiedono altri esami e altre cure.

Questo fatto di avere pazienti metabolizzatori veloci (che trasformano subito tutto il farmaco che gli diamo, e richiedono dosi piu' alte) e metabolizzatori lenti (che non lo trasformano e gli si accumula, con effetti tossici, come si ipotizza che possa essere il suo caso) e' un fatto ben noto e diffuso, ma non abbiamo ancora un approccio sistematico per diagnosticarlo e personalizzare la terapia ("farmacogenetica"). Per lo piu' ci si limita ad approcci empirici (riduci la dose, cambia molecola, osserva come reagisce ecc.).

Nel suo caso si dovrebbe fare qualche verifica farmacocinetica, facendo il dosaggio del farmaco sospetto e vedendo se a distanza di una dose standard i livelli ematici sono quelli normali o sono patologicamente aumentati perche' lei non lo metabolizza e la molecola si accumula.

Nella pratica quotidiana fare tutte queste prove, che danno spesso indicazioni ma raramente danno certezze, in un paziente che magari e' solo agitato, e' alla fine meno pratico che non andare dal paziente e dirgli "adesso le cambiamo il farmaco cosi' smette di farle male".

Cordialita'
[#6] dopo  
Utente 215XXX

Iscritto dal 2006
Per il dott. Bianchi,

La devo ringraziare per la cortesia che ancora una volta ha voluto farmi dando risposta alle mie domande.
Adesso credo d’aver capito meglio la mia situazione.
La saluto e Le auguro buon lavoro
[#7] dopo  
3962

Cancellato nel 2010
Auguri anche a Lei... Ci aggiorni.